Andiamo A caccia dell’orso?

Ada

Ormai è un libro cult. Ha da poco compiuto 25 anni e ne parlano in tutto il mondo. E’ stato tradotto in molteplici lingue e recensito da un sacco di voci autorevoli. Ne parla la mia vicina di casa, lo conoscono tutte le maestre, il mio gatto sogna di trasformarsi nell’orso e le mie figlie cacciano nel parco…Che altro dire? Bhè…mi piace raccontarvi qualche dettaglio, qualche particolare e soprattutto la mia personalissima caccia dell’orso che ho scoperto essere, per puro caso, quella che aveva in testa l’illustratrice Helen Oxenbury quando ha illustrato la storia di Michael Rosen – A caccia dell’orso edito in Italia da Mondadori.

Qualche breve nota per i pochi che non lo conoscono…La storia è molto semplice; nasce, nell’idea dell’autore, da una canzone della tradizione popolare e racconta di un gruppo piuttosto eterogeneo di bambini che decidono, forse per rompere la monotonia, di andarsene a caccia di un orso anzi a caccia dell’orso! E così attraversano un tipico paesaggio inglese, fatto di colline verdi, fiumi, acquitrini e boschi, sempre in gruppo e sempre alla ricerca di quest’orso che incontrano unicamente nel finale, in una grotta fredda e buia. E che fareste voi di fronte a un orso? SCAPPAREEEEEEE….e così fanno loro! Il ritmo narrativo si fa incalzante e veloce, ripreso anche nelle tavole delle illustrazioni, che affollano quasi le pagine prima illustrate da una unica scena.  Bambini in fuga attraverso la tempesta, il bosco, la melma dell’acquitrino, il fiume ed il campo di erba verde con l’orso sempre alle calcagna, seminato in extremis sulla porta di casa.

A_caccia_dellorso_collage

Qualche curiosità che ho scoperto sul libro e sulla sua nascita girovagando in rete. La storia prende origine da una canzone popolare scozzese di Alison McMorland, per cui l’illustratrice Helen Oxenbury ha curato la grafica della copertina del disco. In un altro luogo e senza saperlo, la stessa canzone alimentava, nell’immaginazione dell’autore Michael Rosen e del suo editore, la possibilità di trasformarla in un libro per bambini.

L’illustratrice è, in questo libro, parte integrante della storia in quanto ne ha delineato proprio lo svolgimento, scegliendo chi doveva essere ad andare a caccia dell’orso (se notate nel testo scritto della storia non vi è un soggetto ben identificato). Rosen inizialmente aveva pensato ad un re, una regina ed un giullare che partivano a cacciare un orso, ma l’illustratrice invece aveva immediatamente pensato ad un gruppo di bambini, sì bambini, al contrario di quanto spesso invece si creda. Spesso si identifica il gruppo con una famiglia e, se il ragazzo più grande potrebbe sembrare il papà, i lettori sono assaliti dai dubbi circa la ragazzina bionda…una giovane madre in erba o la sorella maggiore? Helen ha disegnato il gruppo di bambini ispirandosi ai propri, non ha voluto adulti in giro nella storia. Alla stessa maniera i paesaggi sono direttamente ispirati a quelli inglesi della sua infanzia, gli acquitrini del Suffolk o il Pembrokeshire.

Un’altra curiosità riguarda questo terribile orso che rincorre il gruppo di bambini fin sulla porta di casa. Avete notato l’illustrazione finale sulla quarta di copertina?

A_caccia_dellorso_orsodepresso

L’orso sembra piuttosto triste e depresso, con le spalle basse e sfuggenti…l’orso era proprio ispirato a un amico depresso dell’illustratrice che in realtà era alla ricerca solo di un po’ di compagnia piuttosto che di bambini da mangiarsi.

Questo libro mi è piaciuto fin da subito, è un libro che si presta in maniera mirabile ad essere letto o narrato ad un gruppo, anche molto eterogeneo, di bambini dal vivo. La musicalità del ritmo narrativo, con rime che si ripetono modificandosi e adattandosi ai nuovi ambienti esplorati, permettono ai bambini di aspettare quello che accadrà, nella rassicurazione comunque del come succederà. Le bellissime e grandi immagini che alternano il bianco e nero, quasi fosse la realtà vissuta, con il colore, ovvero l’avventura fantastica.

Amo raccontarlo utilizzando alcuni materiali sonori che mi accompagnano nel viaggio dei e con i bambini (il protagonista della mia storia si chiama Giacomo). Pochi e semplici oggetti che però diventano suggestioni per i bambini e che ritornano nel viaggio burrascoso verso casa inseguiti dall’orso.

strumenti

Un piccolo bongo che accompagna la filastrocca ritmata della caccia, dando coraggio al gruppetto di avventurosi. Un foglio di carta forno da stropicciare per scivolare nel campo di erba frusciante. Un bastone della pioggia autocostruito per il rumore dell’acqua quando si passa dall’altra parte del fiume (nella mia storia diventa una cascata). Una campana a vento scacciapensieri in legno si trasforma in rumore di legnetti spezzati passando nella foresta. Tubo e molla metallica per simulare il rumore della tempesta.

All’ultima narrazione Silvia mi ha fatto qualche breve video che ho montato assiemead un meraviglioso video animato della storia che potete godere in originale qui. Spero vi piaccia!

Se volete svolazzare ancora un po’:

Festeggiamenti per i 25 anni del libro

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Il sito dell'autore Michael Rosen

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2 risposte a “Andiamo A caccia dell’orso?”

  1. Clara ha detto:

    Ada Pietro ha voluto rivedere il video quattro volte! “mamma mia se è bello!!”

  2. Giovanna ha detto:

    bravissime!! conoscevo la storia e il libro ma non l’animazione……proprio carina!! grazie

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