A chi somiglio?

Ada

Gli occhi sono stati la prima cosa che ha fatto la differenza. Non perchè i tuoi siano occhi a mandorla, tipicamente asiatici, ma per il loro profondo color terra così caldo e, al contempo, contrapposto all’azzurro cielo dei miei occhi di mamma e di quelli di tua sorella. L’adozione l’hai sentita per la prima volta guardandoti come solo un bambino di tre anni può fare, cogliendo particolari e dettagli che, agli occhi di un adulto, sarebbero stati quasi irrilevanti, in un panorama ben più complesso dal punto di vista somatico.

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A chi somiglio?

E’ una domanda che per un bambino adottato evoca molto altro, ricollega una passato spesso poco noto ad un presente certo e diverso da te, costringe il bambino a cercare, a guardare indietro, a scoprire vuoti e a non saper darsi risposta. Perchè un bambino normalmente somiglia ai propri genitori o ai propri nonni, la genetica non è una opinione. Sono poche le famiglie che hanno a disposizione un patrimonio di informazioni tra cui una immagine, magari anche una piccola foto sbiadita o in bianco e nero della mamma dei propri figli. Noi non ce l’abbiamo. Noi la possiamo solo immaginare insieme.

Il riuscire a riconoscersi in chi ci sta vicino è base fondante per il nostro crescere sicuri, per poter definire una propria identità guardando l’altro, per poter prendere le misure di chi siamo e potercene a tempo debito allontanare.

Ecco il libro A chi somiglio? di Yu Jin – Terre di Mezzo editore è stato il libro giusto al momento giusto, un libro delicato, semplice, di quelli che non nascono per parlare di adozione ma di diversità.

La copertina di un bel colore intenso, il formato quadrato che si sfoglia quasi con una mano sola e, soprattutto, un titolo così azzeccato per quel nostro momento di ricerca, hanno fatto il resto.

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A chi somiglia la bimba della copertina? – ti ho chiesto con grande disinvoltura apparente, passandoci davanti in biblioteca.

Sono io mamma – mi rispondi in modo naturale.

Ecco ovviamente lo abbiamo subito preso a prestito e poi lo abbiamo comprato.

La storia è quella di una bambina che, probabilmente, è figlia di una coppia mista e i cui tratti somatici non sono così chiaramente quelli della mamma o quelli del papà. Le prime pagine ci portavano nella direzione sbagliata, la ricerca di somiglianze fisiche che non avremmo potuto trovare così facilmente nella nostra famiglia ma poi, sfogliando il libro, ecco che le somiglianze l’autrice inizia a cercarle nei modi, nelle posture, nei tratti del carattere, anche nei difetti. E allora come non rileggerci un po’ la nostra famiglia nel momento in cui si mette il pigiama

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o quando si dorme

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o quando ci si intestardisce

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Un libro che lega generazioni, ci sono mamme e papà ma anche nonni e zii, un libro che permette di allargare le somiglianze alla famiglia intera, a ricercarsi in un complesso albero genealogico che nel nostro caso tiene dentro anche importanti pezzi orientali cui non riusciamo a dare precisa raffigurazione ma che ci sono e che teniamo ben saldi alla base, alla radice del nostro albero famigliare.

Per chi volesse assaporare le prime pagine del libro…

 
A CHI SOMIGLIO?
di Yu Jin
Terre di Mezzo Editore – Collana: Bambini
Copertina flessibile | 32 pp. | Anno di pubblicazione 2012
ISBN: 978-8861892088
 
 

Per chi vuole svolazzare ancora un po’:

Nonostante la sempre maggiore presenza di bambini stranieri nelle nostre scuole il problema della diversità somatica, anche lieve, sembra rappresentare uno dei nodi più difficili che i bambini adottivi debbono affrontare. La loro è una diversità più radicale di quella del figlio di una famiglia immigrata, quest’ultimo, infatti, ha comunque la possibilità di rispecchiarsi positivamente nel proprio nucleo d’origine: le sue caratteristiche somatiche, il taglio dei suoi occhi, il colore della sua pelle sono come quelli della mamma, del papà, della sorella, dello zio….Un bambino o una bambina nati all’estero e diventati figli con l’adozione internazionale, invece, non hanno la possibilità di operare tale rassicurante identificazione. Ciò che li caratterizza come persone, i propri tratti somatici, è proprio quello che sottolinea il loro non essere figli genetici di papà e mamma. Per loro, quasi più che per gli altri, è vitale poter avere un’immagine positiva della differenza somatica, per non complicare ulteriormente la formazione di una personalità già di per sè faticosa.
           

 Estratto del libro ” A scuola di adozione – Piccole strategie di accoglienza”  di  Anna Guerrieri e Maria Linda Odorisio – ETS – Collana Genitori Si Diventa Onlus.

A scuola di adozione
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Una replica a “A chi somiglio?”

  1. Claudia & Topastro ha detto:

    Un libro molto bello per un tema molto importante sentito da tanti bimbi. Anche io uso spesso i libri per affrontare temi particolari con mio figlio 🙂

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