Buchi nel deserto

Silvia Sai

Buchi nel deserto è un pluripremiato romanzo scritto nel 1998 dall’americano Louis Sachar. In Italia lo troviamo edito in diverse edizioni da Il Battello a Vapore (Piemme). Walt Disney ci ha pure fatto un film…

Io non lo conoscevo fin quando non sono stata attirata dalla copertina della nuova edizione (2018): una lucertola nera su sfondo giallo acceso.

Buchi nel deserto si è rivelata una lettura appassionante che mi ha trascinata in una storia avventurosa e drammatica; il fiato continuamente sospeso segue un mistero da risolvere, difficoltà da superare, vite da salvare. E per non rendere fuorviante quanto seguirà, ci tengo a precisare un aspetto fondamentale di questo libro: la leggerezza. L’oggettiva drammaticità della storia – costellata di privazioni, ingiustizie, cattiverie – non prevale mai sul piacere dell’avventura e sul percorso di trasformazione del protagonista-eroe. La cifra stilistica scelta dall’autore, un po’ comica e caricaturale, un po’ surreale e fiabesca, produce un effetto straniante tale per cui il dramma non viene recepito come tale!

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Al centro della storia c’è il giovane protagonista, Stanley Yelnats, che per una serie di assurde coincidenze (svelate solo nel finale) si ritrova incriminato per il furto di un paio di scarpe donate in beneficienza da un famoso giocatore di baseball. Senza aver compreso il perché e il per come della questione, Stanley si ritrova in viaggio direzione Campo Lago Verde, un luogo pensato per “ragazzi cattivi” colpevoli di crimini, così sperduto nel deserto da non rendersi necessaria alcuna recinzione per impedire la fuga, come descrive l’incipit:

 Non c’è nessun lago a Campo Lago Verde. Una volta ce n’era uno molto grande, il più grande del Texas. Ma era più di cent’anni fa. Adesso è soltanto un tratto di terra piatta, arida e desolata. (…) Esisteva pure una cittadina chiamata Lago Verde. Ma si era inaridita e prosciugata, insieme al lago e a chi ci abitava. (…) Gli ospiti del campo non hanno il permesso di stendersi sull’amaca. Appartiene all’Intendente. L’ombra è una proprietà privata dell’Intendente.

La “rieducazione” consiste nello scavare ogni giorno una buca profonda e larga esattamente un metro, nel terreno duro e sotto il sole cocente, perché “se si prende un ragazzo cattivo e lo si costringe a scavare un buco ogni giorno sotto il sole cocente, lo si trasforma in un bravo ragazzo”.

Stanley viene da una famiglia povera (il padre insegue il sogno di realizzare un’invenzione strabiliante), è cicciottello, i compagni delle medie lo prendono continuamente in giro, così come sembra fare il destino, forse a causa di una maledizione che affonda le radici in un’antica leggenda familiare… Impossibile non sintonizzarsi empaticamente con il povero Stanley, fin dalle prime pagine in cui leggiamo del ragazzino ammanettato e in viaggio in autobus verso il campo.

Stanley e i suoi genitori avevano deciso di far finta che stesse soltanto partendo per un breve campo estivo, come fanno i ragazzini ricchi.

Uno degli aspetti più interessanti del libro è certamente l’ambientazione e la situazione singolare in cui Stanley si ritrova repentinamente: fuori dal mondo, in un luogo surreale che è altresì estremamente reale. Questa bidimensionalità del reale che per crudezza sfuma nell’irreale si manterrà per tutto il romanzo, con lucertole velenose che diventano temibile minaccia, la sete che attanaglia la gola, le giornate senza fine uguali a se stesse…

 Ma nessuno vuole essere morso da una lucertola a macchie gialle. E’ la cosa peggiore che possa capitarti: muori di una morte lenta e dolorosa. Sempre. Se vieni morso da una lucertola a macchie gialle, puoi anche andare all’ombra delle querce e stenderti sull’amaca. Tanto ormai nessuno può farti più niente.

Ma qual è il motivo di questo incarico insensato, scavare ogni giorno una buca? Davvero l’intento dei gestori del campo è solo quello rieducativo o stanno cercando altro? Stanley nutre sospetti e la ricerca di risposte e il desiderio di salvezza saranno il motore di tutta la narrazione…

Come Stanley reagirà a tale situazione è un altro aspetto interessante che definisce questo romanzo anche un bel romanzo di formazione. Inizialmente emarginato e apparentemente debole, Stanley scopre un’inaspettata forza interiore e una determinazione che forse stupirà anche il lettore, il quale si ritroverà spesso a chiedersi come si sarebbe comportato al posto di Stanley.

Gli ostacoli e i nemici di Stanley non sono rappresentati solo dall’ambiente e dai severi gestori del Campo, i suoi stessi pari, ragazzini che come lui hanno avuto problemi con la giustizia, non sono certamente un conforto. In un luogo in cui l’ingiustizia e l’insensatezza sembrano essere l’unica regola, è la competizione e l’egoismo, piuttosto che la solidarietà di gruppo, a prevalere nei rapporti tra ragazzi.

Esploriamo così diversi tipi di relazioni umane che si costruiscono e modificano nel corso della storia, diversi modi di adattarsi e reagire alla situazione: ci sono i veterani del campo e i neo arrivati, chi si elegge a “capo”, chi resta vittima, chi si fa domande, chi esegue gli ordini, chi resiste silenziosamente…

E se Stanley arriverà al punto di dover prendere una decisione importante che cambierà il corso della storia, della sua storia, gli echi del passato, un passato mitico e leggendario, si fanno sempre più presenti e determinanti. L’avventura prosegue così nella seconda parte del libro facendo emergere con forza altri temi: l’amicizia e la solidarietà, il senso del limite e il suo superamento, la disobbedienza come valore, il coraggio…

E tutto pian piano inizia a ricomporsi, lentamente, ricomponendo diversi elementi del passato e del presente fino ad offrire la risoluzione a tante domande, di Stanley e del lettore stesso. Le imprese eroiche vedranno il riscatto dei deboli e il trionfo della giustizia, in un finale che, forse unico punto che vede una mia piccola critica, ho trovato un po’ troppo patinato e positivo.

BUCHI NEL DESERTO

Louis Sachar

Traduzione di Laura Cangemi

Piemme Edizioni (Il Battello a Vapore)

Anno di pubblicazione: 2018 (p.e. 1998)

262 pp.

Prezzo di copertina: 12 euro

Età di lettura: dai 9 anni

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