Chiedimi cosa mi piace

Silvia Sai

Sono felice oggi di raccontare un albo illustrato davvero splendente nella sua semplicità. Un libro luminosissimo nei colori, vivace nei disegni “a schizzo” di Suzy Lee, dolcissimo nella storia. Impostato interamente attorno a un semplice e ripetuto dialogo giocoso tra papà e figlia, la storia scorre nell’arco di una giornata, dall’uscita di casa al momento della buonanotte. Nel mezzo, tante emozioni.

Chiedimi (ask me, il titolo originale).
Chiedimi cosa mi piace.

Una domanda tutt’altro che scontata e banale (quante volte ci capita di chiedere davvero a chi ci sta accanto “ti piace…?”), una domanda che parla di curiosità e di apertura, una domanda che invita a un ascolto profondo di chi è l’altro, dei suoi gusti, delle sue preferenze, ma anche di cosa sceglie di dire in quel momento, e a chi. Un invito a raccontarsi, nella soddisfazione di esprimere se stessi quando si è consapevoli di essere ascoltati da una delle persone più importanti della propria vita, il papà.

Il papà domanda, la figlia risponde, e poi incalza, chiedimi ancora, e il papà domanda, la bimba risponde …

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La storia si apre appena aperta la copertina, con un cappello blu, indossato dal padre, e un giacchino rosso, indossato dalla bimba, prosegue nel frontespizio con un salto entusiastico della piccola protagonista quasi a schizzare fuori di casa, mentre il papà si allaccia le scarpe sui gradini. Già si percepisce un’esplosione di vitalità ed entusiasmo!
Si prosegue all’aria aperta, in una natura illuminata da meravigliose foglie rosse autunnali e laghetti e alberi, addolcita da un delizioso chioschetto del gelato, puntellata da altri frequentatori del parco, uomini, donne, bambini, anziani, cani, monopattini, e palloncini… Infine, in un cerchio perfetto il libro si conclude con un bacio della buonanotte nella camera di casa.

Fortemente incentrato su un dialogo, l’albo non spicca per la narratività ma vede riconosciuta la sua potenza nella capacità di raccontare una relazione, in maniera evocativa ed emozionale. E’ in essa che si dipana la bellezza della storia, una storia che dobbiamo saper leggere nello splendido intreccio tra testo e immagini mirabilmente e ugualmente significanti.

Con grande empatia, siamo portati a seguire la bambina nel chiedere al padre di continuare un gioco di cui mai si vorrebbe vedere la fine. È il mondo attorno a ispirare domande e risposte: accanto a un laghetto verrà spontaneo accogliere nel dialogo le anatre, e le rane…o in attesa del gelato non si potrà non chiedere se piacciono i coni gelato…accanto alla sabbiera come non parlare di sabbia, e conchiglie e stelle marine, in un flusso continuo di “chiedimi” e “mi piace” tra presente e ricordi.
E’ l’esperienza del mondo a riflettere un mondo interiore. E’ la relazione giocosa tra papà e bambina a sostenere l’espressione di questo mondo.

Chiedimi Cos’altro?
Cos’altro?
Mi piace la pioggia. Mi piace fare splish, splash e splosh nella pioggia. Splish, splash e splosh.
Mi piacciono queste parole. Sono parole di pioggia. Me le sono inventate.
Lo so.

Un altro aspetto che mi ha piacevolmente colpita è la bellissima, e studiatissima, dimensione temporale della narrazione. Il testo si costruisce come un flusso continuo scandito da un ritmo ben cadenzato, con pause calibratissime, e ben si accorda con il tempo delle illustrazioni che rimandano a attimi sospesi di contemplazione inframezzati da guizzi, corse, salti, giochi. Lo spartito musicale si movimenta decisamente con le illustrazioni, nei tagli prospettici sempre variati e inaspettati, ora a panoramica, ora dall’alto ora a inquadrare volti in primo piano che ci guardano dritti negli occhi con disarmante verità, o nel movimento delle figure così come nei colori vivaci staccanti sul bianco.
Mi è piaciuta moltissimo questa modulazione di tempi e ritmi!

E poi, come non parlare della libertà che respiriamo! E l’ozio, e il profumo di cose semplici!
E quanto è bella la complicità tra padre e figlia, così manifesta e aperta al mondo intorno, ma al contempo così intima!

Leggere questo albo significa entrare in un gioco nel quale saremo presi per mano e naturalmente invitati a partecipare. E’ inevitabile e viene spontaneo. Mia figlia Ilde, già durante la prima lettura, si è sentita coinvolta e ha iniziato a rispondere alle domande del papà.

L’unica nota che mi sento di avanzare, piuttosto un suggerimento, è la seguente. Trattandosi di un dialogo in cui le parti non sono esplicitate (e benissimo così!) ma riconoscibili solo dal colore dei caratteri (la voce del papà è scritta in blu), le parti non sono sempre chiarissime e in una lettura ad alta voce c’è il rischio di perdersi nel chi dice cosa. Beninteso che questo può essere un aspetto positivo nel momento in cui stimola l’immersione totale in un flusso di parole in cui forse poco importa chi dice cosa, ecco, se ne avete la possibilità, leggetelo a due voci, sarebbe perfetto!

Aspetta. Chiedimi qualcos’altro.
Cosa?
Chiedimi se voglio un altro bacio della buonanotte.
Vuoi un altro bacio della buonanotte?
Sì, vorrei un altro bacio della buonanotte.
Buonanotte.
Buonanotte

CHIEDIMI COSA MI PIACE
Bernard Weber (testo), Suzy Lee (illustrazioni)
D. Musso (traduzione)

Terre di Mezzo Editore
Anno di pubblicazione: 2016
40 pp. | Prezzo di copertina: 15 euro

Età di lettura consigliata: dai 4 anni

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