Benvenuto Wilko

Silvia Sai

Amo le storie che accendono la fantasia. Quelle che fanno accadere cose impossibili, e così tanto desiderabili. Quelle in cui nemmeno il protagonista all’inizio ci vorrebbe credere, ma poi si accorge che la magia sta accadendo, davvero.

Che ne direste, ad esempio, se una sera di fine estate, sul davanzale della casa di nonna comparisse all’improvviso una strana creatura, presentandosi come un extraterrestre in viaggio?

È quel che accade nel libro Benvenuto Wilko di Cristina Lastrego e Francesco Testa (gli autori del meraviglioso La Giovanna nel bosco), edito da Einaudi e ora reperibile solo in biblioteca. Non l’ho conosciuto da bambina – peccato! – ma sono sicura mi sarebbe piaciuto molto. In compenso, ho avuto la fortuna di trovarlo nella bancarella natalizia della biblioteca e ora posso leggerlo con le mie figlie!

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Noi lettori, Wilko, lo conosciamo prima dei due protagonisti, i fratelli Barbara e Marco: appena prima del primo capitolo (“Lo straniero”) lo vediamo atterrare con la sua navicella accanto a un albero.

Wilko, o meglio Wilkolarfusmilbenmilongibodinot!

Era piccolo, ma non era un topo.

Era peloso, ma non era un cagnolino.

Aveva due lunghe orecchie, ma non era un leprotto.

I due bambini invece lo incontrano dentro una bolla di sapone con cui stavano giocando e nella quale Wilko salta con un balzo. Chiaramente faticano a credere ai loro occhi – gli extraterrestri non esistono… forse è solo un sogno – ma poi Wilko comunica una grande allegria, ondeggiando le lunghe orecchie, e li travolge nella storia. Non c’è più spazio per i dubbi.

Wilko chiede ai bambini di fare esperienza del loro mondo.

Sono un viaggiatore che fa un viaggio lungo. Mi sono fermato perché ero troppo solo e non volevo diventare triste. Mi piace imparare quello che non so e capire cos’è nuove.

E così, da un’esistenza normale Barbara e Marco si ritrovano a cucinare biscotti con Wilko (e che biscotti!), a preparargli il lettino nella casa delle bambole, a osservarlo mentre fa la doccia nel lavandino, a lavorare con lui nella fattoria accudendo gli animali… L’entusiasmo di Wilko per le cose nuove è travolgente e i due fratelli sono felicissimi di potergli insegnare come funziona la natura, nel loro mondo. In cambio, Wilko infonde coraggio e sogni nei due bambini…

Barbara e Marco si trovano infine a vivere la magia delle magie. Quella che esaudisce i desideri, se ci pensi intensamente e chiudi forte gli occhi. Insieme a Wilko tutto è possibile, anche ciò che, avendo ormai quasi sconfinato la soglia dell’infanzia, non si riteneva più tale. E invece eccoli lì, i due bambini, insieme a Wilko a cavalcioni sul grande pino dopo un fantastico volo sulla collina!

E la nonna? Beh, gli adulti gentili, si sa, fanno sempre finta di credere alle fantasticherie dei bambini…

Il finale, abbastanza prevedibile, chiude con serenità una bella storia da leggere anche ai bimbi più piccoli nonostante il lungo testo, magari interrompendo la lettura in diversi momenti (la struttura è a capitoli) e soffermandosi sui disegni in bianco e nero che sono ben più di un semplice “accompagnamento” del testo.

Questo libro mi piace perché è divertente e magico. Racconta ciò che ogni bambino vorrebbe vivere, almeno una volta nella vita, e questa è la funzione delle belle storie, far compiere delle esperienze impossibili nella realtà (forse).

BENVENUTO WILKO

Cristina Lastrego e Francesco Testa

Einaudi

Anno di pubblicazione: 1986

68 pp.

Età di lettura: dai 4 anni

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