Cattive ragazze

Ada

Ultimamente si fa un gran parlare di libri che permettano di superare gli stereotipi di genere, che aiutino a diffondere una cultura della parità e che diano dignità al mondo femminile. Pare quasi di essere tornati indietro agli anni ’70, ai tempi delle battaglie femministe e della (giusta) proclamazione dei diritti delle donne. Ci sono case editrici che vi dedicano intere collane, tentando (forse) operazioni di cultura e sensibilizzazione dei bambini.

Sono da sempre una forte e decisa peroratrice della libertà di scelta di noi donne, sto crescendo due figlie femmine regalando loro prospettive di infiniti futuri possibili, nella quotidianità famigliare vivo un equilibrio di rara bellezza con l’unico esemplare maschile che la popola, ma sono anche spesso infastidita dalle storie che esaltano i ribaltamenti dei ruoli a tutti i costi, che perdono di vista la donna per esporre alle genti le gesta e i risultati raggiunti.

Sono fermamente convinta che la miglior operazione di cultura che un libro possa fare in tal senso sia quella di offrire sguardi intimi e veri sul mondo delle donne che decidono, che fanno scelte controcorrente, che guardano avanti, raccontando anche le difficoltà e i compromessi. Uno di quelli che ho fortemente apprezzato in passato e che offre un punto di vista diverso è Cattive Ragazze di Assia Petricelli e Sergio Riccardi – Sinnos Editore.

Cattive_ragazze_Sinnos

Mi è piaciuto per i modi del racconto, per la profondità degli sguardi che offre sulle figure femminili e sulle loro storie, per aver scelto di presentarcele nella loro profonda intimità, nella loro maternità o quotidianità famigliare, nel loro essere mogli, nel cercare uno spazio di realizzazione anche accettando compromessi.

La Petricelli ci racconta, attraverso i fumetti di Riccardi, le storie di 15 donne più o meno conosciute, spaziando geograficamente da una parte all’altra del mondo e temporalmente negli ultimi secoli. Accosta donne dalla fama e notorietà mondiale a donne quasi sconosciute, accendendo curiosità su vite e storie poco note.

 

Cattive_ragazze_Sinnos

Così leggiamo la storia di Maria Sklodowska (meglio nota ai più con il cognome del marito Curie) che ne esalta certamente l’intelligenza sopraffina, la capacità di ricerca e la voglia di mettere a frutto le proprie scoperte a favore del mondo, ma soprattutto scopriamo Maria nella sua storia di vita personale. Mi sorprende la sua enorme forza di volontà e altruismo che già dimostra ai tempi della sua gioventù in Polonia quando, per permettere all’amica più grande Bonya di iscriversi all’università in Francia, lavora per anni come governante mantenendola agli studi. Scopriamo piccole curiosità sul suo matrimonio con Pierre, celebrato con un semplice vestito da sposa blu riciclato e con un viaggio di nozze in giro per la Francia in bicicletta. Ci regala visioni di vera parità la storia dei Curie, con Pierre che chiede al proprio padre di occuparsi della loro figlia per permettere a Marie di proseguire nelle attività di ricerca e, ancora, nella dura presa di posizione ai tempi del primo nobel che, faticosamente, riesce a far riconoscere, oltre che a lui, anche alla moglie.

 

Ci sono storie di normalità, come quella di Franca Viola, bellissima ragazza siciliana che, negli anni sessanta, rifiuta la corte del figlio del boss del paese, non per scelta di ribellione alla mafia o per idealismo ma perchè non ne era innamorata. Segue i propri sogni di ragazzina e ne paga le conseguenze, violentata e messa di fronte alla scelta di un matrimonio riparatore. Con una delicatezza che sta tutta riassunta nel gesto di una mano appoggiata delicatamente sulla spalla della propria figlia, respiriamo una storia di profondo riconoscimento dell’altro, dell’umanità e delle aspirazioni. Franca sceglie di non sposare il proprio violentatore e suo padre, con quella mano sulla spalla, è lì ad accompagnare e sostenere la sua scelta. Troverà l’amore e avrà una famiglia.

Non sono una eroina. Ho solo seguito il mio cuore e fatto quello che sentivo. Nulla di speciale.

 

Raccontate sotto forma di graphic novel le storie ci vengono proposte presentando punti di vista differenti, non edulcorati, a tratti crudi. Non ci sono sempre happy ending e successi, ma ci sono invece fatiche e dolori che appartengono alle vite di queste protagoniste. Pensiamo al figlio che Domitila Barrios De Chungara, donna che ha difeso i principi della democrazia in Bolivia, ha perso all’ottavo mese per le torture subite in carcere oppure alla storia di Elvira Coda Notarì che, inizialmente per sostenere il marito nel perseguire le sue aspirazioni artistiche, fonda una casa cinematografica che propone film che non sono di propaganda e di auto osannazione ma raccontano storie della gente comune, di quotidianità; dopo il successo e la fama la Notarì è costretta, dal fascismo, ad arrendersi e a ritirarsi dalle scene.

 

Il valore aggiunto del libro è la scelta curata delle immagini e della storia biografica, le une in perfetto equilibrio con l’altra, in un racconto , che offre al lettore dettagli e sguardi sulle quotidianità e umanità così intensi e veri da avvicinare le figure di queste donne a ciascuna donna o ragazza moderna.

Mi immergo nelle storie e ci trovo una profonda possibilità di riconoscimento nell’essere donna più che nell’essere eroina. Perchè in fin dei conti sono convinta che l’operazione culturale vera e rivoluzionaria che siamo chiamati a fare non è quella di creare donne di successo ma quella di creare una umanità senza aggettivi, fatta di bambini e bambine che possano cercare di essere semplicemente felici in quello che fanno, sperimentando la libertà di poterlo fare e il rispetto delle proprie scelte.

Il libro ha ricevuto meritatamente il Premio Andersen nella categoria Miglior libro a Fumetti nel 2014 con la seguente motivazione

Per un libro che coniuga perfettamente la struttura narrativa del fumetto con i registri della biografia.
Per una narrazione che, scegliendo di raccontare un universo femminile, va oltre stereotipi e questioni di genere e, con un approccio accattivante e incisivo, invita alla riflessione, emozionando e coinvolgendo.

Grazie al font  “Leggimi Graphic” il libro è pensato anche per chi ha problemi di dislessia o difficoltà di lettura: la font utilizzata è “leggimi” (copyright Sinnos – progettata per facilitare la lettura) e la disposizione dei baloon segue sempre l’ordine dei dialoghi.

 

Cattive_Ragazze_Sinnos

Ecco se proprio vogliamo trovare un piccolo neo al progetto editoriale vi confesso che il titolo, di cui capisco senso e necessità di invogliare a sfogliare il libro, risulta un poco dissonante rispetto all’attenzione e delicatezza dello sguardo sulle storie interne.

Per approfondire puoi leggere l’articolo dedicato da Andersen, il mensile di letteratura e illustrazione per l’infanzia, al seguente link.


CATTIVE RAGAZZE. 15 STORIE DI DONNE AUDACI E CREATIVE
di Assia Petricelli (testo) e Sergio Riccardi (immagini)
Sinnos Editore – Collana Leggimi!
Anno di pubblicazione: 2013
96 pp. | Brossura
Prezzo di copertina: 12,00 euro

Età di lettura: dai 12 anni

Condividi questo articolo sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *