Cosa sta sotto? Uno sguardo dietro l’apparenza

Ada

Continua il nostro avvicinamento alla Notte dei Racconti (se non sai di cosa si tratta dai una occhiata al primo post di presentazione qui). Il tema del “COSA STA SOTTO?” , dopo l’esplorazione del sottoterra, prende la forma della scoperta di cosa sta sotto le apparenze, dove ciò che sembra non sempre è. Entriamo dritti dritti nel vivo di alcune proposte di lettura con spunti per rendere la narrazione più vicina agli ascoltatori, movimentata e viva.

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Gisella pipistrella

di Jeanne Willis e Tony Ross
Il Castoro Editore

Una mattina gli abitanti del bosco trovano un nuovo animale a loro sconosciuto appollaiato a testa in giù su un albero sopra le loro teste. Come si confà alle piccole comunità inizia un tam tam per accogliere il nuovo abitante. Ma Gisella appare subito molto strana per via di quelle cose che vedeva al contrario degli altri. Il su diventa giù e il sotto sopra. La comunità animalesca inizia allora a pensare che Gisella sia un po’ picchiatella e forse pure pericolosa! Interviene allora il vecchio e saggio gufo che invita tutti gli animali della foresta a provare a guardare le cose dalla prospettiva di Gisella. L’albo si chiude con una divertentissima immagine di un elefante, un rinoceronte, una giraffa e tanti altri animali appesi a testa in giù ad un tronco!

Suggerimenti per la narrazione:

Allestimenti: un semplice bastone a simboleggiare un ramo e la sagoma ricavata con il cartoncino nero di un pipistrello eventualmente illuminati con un faretto lasciando in penombra il narratore possono essere una semplice scenografia di grande effetto.

Gesti: gli animali che a turno interrogano Gisella possono entrare nel fascio di luce del faretto, in una sorta di ombra cinese senza telo, simbolicamente rappresentati dal narratore. La giraffa dal collo lungo può essere rappresentata semplicemente con un braccio che si allunga. Il corno del rinoceronte con due dita ecc. Quando il vecchio gufo invita gli animali a guardare il mondo dalla prospettiva di Gisella, se siete narratori atletici ed acrobatici, potreste ruotare sulla sedia portando le gambe in alto e la testa in basso.

Suoni: può essere suggestivo evocare il vecchio e saggio gufo senza necessariamente farlo entrare in scena, ma semplicemente utilizzando il suo tipico bubolare (uh uh uh).

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Il mio vicino è un cane

di Isabel Minhos Martins e Madalena Matoso
la Nuova Frontiera Juniors

La vita tranquilla e monotona di un vecchio palazzo viene scossa dall’arrivo di nuovi inquilini! Tutti i vicini se ne stanno affacciati, curiosi, alle finestre in attesa di scoprire chi essi siano…un cane! Si sa, avere un cane come vicino non è il massimo. Inizia la sfilza delle lamentele dei condomini. L’unico che pare apprezzare il nuovo vicino è il narratore della storia, un bambino inquilino. Ecco che si susseguono nuovi arrivi nella palazzina, due elefanti, fratelli, cugini, fidanzati? Il modo di intrecciare le proboscidi fa si che i vicini li guardino strani, tutti tranne il protagonista che ne coglie sempre il lato positivo. Il libro cresce come in un vero climax con vicini sempre nuovi che arrivano e vicini vecchi sempre più attoniti (tutti tranne uno). Sul far del finale inizia il ribaltamento dei ruoli dal momento che la famiglia del protagonista rimane l’unica famiglia non animale del condominio…e adesso chi inizia ad essere strano?!?!

Suggerimenti per la narrazione:

Allestimenti: creare l’idea del condominio utilizzando una serie di scatoloni di cartone da sovrapporre. Ognuno rappresenta simbolicamente un appartamento e vi si può ricavare una finestra che il narratore apre scrutando la vita all’interno e raccontandola al pubblico che può solo immaginarla.

Gesti: creare attesa negli ascoltatori tirando fuori da ciascun “appartamento” un oggetto simbolicamente riconducibile alla famiglia che vi abita dentro.

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Quelli di sopra e quelli di sotto

di Paloma Valdivia
Kalandraka

Un mondo diviso in due da una linea. Tanto sottile quanto definita e inscalfibile. Di sopra un tipo di abitanti, di sotto un altro. Ognuno vede nell’altro un diverso, ma in fin dei conti vivono nella stessa maniera, solo in tempi un po’ diversi perchè quando di sopra entra la primavera di sotto spinge l’autunno. Se sopra è tempo di semina sotto è tempo di raccolto. Il libro si chiude con un gran finale “Tutti, qualche volta, hanno sognato di volare”…ed ecco che quelli di sopra e quelli di sotto volando scompaginano l’ordine,  le righe divisorie saltano e all’improvviso vi è un unico grande melting pot con quelli di sotto e quelli di sopra che non si sa più chi siano. Qui trovi la recensione completa dell’albo.

Suggerimenti per la narrazione:

 

Allestimenti: la narrazione può essere portata avanti in modo molto efficace e visivamente di impatto attraverso l’ausilio di una lavagna luminosa su cui, ad inizio narrazione, viene semplicemente disegnata una riga. Poi pian piano il mondo di sopra si popola di abitanti  a testa in sù e quello di sotto a testa in giù. Gli abitanti possono essere, con un po’ di abilità grafica, disegnati in diretta sul lucido. In alternativa si possono preparare precedentemente alcune piccole sagome da posizionare sotto la lavagna o, ancora più suggestivo, si possono utilizzare oggetti quotidiani che simbolicamente vanno a popolare i due mondi.

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In una notte di temporale

di Yuichi Kimura
Salani Editore

In una notte di temporale pioveva a dirotto. Una piccola capra cerca riparo dalla pioggia e trova fortunosamente al buio una piccola capanna. Ecco che poco dopo un altro animale vi si introduce nel tentativo di trovare un luogo sicuro. Chi sarà mai? Dal rumore di passi scalpiccianti pare proprio essere una capra come lei. Ma invece il buio della notte nasconde, sotto lo stesso tetto della capra, un feroce lupo. Ignari della identità l’uno dell’altra i due animali si tengono compagnia durante la notte, raccontandosi mille e mille cose per sconfiggere assieme la paura. Una commedia degli equivoci che si conclude appena prima dell’alba, con i due amici che fuggono fuori dalla capanna spaventati da un terribile tuono. Si danno appuntamento il giorno dopo, per reincontrarsi, ai piedi della collina…cosa succederà mai?

 

Suggerimenti per la narrazione:

 

Allestimenti: la narrazione si presta bene a essere portata avanti a tre voci (narratore lupo e capra) con un eventuale accompagnamento musicale che può sottolineare il tema della pioggia sempre più fitta (pizzicato di un violino che diviene poi una melodia incalzante e sostenuta durante il fitto del temporale) o del tuono (colpo di tamburo o di piatti). Capra e lupo possono ripararsi sotto a un tavolo che simboleggia la capanna.

Se cerchi altri spunti di lettura per la notte dei racconti a tema “Cosa sta sotto?”

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