Ciccì Coccò

Silvia Sai

Potevamo non parlare di un libro che presenta in copertina un bambino accucciato che guarda una gallina?
Ciccì coccò è un meraviglioso albo fotografico in cui la quotidianità si fa poesia e la poesia si fa quotidianità. Una lunga serie di scatti fotografici pone i bambini al centro e il testo a fianco racconta quei bambini, con brevi lampi linguistici, suggestioni, spostamenti di prospettiva.

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È immaginazione pura, calata nella realtà più semplice dei bambini, laddove si ritraggono situazioni familiari e quotidiane a cui si accostano frasi e pensieri come se fossero gli stessi bambini a pronunciarle.
Le fotografie sono di Enzo Arnone, il testo italiano è di Bruno Munari cui, più in piccolo, si affianca la traduzione inglese e francese del medesimo testo.
Immagine e testo qui sono inscindibili, perché se la fotografia calamita subito l’attenzione e lo sguardo, sono le parole a fianco, così fluide e concentrate, a riempire di diversi sensi ciò che vediamo nelle immagini.

Forse perché immortalati da occhio sapiente, questi bambini comunicano un grande senso di libertà, di gioia e divertimento, voglia di sentirsi grandi e giocare da grandi, comunicano sorrisi e limpidi occhi, aria aperta e giochi fatti con poche cose, nella semplicità che caratterizzava l’Inghilterra degli anni ‘70 (luogo e tempo dove sono state scattate la maggior parte delle foto).

Comunicano sogni, i sogni dei bambini, quando si sta seduti al volante di una macchina (“tutti in auto per andare / dove andremo? in riva al mare”) o quando si gira su un cavallino sulla giostra (“girare / pensare / senza / tornare”) o quando si sta sdraiati sul prato (“dormire tra i fiori / sognarne di tutti i colori”).

È risaputo ormai quanto i bambini, anche piccolissimi, siano attratti dai ritratti di propri simili, ed è per questo che consigliamo la lettura di Ciccì Coccò ai più piccoli, per osservare e sorridere insieme, ascoltando un testo che è liquido e melodioso.
Ma la lettura sarà molto godibile anche per gli adulti, che forse troveranno qualche memoria d’infanzia, mentre si legge al proprio figlio.
Capiterà forse di rivivere il senso di ebbrezza dell’altalena guardando due bimbi che dondolano fissano con lo sguardo l’obiettivo della macchina fotografica (lo ricordate? io sì, e pensare che ora mi fa venire il mal di mare!):

alta lena / bassa lena
alta alta / lena lena
bassa bassa / lena lena
dove ci porta
dove ci mena

Alcune coppie immagini-testo sono di una poesia e semplicità mozzafiato, raccontando con estrema verità il pensiero bambini, come la fotografia di un bambino seduto intento ad osservare un raggio di luce riflesso sul pavimento e “adesso lo prendo e lo metto via per Natale”, o quella di un bimbo di fronte a una vetrina di un negozio di cappotti, e “questo è il negozio dei cappotti vuoti / per gli uomini pieno di freddo”.

Difficile raccontare la varietà di situazioni delle fotografie, fatte di relazioni e pensieri e azioni che a loro volta evocano mondi immaginati, personali, sognati o vissuti. Ci sono gli scherzi, le arrabbiature, le espressioni buffe, i litigi, le avventure… e sempre quegli sguardi, sempre dialoganti, interroganti, ora rivolte altrove, ora dritti al lettore.

E una cosa è certa: i voti di questi bambini rimarranno impresse nel lettore, mentre la lingua di Munari risuona ancora nelle sue orecchie.

CICCÌ COCCÒ
Enzo Arnone (fotografie), Bruno Munari (testo in italiano)
Annie Pissard Mirabel (testo in francese)
Isobel Butter Caleffi (testo in inglese)
Corraini Editore
Anno di pubblicazione: 2000
120 pp.
Prezzo di copertina: 13 euro

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2 risposte a “Ciccì Coccò”

  1. Gomitoliamo Blog ha detto:

    Un bellissimo libro da regalare e regalarsi. Grazie 🙂

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