Albero di Britta Teckentrup

Silvia Sai

Credo che nessuno sia riuscito a restituire l’idea del ciclo della vita con immagini più efficaci di quanto abbia fatto Iela Mari nel suo L’albero, condensando in poche pagine e con la “semplice” rappresentazione delle trasformazioni di un albero lo scorrere del tempo e delle stagioni. Questo perché il silent book di Iela Mari ha una poetica di una delicatezza e profondità commovente, e ineguagliabile.

Quando ho visto in versione originale l’albo illustrato da Britta Teckentrup, mi sono risuonate corde vicine e un po’ ho tremato pensando al paragone con il grande classico per me intoccabile.

In realtà però, Britta non è un’esordiente, e il suo amore per l’immagine dell’albero come metafora di vita e memoria l’aveva già dimostrato in quello splendido libro, ahimè non tradotto in italiano, di cui ho già scritto. A ben vedere, inoltre, il tema delle mutazioni dell’albero nello scorrere delle stagioni è piuttosto comune e intuitivo. Infine, questo è un libro che probabilmente intende raccontare le stagioni in modo giocoso e gioioso, lasciando sullo sfondo quel sentimento un po’ melanconico e riflessivo, così presente invece in Iela Mari.

L'albero Britta Teckentrup

Albero di Britta Teckentrup, con testo in rima di Patricia Hegarty, appena arrivato in Italia nel catalogo Sassi Junior, è un albo nel quale osserviamo fluire la vita di un albero attraverso le stagioni. Ad aprire e in parte chiudere il sipario c’è l’inverno che col suo silenzio e la sua apparente staticità è insieme conclusione e preludio di vita. Tutto ciò che c’è nel mezzo è una graduale espansione e esplosione di natura vitale, nella primavera ed estate, che, con inesorabile certezza, poi sfiorisce e riposa nell’autunno.

In questa danza delle stagioni risuonano come una musica di sottofondo le frasi brevi e in rima di Patricia Hegarty. Forse a causa della traduzione, il testo non mi ha convinta del tutto, tuttavia è piacevole e può essere gustato come una dolce ninna nanna nella sua essenzialità o ascoltato con attenzione per cogliere alcune parole precise e non scontate.

Le gemme si schiudono mentre soffia leggera
la frizzante brezza di primavera.
Zampettano gli scoiattoli e la volpe giocosa
respira un’aria nuova, fresca e briosa.

Inutile però dire che la scena di questo libro è dominata dalle illustrazioni, sono loro che catturano l’attenzione, loro che ci accompagnano nel fluire delle pagine. Lo stile di Britta è piuttosto riconoscibile. Un disegno piatto e abbastanza stilizzato, ben definito, vagamente geometrico, contrastato nei colori, anche laddove si pronunciano sfumature.

Le tavole traboccano energia, vitalità, colori. Sono pagine piene, gradevolmente affollate e ricche di dettagli. L’albero di mele è sì il protagonista, ma è ben lontano da quella figura solitaria  tratteggiata da Iela Mari. Dal tronco fa capolino un gufo, fedele compagno dell’albero, tra i rami sbucano uccelli svolazzanti intenti a preparare il nido primaverile, le foglie rivelano api ronzanti in estate, e poi ancora mele, orsetti, scoiattoli e l’immancabile ragnetto che tesse senza sosta la propria ragnatela.

Un albero-casa in cui ogni animale adatta la propria esistenza.

Trovo molto efficace il contrasto tra la staticità dell’albero, rappresentato sempre dalla stessa prospettiva invariata e frontale, e il movimento che lo circonda. Vediamo inotato la natura pullulare attorno a lui: una famiglia di volpi che si gironzola nei prati circostanti, una coccinella su una foglia vicina, una farfalla tra i cespugli, e poi fiori e altri alberi.

L’idea di movimento che qui si respira, soprattutto nelle pagine dedicate alle stagioni primaverili, estive e autunnali, non proviene solo dalla fauna in attività, ma anche dallo scorrere del tempo che porta inesorabili segni di mutamento nella chioma e nel paesaggio: le foglie dai diversi colori, i frutti che maturano e poi cadono a terra, la notte (a cui Britta dedica due bellissime tavole), i fiocchi di neve.

Ma ancora non vi ho detto tutto: vi sono altri due elementi che caratterizzano questo albo. Il primo ha a che fare con la cartotecnica. Le pagine sono traforate e invitano a scoprire attraverso i buchi i diversi ospiti dell’albero. Il gufo, con i suoi occhi gialli profondi, lo conosciamo fin dalla copertina (traforata anch’essa) e ci terrà compagnia fino alle pagine conclusive; con l’incedere delle stagioni i fori rivelano progressivamente gli orsi, gli scoiattoli, gli uccellini, le api, fino all’esplosione dell’estate. Gradualmente, avvicinandosi nuovamente l’inverno, i fori scompaiono e con loro anche gli animali, tutti tranne il gufo che resiste fino alla stagione fredda, per poi, infine, ritirarsi nel suo nido nel tronco.

Il sottobosco è ormai innevato;
nell’albero Gufo sta accovacciato.
Del cuore d’inverno Gufo saggio,
ha già avuto il tempo per un assaggio.
Nessuno si aggira nel bosco imbiancato,
ogni rumore è ovattato.
Nevosa è la trapunta che è scesa a coprire,
la foresta intera che è andata a dormire.

Ed ora il secondo elemento. Se è vero che fin qui abbiamo parlato di un albero, è anche vero che gli alberi in realtà sono due. Forse uno è lo specchio dell’altro, ad ogni modo ciò che noi vediamo nella doppia pagina è una figura di albero nella pagina di sinistra e una figura di albero nella pagina di destra. Simili, similissimi, quasi identici se non fosse per la variazione di colore nelle foglie e nei frutti, alcuni dettagli di forma, e gli animali che tra le loro chiome si aggirano. Il paesaggio sullo sfondo e in primo piano si presenta come unico, tant’è che vediamo le volpi passeggiare da una pagita all’altra, un fiore e un albero sullo sfondo farsi strada tra le cuciture delle  pagine.

Ho letto questo libro con Ilde che, a quasi 4 anni, ha apprezzato la musicalità del testo, gli animali e il gioco delle stagioni (tempestandomi di domande!), mentre Tina, 18 mesi, è rimasta molto attratta dai colori, dai buchi nelle pagine e dai vari animaletti e dettagli.

ALBERO
Britta Teckentrup (illustrazioni)
Patricia Hegarty (testo) V. Facci (trad.)
Sassi Junior
24 pp. Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo di copertina: 14,90€
Età di lettura: dai 2 anni

Albero Britta Teckentrup

Perché non svolazzare ancora un po’ tra i libri di Britta Teckentrup e gli albi illustrati su natura e stagioni?

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2 risposte a “Albero di Britta Teckentrup”

  1. scaffalebasso ha detto:

    Bellissimo! Lo prenderò anch’io! Grazie

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