Diritti nei libri

Silvia Sai

Il tema dei diritti è spesso proposto ai bambini, in particolare in ambito scolastico. Ci siamo chieste, insieme ai partecipanti del nostro gruppo di lettura Libri sCOVAti, quali possono essere le letture che in qualche modo evocano i diritti.

Abbiamo dunque stilato una piccola bibliografia, che intende essere una suggestione, un sguardo forse un po’ diverso sui libri “a tema” diritti. Le letture scelte non spiegano i diritti e non hanno alcun intento didascalico. Di libri che affrontano esplicitamente i diritti ce ne sono diversi e sono anche facilmente identificabili con una rapida ricerca. Spiegare i diritti, inoltre, crediamo sia un punto interessante da sviluppare insieme ai bambini in un’ottica dialogica, al di là di retoriche e frasi fatte. Se davvero si vuole conversare sui diritti occorre farlo con onestà, non delegandone a un libro il significato ma prendendo una storia come spunto di riflessione e dialogo che sia davvero vicino all’esperienza e al pensiero dei bambini.

E’ per questi motivi che questo piccolo percorso bibliografico offre letture che evocano i diritti, invitando i bambini stessi a una lettura attenta e partecipata nella ricerca delle diverse chiavi di lettura; invitando gli insegnanti, e gli adulti in generale, a sviluppare uno sguardo personale verso la scoperta di un proprio percorso attraverso i libri.

Abbiamo scelto i diritti selezionandone alcuni dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, altri dal Manifesto dei Diritti Naturali dei Bambini e delle Bambine di Gianfranco Zavalloni, altri ancora li abbiamo pensati noi!

Cominciamo con 3 libri che vogliono essere una sorta di cornice, un filo rosso che accompagna questo complesso e articolato argomento.

📚 Si può di Giusi Quarenghi e Alessandro Sanna (Franco Cosimo Panini) è un libro ricco di tutto ciò che si può fare (ma proprio tutto!) contrariamente a quanto i bambini stessi p, e gli adulti, pensano! Inaspettato, poetico, irriverente.
Il testo in rima e le giocose illustrazioni di Alessandro Sanna rendono la lettura davvero godibile. Consigliamo di selezionarne alcune parti (il libro è molto denso e merita di essere masticato con calma) e leggerle ad alta voce. Apparentemente per bambini piccoli in realtà a nostro avviso è perfetto per i più grandicelli (dai 5 anni)!

📚 Come può essere la democrazia di Equipo Plantel e Marta Pina (BeccoGiallo). Impossibile parlare di qualsiasi diritto senza citare la democrazia. Ma se “diritto” è concetto complesso, “democrazia” lo è ancora di più. Eppure, questo albo illustrato vi si addentra con cristallina lucidità. Se volete raccontare, o meglio spiegare, i meccanismi alla base di un sistema sociale democratico in modo leggero ma che va dritto al punto, non lasciatevi sfuggire questo bellissimo libro, certamente datato (anni ‘70) ma assolutamente attuale! La tecnica del collage rende l’albo ancor più vivo e originale.
Nella stessa collana e nello stesso progetto editoriale altri 3 titoli su dittatura, classi sociali, uomini e donne.

Per essere democratici “bisogna essere tolleranti, egualitari, giusti, bravi vincitori e buoni perdenti”.

📚 Il suo piede destro di Dave Eggers e Shawn Harris (Mondadori). La parola diritto spesso è associata alla parola dovere. Ma la parola libertà è la madre di tutti i diritti e i doveri. Ma che significa libertà? Un triangolo concettuale davvero interessante da esplorare coi bambini/ragazzi, noi consigliamo di farlo partendo dal simbolo della libertà per eccellenza: la Statua della Libertà. In questo albo se ne racconta la storia, che forse non tutti conoscono, e la simbologia. Una lettura appropriata, anche per il dibattito che ne potrebbe seguire, dai 7 anni.

Articolo 7 – Ogni bambino alla nascita ha diritto ad un NOME e a una cittadinanza   [Articolo semplificato della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza]

Parrebbe cosa di poco conto, il diritto al nome. Ma se ci pensate bene, l’atto di nominare qualcuno è denso di significati. Appellare una persona con epiteti generici (maestra, straniero, bambino…) e non con il nome proprio, dimenticarsi il nome di qualcuno o conservarne invece memoria, sono tutti processi che nascondono una nube articolata di relazioni e pensieri.

Avete mai raccontato ai vostri bambini la storia del loro nome? O in classe, avete mai condiviso le storie e i significati dei nomi?

Vi proponiamo 2 letture:

📚 Prima di me di Luisa Mattia e Mook (Topipittori) è un albo poetico e suggestivo in cui forme astratte e pochi colori si accompagnano a un testo evocativo di ciò che c’era prima, “prima di me”, prima di tutto. Riecheggiano rumori, suoni, luci e ombre, emozioni e brividi, sensazioni, elementi naturali, e infine un corpo, che si forma pian piano, fino ad “esserci”, adesso, con una propria identità:
“Io so. Io sono. Mi hanno dato un nome”.
Un libro adatto dai 3 anni ma che, ai bambini dei primi anni della scuola primaria, apre a sguardi più profondi.

📚 In Un giorno un nome incominciò un viaggio di Angela Nanetti e Antonio Boffa (Edizioni Gruppo Abele) l’importanza del nome assume una connotazione più drammatica, quella di un nome (una bambina) che inizia un viaggio lungo e faticoso in fuga dalla miseria. Il testo commovente si fa concreto nelle immagini con tecnica mista collage, nel buio della paura e negli squarci di luce che si fanno speranza; si fa concreto nei riferimenti alla dura realtà della migrazione incorniciati da stupefacente delicatezza. Il drammatico, innegabile, epilogo si trasforma nella rinascita di un nuovo nome, di una nuove luce, di una nuova vita.
Un libro che consigliamo a partire dai 7 anni.

Articolo 8 – Gli Stati si impegnano a rispettare il diritto del bambino a preservare la propria IDENTITÀ  [Articolo semplificato della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza]

Ragionare attorno all’identità e al diritto alla sua libera espressione significa ribaltare gli schemi precostituiti, capovolgere il punto di vista e disattendere le aspettative. Significa sfumare i contorni di ciò che sembra immutabile e vedere la costruzione di un IO solo in relazione a ciò che è ALTRO (persona o ambiente). I bambini andrebbero sempre allenati a un pensiero aperto e dinamico.

Vi proponiamo 4 libri che raccontano di identità in inaspettato movimento.

📚 Uno come Antonio di Susanna Mattiangeli e Mariachiara Di Giorgio (Editrice Il Castoro) è un albo illustrato che racconta i diversi modi in cui un bambino, in questo caso Antonio, può essere. Ne risulta una galleria di ritratti mutevole e ricca di contraddizioni e sfaccettature a seconda delle relazioni e dei contesti che Antonio vive. Le illustrazioni tratteggiano il bambino e i suoi mondi con una sorprendente, fresca e viva dinamicità.
Lo consigliamo a partire dai 7 anni per una piena comprensione, perfetto anche per i più grandi e per gli adulti.

Antonio è molto più di quel che sembra. Certo, a vederlo così, senza niente intorno, è un bambino e basta.

📚 Se io fossi te di Richard Hamilton e Babette Cole (Editrice Il Castoro) è un albo illustrato che aiuta a immaginare “oltre” e a giocare con i ruoli e le identità in modo divertente.
La complicità tra un papà e la sua bambina li porta a divertirsi nel fantasticare su cosa farebbe l’uno/a al posto dell’altro/a nell’arco di una giornata. Ironico e leggero questo albo permette di vedere con occhi diversi le nostre identità. Non è cosa da poco!
Lo consigliamo a partire dai 4 anni.

📚 Io sono così di Fulvia degl’Innocenti e Antonio Ferrara (Settenove) va dritto al punto degli stereotipi di genere. Lo fa con raffinatezza editoriale e originalità: la storia è scritta e disegnata su cartoncino grezzo e si sviluppa a soffietto e in verticale; lo fa con un tono fresco e immediato; lo fa con intelligenza perché imposta una narrazione che spiazza e ribalta le aspettative, facendo vivere il preconcetto direttamente al lettore.
Certamente lo fa in modo molto esplicito e con un intento didascalico, che noi spesso rifuggiamo nei libri, ma resta una buona proposta per introdurre un confronto: ciò che piace fare c’entra con l’essere maschi o femmine? Siamo davvero liberi nel ricercare una nostra multiforme identità?
Un libro accattivante perfetto per i bambini dai 6 anni.
(Il libro è Premio ANDERSEN 2015 come miglior libro fatto ad arte).

📚 La storia del Toro Ferdinando di Munro Leaf e Robert Lawson (Fabbri Editori) narra di come un bel toro giovane e forte non abbia nessuna intenzione di diventare un toro da combattimento in corrida. Contrariamente alle aspettative e all’entusiasmo dei suoi compagni per questa “carriera”, lui ama starsene tranquillo e indisturbato ad annusare i fiori nel prato. In questo classico della letteratura per l’infanzia ci sono tutti gli ingredienti, compresi i colpi di scena e un deciso umorismo, per raccontare una bella storia di determinazione e coraggio nell’affermare una propria libera identità.
Consigliamo la lettura a partire dai 5 anni, benissimo anche dopo!

Articolo 12 – Gli stati garantiscono al bambino il diritto di esprimere liberamente la propria OPINIONE su ogni questione che lo interessa. Le opinioni devono essere debitamente prese in considerazione  [Articolo semplificato della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza]

Parlare di diritti in relazione alle opinioni dei bambini significa porsi in ascolto attivo dei loro pensieri creando un clima di rispetto e fiducia. Significa incoraggiare e dare valore anche a quei pensieri nascosti che non si pensa abbiano dignità o diritto di emergere. Significa aiutare i bambini a trovare le parole per farlo. Significa non precludere nulla, perché tutti i bambini hanno grandi pensieri.

Vi proponiamo 4 libri che in modo diverso parlano o facilitano un pensiero libero.

📚 Il maestro di Fabrizio Silei e Simone Massi (Orecchio Acerbo) è un bellissimo albo che racconta il senso dell’esperienza della scuola di Barbiana e della sua anima, Don Milani, un uomo che ha dedicato la vita a costruire il diritto al pensiero dei bambini, facendo loro scoprire una consapevolezza di pensiero e le parole per esprimerlo.
Un libro adatto a partire dagli 8 anni.

… poi ho scoperto che quel prete lì era fissato con le lettere e con le parole. C’aveva un modo di fregarti quel prete lì! Invece che dirti lui le cose a te, te le faceva dire te a lui. E così dicevi delle cose che non sapevi di sapere. Si chiama pensare.

📚 Prendete un libro senza parole e proponetelo ai bambini senza leggerlo voi. Lasciateli liberi di esplorare le immagini e costruirsi un loro personale pensiero, fatto di domande, ipotesi e risposte. Senza un giusto o uno sbagliato la narrazione diventerà corale e distribuirà fiducia ad ogni singolo bambino. Sarà un invito a soffermarsi sulle proprie opinioni e ad ascoltare quelle altrui. Un viaggio arricchente per tutti.
Moltissimi sono i silent book possibili, noi vi suggeriamo Il cane e la luna di Alice Barberini (Orecchio Acerbo) perché ben si adatta ad una pluralità di pensiero e di immaginazione.
Adatto a partire dai 6 anni.

📚 Perché siamo qui, nel mondo? È una domanda scomoda che unisce tutti gli uomini nel mistero della vita. Una domanda che anche i bambini si pongono (e pongono agli adulti!). È una domanda senza risposta, o meglio: è l’indagine stessa della risposta che accompagna la nostra esistenza, e per alcuni ne è ragione di vita e lotta quotidiana.
Quel genio di Wolf Erlbruch ci ha scritto sopra un albo illustrato. La grande domanda (Edizioni E/O) inizia da un bambino e ai bambini si rivolge, proponendo una galleria di personaggi comuni e singolari che offrono una risposta alla Grande Domanda. Ognuna diversa, ognuna risponde a una precisa visione e pensiero. Anche qui, non c’è un giusto e uno sbagliato, ma solo il comune interrogarsi ed esprimersi.
Una lettura adatta a partire dai 5 anni.

📚 C’era una volta una bambina di Giovanna Zoboli e Joanna Concejo (Topipittori) potrebbe in apparenza centrare poco con la libera espressione di una propria opinione. Eppure a nostro avviso parla proprio di questo, del lento formarsi attraverso l’esperienza e il confronto con l’Altro di un personale pensiero che poi si fa azione. È un albo illustrato denso di suggestioni e musicale nel testo; estremamente potente nelle immagini e nella trama porta con sé elementi fiabeschi per raccontare un cammino di crescita. Crescere vuol dire imparare a pensare e ad agire trovando la propria strada anche al di fuori dei destini già tracciati.
Il libro è adatto a partire dagli 8 anni, perfetto anche per bambini più grandi!

C’era una volta una bambina che a certo punto.
C’era una volta una bambina che a un certo punto era cresciuta.
C’era una volta una bambina che a un certo punto era cresciuta e se ne era andata.
C’era una volta una bambina che era cresciuta sola e attenta.
C’era una volta una bambina sola e attenta che camminava nel bosco.

Articolo 14 – Gli Stati rispettano il diritto del bambino alla LIBERTÀ di PENSIERO, COSCIENZA e RELIGIONE, così come il diritto dei genitori di guidare il bambino nell’esercizio di tale diritto  [Articolo semplificato della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza]

L’aspetto più rilevante di questo diritto ci sembra essere la tutela del diritto a manifestare un pensiero che sia una visione sul mondo e su se stessi. Maturare ed esprimere la suddetta visione dovrebbe avvenire anche laddove essa sia divergente. Qui non si parla di opinioni ma di pensiero, coscienza e religione. Visione, l’abbiamo definita. È qualcosa che si radica più nel profondo, che ha a che fare con il percorso introspettivo dell’uomo e del bambino. Sono concetti grandi, di cui i bambini si nutrono fin da piccoli (pensiamo ad esempio alla religione!), e fin da piccoli devono essere accompagnati dagli adulti a dargli forma ed espressione personale, nel rispetto delle altrui visioni.

Vi proponiamo 4 libri molto diversi tra loro che a nostro avviso richiamano queste sollecitazioni.

📚 Sembra questo sembra quello di Maria Enrica Agostinelli (Salani) lo consigliamo innanzitutto perché è un piccolo libricino divertente e leggero ma al contempo assai rivelatore. Adatto a letture anche a bambini piccoli (dai 2/3 anni), scritto in rima, esprime il meccanismo di pensiero che ciò che sembra non è. Semplice ma non banale. La carrellata di immagini ritrae oggetti e animali fino a concludersi, e qui c’è l’aspetto di riflessione perfetto per i più grandicelli, con l’uomo.

L’importante è di capire
che si può anche sbagliare,
e che spesso non vuol dire
quel che sembra e come appare…

📚 Il mondo è tuo di Riccardo Bozzi e Olimpia Zagnoli (Terre di mezzo) è un libro con un testo semplice ma intenso accompagnato da illustrazioni essenziali e geometriche. In esso emerge chiaramente il tema della libertà intesa come spettro infinito di possibilità ma anche di limiti dati dal mondo e dalle persone che ci circondano. Ha una struttura circolare e offre diverse suggestioni a partire da “il mondo è tuo e tu sei il mondo”.
L’accento è dunque sulla relazione che si crea tra pensieri interiori e azioni individuali con ciò che è fuori, il mondo. Un bel modo per riflettere insieme su cosa significhi davvero avere/essere un pensiero libero. È uno di quei testi per i quali risulta difficile definire un’unica età di riferimento perché si presta con duttilità a differenti fruizioni.

Sei libero di credere
in quello che vuoi.
Ma il tuo amico è libero di credere
in quello che vuole, anche in niente.

📚 Io sono Marcello Fringuello di Alexis Deacon e Viviane Schwarz (LO éditions) è un albo dinamico e divertente, ma pure estremamente spiazzante e filosofico. In un mondo di uccellini che non pensano ma agiscono secondo abitudini consolidate, Marcello un giorno ha un’illuminazione che lo porta a capire che lui “è” e lui “pensa”. Da quel momento si succederanno una serie di accadimenti un po’ bizzarri ma estremamente denso di pensiero, appunto.
Una lettura interessante da proporre a bambini dai 5 anni.

📚 Universi di Guillaume Duprat (L’ippocampo Edizioni) è la nuova sorprendente fatica di un autore che amiamo moltissimo (doveroso conoscere i suoi Zoottica, Il libro delle terre immaginate, L’altro mondo, questi ultimi due li consigliamo anche per questo diritto).
Con la consueta cura grafica e precisione tecnica l’autore ci accompagna in un viaggio storico-antropologico-scientifico attraverso le diverse visioni e concezioni del cosmo maturate da diversi popoli. L’universo è innanzitutto qualcosa di immaginato, perché è proprio la scintilla di pensiero che accende l’indagine scientifica, qualsiasi essa sia. Che cosa si osserva deriva da ciò che si ipotizza e si immagina, e questa indagine, rappresentata in modo visivo così potente da Duprat, si plasma in modo diverso a seconda delle epoche storiche.
È incredibile come Duprat riesca a tenere insieme una pluralità di visioni e dati scientifici complessi in modo accattivante.
Il libro è fruibile da bambini grandi (dagli 11 anni), meglio ragazzi, e affascinante anche per gli adulti!

Articolo 18 – Gli Stati garantiscono il principio secondo il quale entrambi i GENITORI hanno una responsabilità comune di provvedere all’EDUCAZIONE e allo SVILUPPO del bambino  [Articolo semplificato della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza]

Essere genitori porta con sé una grande responsabilità. E qui si parla di un diritto del bambino ma contestualmente di un dovere all’educazione dei genitori o di chi ne fa le veci. Spesso si sente il concetto di “comunità educante”, che a noi piace molto perché comunica la necessità di mettere in pratica un approccio diffuso e collettivo alla responsabilità educativa.

Ci piace pensare che allo sviluppo del bambino concorrano diverse figure, anche racchiuse in diverse forme di genitorialità.

📚 Leo e Lia di Laura Orvieto con illustrazioni di Vanna Vinci (Giunti) è un libro scritto nei primi anni del ‘900 ma incredibilmente attuale, la sua lettura risulta piacevole e significativa anche ai bimbi di oggi. Racconta, nella forma di piccoli quadretti narrativi superbamente scritti, la quotidianità di una famiglia, ed in particolare la relazione tra una madre e i suoi due figli. La relazione educativa qui è preminente ed esercitata in modo intelligente: ci sono bambini pieni di domande e voglia di vita, ma anche pieni di capricci e arrabbiature, di tristezze ed entusiasmi; c’è una madre che con invidiabile garbo ed equilibrio educa e accompagna alla crescita, raccontando affascinanti storie, rispondendo a grandi domande, ponendo limiti.
Resterete stupiti, come lo siamo rimaste noi, di quanto questa lettura sappia arrivare ai bambini, anche più piccoli.
Lo consigliamo a partire dai 4 anni.

📚 Rasmus e il vagabondo di Astrid Lindgren (Adriano Salani) è un romanzo che prende avvio in un orfanotrofio, dei peggiori. Rasmus è un bimbo che vive lì e vorrebbe tanto avere dei genitori che lo scegliessero e se lo portassero via. E così fugge. E nella fuga incontra Oscar, un eccentrico vagabondo che vive la strada suonando l’armonica. Si susseguono innumerevoli bizzarre avventure, ostacoli da superare, problemi da risolvere, il tutto incorniciato da una complicità e affiatamento che nasce tra i due protagonisti. Non è una storia di genitorialità in senso stretto, e la parte educativa potrebbe sembrare assai lontana. Eppure, in quelle splendide atmosfere nordiche tratteggiate con la consueta immediatezza della Lindgren, si intravede un senso dello stare insieme che va al di là della semplice amicizia per sconfinare in un affettuoso e dinamico cammino di crescita.
Consigliamo la lettura a partire dagli 8 anni.

📚 Abbracci di Jimmy Liao (Edizioni Gruppo Abele) è un albo illustrato originale e stupefacente. Difficile raccontarne a parole la potenza visiva ed evocativa. I piani narrativi sono molteplici, variegate le suggestioni sensoriali. È un libro commovente e intenso, in cui il bambino è al centro come destinatario di singolari e amorevoli abbracci; ma al centro c’è anche l’adulto (qui impersonificato da un leone) che quegli abbracci non ricorda più, quando invece, come suggerisce Liao “nessun abbraccio deve essere dimenticato”.
Abbracciare è un gesto importante e potente, mai banale o superfluo. Lo è ancor più in una relazione educativa, che in definitiva dovrebbe sempre partire da un abbraccio. Verrebbe da dire: non si può educare senza abbracciare!
Il libro mantiene piani articolati di significato e di prospettiva, smuove intensamente ricordi ed emozioni, per questo lo consigliamo a lettori grandi a partire almeno dai 10 anni (in realtà è proprio per adulti!). I più piccoli potranno senz’altro goderne delle parti ma non potranno coglierne il senso, apprezzandolo come merita.

📚 Piccolo Principe Puff di Claude Ponti e Agnès Desharte (Babalibri) è un piccolo libro che consigliamo spesso perché racconta con intelligente ironia e fantasiosa leggerezza il senso ultimo di ogni percorso educativo. Cosa significa davvero insegnare e educare? Gli autori ce lo raccontano attraverso la storia del piccolo Puff i cui genitori, un Re e una Regina, vogliono istruito come un buon futuro Re. Chiamano a corte uno stimato maestro, il Signor Chiappa (!), che tuttavia insegna cose apparentemente semplicissime, banali e insignificanti. Eppure, in realtà, si tratta di filosofia, di allenare il pensiero critico e consapevole, di educare alla vita e a come affrontarla anche nelle cose più concrete.
La storia è un’avventura con colpi di scena, affetti e ravvedimenti, è una storia divertente su cui ci si potrebbe soffermare molto nella riflessione.
Ci piace perché apre un bello spazio di pensiero nei bambini (ma anche negli adulti!).
Lo consigliamo a partire dai 6 anni.

Articoli 28 e 29 – I bambini hanno diritto all’ISTRUZIONE. Gli Stati devono garantire l’istruzione primaria GRATUITA e OBBLIGATORIA per tutti, la diminuzione del tasso di abbandono scolastico e la promozione della FREQUENZA scolastica.
Gli Stati incoraggiano forme di insegnamento secondario e SUPERIORE così come l’eliminazione dell’ignoranza e dell’ANALFABETISMO nel mondo.
L’educazione del bambino deve avere come finalità lo sviluppo della personalità, delle sue facoltà e attitudini mentali e fisiche, in tutta la loro POTENZIALITÀ; deve sviluppare il rispetto dei DIRITTI dell’uomo e delle libertà fondamentali. [Articoli semplificati della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza]

Questi sono forse gli articoli più noti e scontati. Eppure non sono affatto secondari o banali, ci paiono invece tra i più chiari e ricchi della Convenzione.
Nessuno mette in dubbio l’importanza dell’istruzione ma quanti di noi ne sono convinti nel profondo e al di là delle frasi fatte; quanti si chiedono “perché”? A cosa serve davvero? E cosa significa poi insegnare? Sicuramente molti ma, a nostro avviso, mai abbastanza. Eppure le risposte sono in gran parte racchiuse in questi due articoli. Sarebbe bello crederci tutti seriamente. Sarebbe bello che anche i bambini e i ragazzi ci credessero. Sarebbe bello non ci fossero più “ultimi della classe”. Sarebbe bello parlarne insieme a loro, ogni tanto, soffermarsi e ragionare con loro attorno questa semplice, semplicissima domanda: “Perché devo andare a scuola?”

📚 Il diario di Sunita di Luca Randazzo (Rizzoli) è un romanzo scritto in forma di diario che racconta dell’accoglienza di Sunita, una bambina Rom, in una famiglia di gadžè (i non rom) per poter frequentare l’ultimo anno di primaria con regolarità, come lei desidera. Sunita si scontra con l’amore/insofferenza per la scuola, confrontandosi in questo, come in molte altre cose che compongono la vita di una bambina di 10 anni, con Marta e Bianca, le altre due bambine della famiglia. La voce di Sunita emerge in prima persona con toni ora frizzanti ora commoventi.
La scrittura è avvincente e puntellata di episodi di cronaca familiare, tra casa e campo Rom, in cui la scuola e l’educazione, e soprattutto il diritto all’istruzione, sono un tema centrale ma trattato in modo leggero e divertente. Lo stesso si può dire per il tema della diversità e della relazione di amicizia nelle differenze culturali e personali.
Un libro prezioso, strettamente ispirato alla storia vera vissuta dall’autore.
Perfetto per bambini dai 9 anni.

📚 Peter e Petra di Astrid Lindgren e Kristina Digman (Il gioco di leggere) è un albo incantevole che inizia in modo alquanto eloquente per i diritti in oggetto: in una piccola scuola svedese un giorno si presentano due fratelli, due bambini minuscoli, ma davvero piccoli perché, per l’appunto, appartengono al popolo dei Piccoli. Che accade dunque? Come gestire la loro minuscola statura? Come permettere loro di essere bambini a scuola come gli altri? E dove vivranno mai, come sarà la loro famiglia? Tutte queste domande rappresentano il nucleo della narrazione che si sviluppa con delicatezza e dolcezza, in una splendida storia di amicizia, di comprensione per l’altro.
Lo consigliamo a partire dai 4 anni ma è adattissimo anche per i primi anni di primaria. Segnaliamo anche, fresco di stampa per Iperborea, la raccolta di 7 racconti a firma Astrid Lindgren in cui è compresa anche il racconto di Peter e Petra.

📚 Con La mia rivoluzione di Katherine Paterson (Mondadori) ci spostiamo a Cuba, a inizio anni ‘60 quando Fidel Castro promosse una grande campagna di alfabetizzazione. Ma anche questo bel romanzo è una storia di incontri, di scoperte e possibilità, tra persone innanzitutto, ma anche con la lettura che, evidentemente, non è solo una capacità ma soprattutto una grande possibilità di capire il mondo e gli altri. Raccontando di Lora, ragazzina tredicenne che sceglie di aderire alla campagna e trascorrere 9 mesi come insegnante volontaria in un luogo remoto del Paese, la Peterson riesce a esprimere pensieri profondi di alto valore sociale (e politico) senza risultare didascalica o pesante. Al contrario, la lettura risulta scorrevole e avvincente.
Consigliamo il libro a partire dagli 11 anni.

📚 L’ultimo della classe di Alfredo Stoppa e Pia Valentinis (Città Aperta Junior) è un albo illustrato meraviglioso che strappa il cuore. È una storia che indaga fin troppo bene la solitudine di un bambino, il suo animo inquieto e desideroso di un gesto, un segno d’affetto. Questo bambino, la cui voce leggiamo in prima persona, ha 7 anni e a scuola è sempre l’ultimo, anche quando viene spostato in prima fila, resta l’ultimo perché si sente, ed è considerato, ultimo.
È uno di quei bambini educati a tutto ciò che è distante dall’educazione nel suo più alto significato: ai videogiochi, allo stare solo, alla televisione senza controllo, a non fare i compiti. È un bambino che a scuola rovescia i banchi e fa male agli altri bambini. È un bambino che è lasciato solo e se questa solitudine lui la vive con quella finta soddisfazione da grandi come “libertà”, la notte rivela le assenze del giorno, agitando tremende paure e tristi verità.
È uno di quei bambini che si fanno odiare, non tanto dagli altri bambini, ma dagli adulti, perché è scomodo, non fa domande ma ha bisogno di ascolto e risposte.
Leggendo questo libro, dal testo scorrevole e diretto ma intenso e lungo, si capisce molto di queste rabbie e di questi silenzi, si intuiscono anche le piccole luci che potrebbero illuminare più intense in questo bambino, se solo… già, questo albo non risparmia la pesantezza esistenziale di un’infanzia ma instilla nel lettore adulto un desiderio che fa sussurrare, “vorrei provare a lavorarci io con questo bambino…”
La scrittura di Alfredo Stoppa è illuminante, incantevole nel suo stile affabulatorio, lucida, lirica, delicata, il lessico attento e raffinato, per questo, nonostante la durezza del contenuto (e no, non c’è riscatto in conclusione), lo consigliamo a partire dagli 8 anni.
(Il libro è fuori catalogo, pertanto non è certamente facilmente reperibile per l’acquisto ma esistono le biblioteche, evviva! Il libro, in una versione più ampia, è edito e tuttora in catalogo Eeuno Edizioni) 

1. Il diritto all’OZIO, a vivere momenti di tempo NON PROGRAMMATO dagli adulti  [da: “Il manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe” di Gianfranco Zavalloni]

Questo diritto ci sta molto a cuore, e in parte richiama l’Art. 31 della “Convenzione sui diritti dell’infanzia” che evidenzia il diritto al riposo, al tempo libero, al gioco e alle attività ricreative. Abbiamo invece scelto il diritto di Zavalloni perché mette a fuoco un concetto ben preciso: il gioco e il riposo vanno bene ma devono essere comprese in uno spazio/luogo/tempo non programmato dagli adulti.

In una società come la nostra che propone come modello virtuoso la programmazione e organizzazione meticolosa del tempo libero dei bambini, ci sembra importante ribadire un concetto che tende all’opposto. Ozio è una parola affascinante e ben precisa, non trovate delizioso il suo suono che a pronunciarlo infonde già calma?
Ozio non significa solo riposo, ma astensione dall’attività e dalle occupazioni utili, la quiete.
La stimolazione della fantasia e l’immaginazione dei bambini non può avvenire esclusivamente con la proposta, seppur ottima, di lavori, lavoretti, laboratori creativi; l’adulto dovrebbe favorire invece quei preziosi spazi “vuoti” in cui egli esce di scena e lascia libero il bambino, libero sì, anche di annoiarsi.

Vi proponiamo 4 libri che evocano e riflettono questa visione.

📚 La famiglia Lista di Kyo Maclear e Júlia Sardà (Rizzoli) è un albo illustrato che si accorda benissimo con il diritto all’ozio. Decisamente originale e dinamico nello stile visivo, il libro presenta una famiglia in cui tutti, dal nonno ai bambini al gatto, trascorrono il loro tempo a scrivere liste. Incasellano, schematizzano, ordinano il mondo attorno, ognuno ponendo attenzione a cose diverse, in un fiume di liste scritte sparse in ogni dove per casa. Nulla è lasciato al caso, tutto è “registrato”. Finché un giorno appare l’imprevisto, impersonificato da un bizzarro personaggio, che scompiglia l’abitudine, grazie a una porta lasciata volutamente aperta dal bambino Edward. Scopriamo così che le liste di Edward sono in realtà una nebulosa di domande e interrogativi tutt’altro che banali.
Una storia che, con un pizzico di ironia, ci racconta molto dell’infanzia e del mondo adulto.
Consigliamo la lettura a partire dai 7 anni.

I Liszt facevano liste. Scritch scratch. Liste normalissime. E liste stranissime. La mamma faceva liste di malattie terribili e dei calciatori più forti di tutti i tempi. Il papà faceva liste di faccende molto noiose e di piccoli insetti con le ali.

📚 Hilda e il Troll di Luke Pearson (BAO Publishing), come tutti i volumi che proseguono la serie, sembra quanto più distante dall’idea di ozio. Già, perché Hilda, questa vivace bambina dai capelli azzurri, tutto è tranne che una bimba oziosa. Eppure, nella sua casa tra i monti prima e in città dopo, Hilda vive in libertà affascinanti avventure, proprio perché gode anche di un tempo non programmato dall’adulto. La mamma, che splendida figura amorevole e fiduciosa!, le concede momenti (qualcuno “rubato”) per gironzolare per strada coi suoi amici. In un attimo, a questa bambina dall’animo curioso e buono, si aprono porte su avventure fantastiche, misteri da risolvere, missioni da compiere, amici da salvare. Il tutto in un ambiente in cui troll, elfi, spiritelli e animali bizzarri sono assolutamente normali. I fumetti di Hilda sono un bell’esempio di storie in cui i personaggi bambini fischiettano per strada accogliendo con entusiasmo l’imprevisto che si insinua nello “spazio vuoto”.
Ne consigliamo la lettura a partire dai 7 anni.

📚 Il sabato è come un palloncino rosso di Liniers (La Nuova Frontiera Junior) è un altro fumetto, più libero nella disposizione grafica, che rallegra e addolcisce il lettore.
Si racconta di un sabato, come tutti i sabati, giornata di festa senza impegni. Ci sono Tina e Matilde, due sorelle sotto i 6 anni si presume; nessun adulto compare all’orizzonte. Lo spazio della storia, così come del sabato, è loro, e questo spazio possono riempirlo come vogliono, e “fare un sacco di cose!”. Fanno colazione, con molto più gusto rispetto agli altri giorni, fantasticano e chiacchierano, escono all’aperto in un bel prato, accolgono la pioggia con entusiasmo (Tina un po’ meno); dopo il temporale ecco un arcobaleno. Lo spazio vuoto in questo caso non si riempie di attività o di noia, ma di relazione, risate, piedi bagnati, e molta gioia e gratitudine.
Consigliamo la lettura a partire dai 5 anni

📚 Puzzole che puzzano di Jacqueline Kelly (Nord-Sud Edizioni) è un lungo racconto in cui emerge nettamente la linea di confine tra spazi di vita organizzati e regolamentati da regole precise (i pasti in famiglia, la scuola) e quegli spazi liberi a totale gestione dei bambini (in molti casi disobbedendo). Qui lo spazio vuoto non programmato dall’adulto si riempie di una miriade di cose e avventure, vissute da due fratelli, Calpurnia detta Callie, più grande, e Travis, più piccolo. È come se suonasse una campanella e i bambini si buttassero a capofitto in ciò che a loro piace, principalmente nella scoperta ed esplorazione della natura spontanea e nella cura degli animali. Gli adulti ci sono, ma non entrano in questo spazio, ben difeso dai bambini. La trama si articola in una divertente avventura, in una serie di guai e problemi da risolvere, in una complicità tra fratelli.
La scrittura è talmente coinvolgente e di qualità che il libro si presta a diverse fasce d’età, a partire dai 4/5 anni.

9. IL DIRITTO AL SILENZIO: ad ascoltare il soffio del vento, il canto degli uccelli, il gorgogliare dell’acqua  [da: “Il manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe” di Gianfranco Zavalloni]

La parola silenzio spesso è intesa come negazione, assenza, assenza di voci, di rumori, di suoni.
Questo diritto invece ci ricorda che il silenzio è piuttosto ascolto: non c’è silenzio senza ascolto, non c’è ascolto senza silenzio. A noi piace intenderlo come un atteggiamento d’animo, un darsi a ciò che ci circonda con orecchio attento, per cogliere i sussurri degli amici, i non detti di chi ci sta accanto, i piccoli suoni della natura. A ben pensarci, non è poi così difficile, basta fare shhhh e già si coglie un fruscio…

Vi proponiamo 4 libri profondamente intrisi di poesia, sarà un caso?

📚 Nel libro Telefonata con il pesce di Silvia Vecchini e Sualzo (Topipittori) il silenzio irrompe come canale di relazione. Sì, si può comunicare con il silenzio, accettandolo innanzitutto, osservandolo e studiandolo, infine avvicinandosi. A metà tra albo illustrato e fumetto, il libro ci racconta di quel bambino “seduto al banco vicino alla finestra” che non parla. Sarà strano, dicono gli adulti, sarà timido, dicono altri. Il suo silenzio è oggetto di attenta osservazione di una bambina sua compagna, io narrante della storia, che nella piacevole quotidianità scolastica fatta di scoperte, giochi e confidenze, continua a interrogarsi su quel silenzio, a fare ipotesi. Sperimenta l’empatia.
Finché un giorno, al museo della scienza, sente un suono come mai aveva sentito, e in un’illuminazione improvvisa comprende che quel silenzio non è affatto vuoto: “Suoni misteriosi, bellissimi e segreti venivano dal silenzio dell’acqua. Il cuore ha cominciato a battermi forte.”
Con uno stile visivo e testuale lieve e aggraziato, gli autori ci accompagnano, senza alcun intento pedagogico, in una storia piccola e immensamente acuta nell’addentrarsi nell’interiorità dell’infanzia.
Consigliato a partire dai 6 anni.

A ricreazione provo a immaginare, anzi, provo a fare come lui è non dico niente per un po’. Il tempo scorre lento, lentissimo. Finisce che mi sento sola e allora le parole scoppiano tutte insieme. Chiamo la mia amica.

📚 Di che colore è il vento? di Anne Herbauts (Gallucci), bisognerebbe che voi lo aveste tra le mani per comprendere a fondo il nostro consiglio. Un albo poetico e raffinato in cui il silenzio si fa materia concreta nelle pagine, si attivano i sensi nel ricercare il colore e l’essenza del vento. Se lo chiede il piccolo gigante, e pagina dopo pagina lo chiede agli animali. Il vento si fa ogni volta di un colore diverso in un viaggio che invita il lettore a toccare con le dita le pagine, nell’ascolto dei pensieri e delle domande. Una narrazione completa e intensa, fino all’ultima pagina quando, infine, potremo davvero sentire il vento.
Consigliamo la lettura a partire dai 4 anni.

📚 Amica terra di Sabrina Giarratana e Arianna Papini (Fatatrac) è una galleria di poesie e immagini dedicate al mondo naturale, come suggerisce il titolo. È un libro molto evocativo e sensoriale. L’abbiamo scelto perché è un delicato invito all’ascolto e all’osservazione di tutto ciò che normalmente non si ascolta e non si osserva con attenzione. Il vento, la grandine, l’albero, la nebbia, le montagne, i sassi parlanti, le stelle… 21 filastrocche rivolte al creato. Abbastanza brevi ed espressive, mantengono un tono giocoso e diretto. Sono dei deliziosi quadretti per disporsi al silenzio!
Consigliamo la lettura a partire dai 3 anni.

Sassi ridenti, sassi un po’ tristi
Dove ci siamo già visti?
Tu, per esempio, faccia stupita
Che ora mi guardi le dita
Forse una volta ti ho preso già in mano
E poi ti ho lanciato lontano?
E tu, con quegli occhi vicini a rotondi
Quanti ne hai visti di mondi?
E tu, nonna pietra, ma quanti anni hai?
Sei liscia, sei bella, lo sai?
Sassi bambini, ditemi un poco:
Vi va di fare un bel gioco?

📚 La mia invenzione di Silvia Vecchini e Maria Girón (Edizioni Corsare) è un albo che non potevamo non citare. Qui andiamo alla radice del concetto di silenzio, indagato attraverso parole in poesia e immagini vivide e luminose. Testo e immagini incorniciano la parola silenzio in atmosfere sospese e quotidiane, eteree e concrete; sembrano quasi invitare il lettore a entrare in punta di piedi. Ma la copertina e il titolo traggono in inganno: una bambina seduta in una stanza con alcuni giochi. Che sarà mai questa invenzione? Lo scopriremo solo alla fine, dopo una sorta di piccola caccia al tesoro linguistica tra metafore e similitudini che porta il lettore a snocciolare ipotesi. Un libro pieno di incanto. E poi, non è bellissimo definire il silenzio come una personale invenzione?
Consigliamo la lettura a partire dai 5 anni.

A volte se voglio accenderla
devo spegnere qualcosa.
Per farla andare al massimo
è bene avere qualcosa da guardare
tipo una finestra
o un libro.

10. IL DIRITTO ALLE SFUMATURE: a vedere il sorgere del sole e il suo tramonto, ad ammirare, nella notte, la luna e le stelle  [da: “Il manifesto dei diritti naturali di bimbi e bimbe” di Gianfranco Zavalloni]

Anche questo diritto rimanda alla lentezza e alla quiete che aprono i sensi. Certo, Zavalloni parla anche del diritto a sporcarsi, del diritto alla strada e alle mani… diritti più dinamici. Ci rendiamo conto che la nostra scelta è ricaduta sui diritti più contemplativi e impalpabili – il diritto all’ozio, al silenzio, e oggi alle sfumature -, forse ne sentiamo più la mancanza, forse perché sugli altri diritti ci sono già diversi pensieri e pratiche pedagogiche.
La parola “sfumatura” d’altra parte ci piace molto perché evoca il lento passaggio da qualcosa a qualcos’altro (il sorgere del sole…), un divenire graduale, una cosa a metà, non completa, mutevole; suggerisce il non definito e l’incerto. In un’epoca in cui tutti sembrano avere certezze, sarebbe bello ogni tanto cercare le sfumature.

📚 Anna si sveglia di Komako Sakai (Babalibri) è un albo la cui narrazione, semplicissima, ritrae un momento unico, sospeso, di quei momenti che restano impressi nella memoria per la loro intensità. È il momento in cui Anna, una bimbetta di circa 2-3 anni, si sveglia d’improvviso, di notte, e tutti dormono.
C’è qualcosa di magico in quei frangenti in cui il tempo sembra immobile e fluttuante nella sensazione che qualcosa accada e sia ma ancora non è. Anna gira per casa nei toni scuri dell’oscurità, nelle forme accennate e sfumate; ciò che accade sono piccole cose che però rendono questo momento speciale e prezioso: aprire appena un po’ la porta della stanza dei genitori, sfiorare la sorella, dare il latte al gatto, mangiare di nascosto due ciliegie, prendere la bambola e i giochi della sorella grande e giocare sotto le coperte. Poi attraverso la finestra, il cielo schiarisce, si accende qualche luce: “il giorno è arrivato senza che Anna nemmeno se ne accorgesse”, si accoccola vicino alla sorella e può ora addormentarsi.
Un albo di rara grazia.
Consigliamo la lettura a partire dai 2 anni.

📚 La principessa del sole di David Grossman e Michal Rover (Mondadori) racconta del sole che sorge sotto gli occhi ammirati di una bambina, Noga, e la sua mamma. È una storia di complicità e amore in cui un evento naturale diventa parte di una narrazione magica creata dalla madre per la figlia: un giorno all’anno, spiega la madre a Noga, io divento la Regina del Sole e ho il compito di farlo sorgere. Con gli occhi sgranati, un’incredulità che si fa fiducia, il cuore palpitante, Noga abbraccia la madre mentre in bicicletta sfrecciano verso la collina. E lì si compie la magia, un rito quasi ancestrale ma al contempo giocoso (il flauto di Noga diventa scettro…), un’attesa che vede tingersi il cielo di mille sfumature fino a una luce improvvisa e piccola: si avvia il giorno. Un albo illustrato emozionante in cui le sfumature non

Poi, nel buio fitto, cosa videro?
Una linea chiara e sottile sottile all’orizzonte.

📚 La voce dei colori di Jimmy Liao (Edizioni Gruppo Abele) l’abbiamo scelto per questo diritto perché in esso le sfumature si tingono di significati plurimi: non quelle visibili, se non quelle sfumature di luci e ombre percepite da una persona non vedente, ma quelle dell’anima, in un continuo porsi nel mezzo tra un prima e un dopo, nella ricerca in divenire, nel fluttuare incerto e incessante.
L’albo illustrato racconta di una ragazza di 15 anni sulla soglia di un drammatico cambiamento, esplicitato in principio: la ragazza ha perso la capacità di vedere con gli occhi. Mentre narra in prima persona, la ragazza Incomincia un viaggio scendendo nelle profondità delle gallerie della metropolitana e negli abissi dell’anima per poi risalire in superficie in mondi fantastici e in pensieri stupiti e fiduciosi, per poi ridiscendere e risalire ancora. Vaga, si perde, confusa e dubbiosa. Ascolta, e coglie piccole preziosità: l’eco remoto delle onde del mare, il fruscio delle foglie cadenti, una canzone sussurrata a bassa voce, ombre e luci. Si addentra nella notte, conosce la paura e la solitudine.
La potenza visiva ed emotiva degli albi di Jimmy Liao è difficilmente descrivibile a parole, ancor più in questo libro. Leggerlo è un’esperienza assoluta che accompagna il lettore in confini che sfumano continuamente nel di qua e nel di là, nel reale e nell’immaginifico, nel mondo adulto e nel mondo bambino, nella luce e nelle ombre, nel dolore e nella rinascita, nel mondo interiore e in quello esteriore, nei desideri e negli incubi, nella città e nella natura…
Una lettura che consigliamo a partire dai 9 anni.

📚 A colori di Barbara Ferraro e Sonia MariaLuce Possentini (Bacchilega) è un viaggio nei colori che si fanno sensazioni, significato, memoria, oggetti, vita. Curato il testo, che si snoda poetico ed essenziale nelle pagine e abita nelle illustrazioni di Sonia Possentini, elegantemente precise e sfumate. Non è un libro banale nemmeno un libro giocoso: è un albo che attrae il lettore con intelligenza in frasi ricche di rimandi sensoriali e emotivi, chiamandolo a sostare nelle parole e in ciò che esse evocano. L’abbiamo scelto perché invita ad ammirare le sfumature, di colore e di pensiero.
Consigliamo la lettura a partire dai 3 anni, un po’ più grandi per apprezzare il testo nella sua completezza e profondità.

Rosso è l’attesa prima del salto
Rosso l’intreccio della paura

Arancione è il profumo di albicocche mature
Arancione il pisolino d’estate

Bianco è il pensiero d’inverno
Bianco il sorso d’acqua ghiacciato

A019A4BF-D92F-4398-83CA-EB1B91B8EDF9

Diritto ad ARRABBIARSI  [un diritto pensato da noi, divertitevi insieme ai bambini a inventare il vostro diritto!]

Ma che diritto è arrabbiarsi? Non si arrabbiano già i bambini, senza bisogno che ne facciamo un diritto? Certamente. Il punto è che spesso la rabbia è vissuta dagli adulti, il più delle volte in modo inconsapevole, come qualcosa di brutto, un capriccio, qualcosa da negare e soffocare. E certo la rabbia andrebbe gestita e il bambino andrebbe allenato in tal senso. E noi adulti?
Ma la rabbia c’è, deve esserci, ed è naturale che sia così. La rabbia a volte non si risolve. A volte si moltiplica e cresce fino scoppiare e a sgonfiarsi. La rabbia crea comunque una relazione.

Vi proponiamo 2 libri in cui questo sentimento, o emozione, affiora potente, 2 storie diverse tra loro che narrano senza filtri e senza alcun intento pedagogico.

📚 Il palloncino di Isol (Logosedizioni) è un albo illustrato fulminante, brevissimo, imprevedibile ed estremamente ironico. Come molti altri libri dell’autrice argentina, “Il palloncino” mette a nudo un tema con sorprendente schiettezza e spietatezza. Non ammicca all’adulto, parla ai bambini e ai loro sentimenti più indicibili e inaccettabili, come il desiderio, in un momento di rabbia (siamo sicuri vi sia solo la rabbia?) di vedere scomparire la madre (anch’ella arrabbiatissima), come si evince dall’incipit spiazzante: “Un giorno un desiderio di Camilla divenne realtà” – nei disegni vediamo una mamma trasfigurata dalla rabbia – “Sua mamma si trasformò in un palloncino e smise di gridare”. Ciò che colpisce in questa storia, di cui non sveliamo nulla di più, è che non si conclude, come ci si aspetterebbe, con un finale felice o riparatore. No, la mamma resta un bel palloncino rosso, almeno nella storia. La drammaticità della trama viene stemperata da una spiccata vena ironica, nei disegni e nei testi. È un albo che non nega il sentimento, non suggerisce soluzioni, instilla piuttosto dubbi e pensieri lasciando al lettore, se lo desidera, trovare un personalissimo proseguo riparatore.
Lo consigliamo a partire dai 3 anni.

📚 I disegni arrabbiati di Italo Calvino e Giulia Orecchia (Mondadori) è un altro libro in cui la rabbia non si risolve, o meglio si risolve ma poi riprende. Già, è proprio così, un litigio spesso ha una pausa prima di ripartire. Qui Calvino ci racconta un litigio, un’antipatia che sfocia in una battaglia simbolica ma ferocissima, un’avventura che alla fine unisce i due litiganti, ma…
C’è Lodolinda che ama disegnare ed esprimersi attraverso il tratto libero delle matite colorate; c’è Federico che alla bambina “non è simpatico proprio per niente”. I loro genitori sono fuori insieme e i due bambini sono soli in casa. La rabbia di Lodolinda si tramuta subito nel disegno di un toro inferocito che sta partendo alla carica. Ben presto arriva Federico, dispettoso e arrabbiato pure lui, che inizia a disegnare e col disegno entra in relazione con Lodolinda. Ciò che accade nelle pagine a seguire è un impietoso combattimento inferto a colpi di disegno, con i le forme che mutano e si trasformano come veri personaggi di una storia, quella che i due bambini stanno di fatto stanno, e inconsapevolmente, creando. Un racconto divertente e mozzafiato, ricchissimo come solo la fantasia dei bambini sa essere. La conclusione fa sorridere e strizza l’occhio ai bambini.
Lo consigliamo a partire dai 5 anni.

Diritto allo STUPORE  [un diritto pensato da noi; divertitevi insieme ai bambini a inventare il vostro diritto!]

Abbiamo scelto con attenzione questa parola. Non perché sia desueta, piuttosto eravamo indecise se usare il termine “meraviglia”. Poi abbiamo optato per “stupore” perché richiama qualcosa in più, una grande meraviglia certo, ma soprattutto una sensazione di piacevole incredulità derivante da qualcosa di inatteso. Cosa stupisce oggi i bambini? Ci pensiamo mai? Cosa li lascia con occhi sgranati, bocca aperta e pensieri che frullano in testa?
Ecco, noi pensiamo che come adulti è in questo che abbiamo il dovere di accompagnare i piccoli: non un sorriso compiacente, non una risata forzata, ma la capacità di stupirsi di fronte a piccole cose, che siano una piccola scoperta nell’osservazione della natura, che sia una storia narrata davanti al fuoco, che che sia un libro che trascina in un viaggio immaginario o pieno di domande.

📚 Atlante dei luoghi immaginari di Pierdomenico Baccalario e Davide Calì (Mondadori) è un libro illustrato che lascia a bocca aperta. Chi ha letto i romanzi di Baccalario conosce bene la sua sfrenata immaginazione nel creare mondi immaginari e avventure ritmate e registicamente impeccabili. Il libro che consigliamo (che vede la firma anche di Davide Calì) acquisisce ricchezza grazie alle suggestive illustrazioni di Isabella Mazzanti: lasciarsi trascinare in un viaggio di fantasia pura non sarà difficile. Il sapore è quello della leggenda, il gusto quello del fantastico: una principessa introvabile, dalla rara bellezza e dalla chioma rossa; un Imperatore e un regno nelle terre del Sol Levante; una mappa e 4 viaggi verso isole remote e ignote; luoghi spaventosi e temibili, giganti di fango, sirene, uomini uccello; un mistero da risolvere e un finale con colpo di scena. Cosa volere di più?
Il testo, per lo stile linguistico curato e ricercato, è adatto a bambini a partire dai 10 anni.

📚 Il cielo che si muove – 15 storie di natura di Mario Lodi con illustrazioni di Simona Mulazzani (Editoriale Scienza) racconta piccole cose. Minute scoperte e osservazioni che qualsiasi bambino potrebbe vivere: i voli acrobatici delle rondini, il mutare di colore e forma del fuoco crepitante, la lotta tra gatti e lucertole, le sembianze delle nuvole e molto altro ancora.
Lo sguardo è colmo di fascino, lo stupore è inaspettato. Eppure per i bambini tutto ciò avviene con naturalezza se solo dedichiamo un po’ di attenzione, nella pazienza e nella curiosità dello sguardo.
Lo consigliamo a partire dai 6 anni.

📚 Oltre l’albero di Mandana Sadat (Artebambini) è un libro senza parole che non racconta una storia a una direzione, diretta e facilmente interpretabile. C’è una bambina nel bosco intimorita e incuriosita da una casina isolata; c’è una vecchia strega; c’è un fiato e una parola che schiude improvvisamente un mondo sovvertendo le aspettative e le paure. Lo stupore della bambina diventa lo stupore del lettore che alla chiusura del libro continuerà a chiedersi sognante: ma cosa è accaduto?
Lo consigliamo a partire dai 3 anni.

📚 Nell’albo illustrato Mentre tutti dormono di Astrid Lindgren e Kitty Crowther (Il Gioco di Leggere) lo stupore si sedimenta piano piano, con delicatezza e convinzione. In una storia di neve e freddo, la presenza del tomte, il piccolo gnomo guardiano della fattoria nel bosco, si insinuerà nei pensieri dei bambini come le più antiche tradizioni orali. I passetti sulla neve, le ombre fugaci al chiaro di luna, i deliziati versi degli animali, la cantilena sussurrata e rassicurante del tomte al capezzale dei bambini, riempiono di stupore i piccoli lettori. E infine, sarà facile chiedersi: passerà anche da noi stanotte, il tomte?
Lo consigliamo a partire dai 4 anni.

Diritto a COMBINARE GUAI  [un diritto pensato da noi; divertitevi insieme ai bambini a inventare il vostro diritto!]

Ma sei proprio un monello! Quante volte abbiamo sentito o pronunciato questa frase, spesso con un misto di rimprovero e divertimento?
Essere monelli: fare i dispetti, combinare guai, mettersi nei pasticci…
Insomma a noi piacciono proprio i combinaguai, soprattutto quelli delle storie perché fanno divertire bambini e adulti scardinando qualsiasi legge della buona educazione o di ordine (perché una regola ci deve sempre essere no? se no dove sta la monelleria?). E poi certo, i disastri si combinano anche in modo involontario… il combinaguai corre sempre sul filo della volontarietà e dell’incoscienza.

Ma non è proprio così che l’infanzia si allena, divertendosi, alla vita? A testare i limiti, a sbagliare, a essere incolpato ingiustamente, a trovare invece comprensione, a ridere insieme, a essere complici contro i “grandi”, a mettersi davvero nei guai anche se non lo si vuole?
Non è questa la leggera essenza dell’infanzia?

Vi proponiamo 4 libri divertentissimi e monellissimi!

📚 Nel parlare di storie bambini monelli non si può non citare Emil di Astrid Lindgren con disegni di Björn Berg (Salani). Quel bimbetto di 5 anni con gli occhi azzurri è energia pura, ne combina di tutti i colori e fa disperare gli adulti che tentano in tutti i modi di contenere la sua travolgente vivacità. Eppure, Emil in fondo è solo un bambino libero, che ama la libertà della vita in campagna in mezzo alla natura svedese e ai molti animali; è un bambino intelligente e curioso che desidera sperimentare e mettere in atto le sue idee; è testardo e un po’ ribelle. Come sempre, la Lindgren sa raccontare l’essenza dell’infanzia senza moralismi o ammiccamenti, anzi con un gran senso del divertimento (suo e del lettore)!

Emil di Lönneberga era il nome di un ragazzino che abitava a Lönneberga: un bambino ribelle e testardo, non certo buono come te. Di buono e gentile aveva l’aspetto: quando non strillava, naturalmente. Aveva grandi occhi azzurri, un visetto tondo e colorito, i capelli biondi come il grano. Era così dolce e bello, da sembrare un angioletto. Ma era meglio non farsi illusioni!

📚 Pastrocchia di Annie M.G. Schmidt e Fiep Westendorp (Il Gioco di Leggere) è un albo illustrato divertentissimo. La protagonista è Pastrocchia, una bambina che immancabilmente finisce per combinare un disastro dietro l’altro, insieme al suo buffissimo cagnolino Zozzolo. Pastrocchia è di buon cuore, vuole preparare cose buone da mangiare alla mamma malata, vuole andare al matrimonio della cara vicina di casa, vuole festeggiare il compleanno della zia…puntualmente però le sue grandi idee finiscono per farle combinare disastri esilaranti. La grande espressività umoristica si legge anche nelle illustrazioni che accompagnano il testo pulito e lineare in 4 capitoli brevi. A Pastrocchia piace fare da sé e sperimentare, ama l’azione ed è un vulcano di idee; ogni tanto disobbedisce alla mamma; è una vera e propria combinauguai. L’albo illustrato è purtroppo fuori catalogo (speriamo in una futura riedizione!) e si può cercare nelle biblioteche.
Lo consigliamo a partire dai 3 anni.

📚 Le storie del piccolo Nicolas di René Goscinny e Jean-Jacques Sempé (Donzelli) è una raccolta di 5 libri con al centro un bambino di circa 8 anni, Nicolas appunto, assolutamente travolgente nella sua simpatia. Il divertimento è assoluto con questo piccolo personaggio e la sua combriccola di amici (e che combriccola!); lo stile narrativo, che fa raccontare le avventure in prima persona a Nicolas, sviluppa un umorismo davvero unico e trascina il lettore in una visione del mondo assolutamente bambina. Sembra proprio di averlo lì accanto, quel bimbetto impertinente, con la lingua lunga, buffo, frizzante, che si caccia, più o meno volontariamente, in una quantità infinita di guai, che siano a scuola (uh, quante avventure!), a casa, al mare, con i vicini… intorno a lui un mondo di adulti che, nei goffi tentativi di “educare” e contenere Nicolas, rende la narrazione ancor più umoristica. Nicolas ha l’animo di un combattente gentile e le sue storie strapperanno risate non solo ai bambini ma anche ai grandi! I disegni di Sempé sono un capolavoro di espressività e umorismo!
Consigliamo la lettura a partire dai 7/8 anni. Le storie sono edite anche in singoli volumi.

📚 Dirk e io di Andreas Steinhöfel (Beisler) è un romanzo esplosivo. In un susseguirsi senza fiato di disastri più o meno involontari, il racconto si sviluppa in una narrazione in prima persona in cui Andreas, un bambino immaginiamo di circa 9 anni, racconta le situazioni più imbarazzanti e assurde che vive insieme a suo fratello. Diciamo pure che i due bambini non fanno nulla per tenere a freno la loro vivacità (anzi, sono un pericolo vivente!) ma, come spesso accade, le conseguenze delle loro azioni vanno ben al di là di quanto si sarebbero loro stessi immaginati. E così, è un attimo che la consegna dei doni di Natale alla casa di riposo si trasformi una furibonda e grottesca lite sotto lo sguardo attonito delle suore (che per Andreas sono vestite come dei “pinguini”); è un attimo anche che una festa di compleanno degeneri in una baraonda ai limiti dello splatter. Piena di incredibili colpi di scena, la lettura è uno spasso.
Lo stile narrativo è molto particolare e interessante, forse un po’ spiazzante all’inizio (non c’è distinzione grafica ad esempio tra discorso diretto e indiretto).
Consigliamo la lettura a partire dagli 8 anni.

Diritto a DISOBBEDIRE  [un diritto pensato da noi, divertitevi insieme ai bambini a inventare il vostro diritto!]

Questo è un diritto a noi molto caro perché in qualche modo racchiude tutti gli altri.
Se il senso dello stilare e scrivere un elenco di diritti è proteggere e salvaguardare aspetti essenziali della vita dei bambini e dell’uomo, è anche vero che i diritti sono una costruzione sociale e storica, pertanto non sono scontati ma in continuo movimento.
Ogni diritto nasce da un confronto, spesso da una battaglia e da una mediazione. Non c’è diritto senza una coscienza individuale e collettiva. Non c’è diritto senza un pensiero libero e divergente. Non c’è diritto senza la capacità di far confluire questo pensiero in una relazione.

Vi proponiamo 2 libri che racchiudono un pensiero divergente, lieve e forse inconsapevole, ma determinante nel cambiare le sorti della storia, anche quella in un libro.

📚 I Minipin (Salani) è probabilmente il testo meno conosciuto di Roald Dahl, ed è anche l’ultimo libro per bambini da lui scritto, una sorta di testamento letterario: bambini, crescete, ma continuate a sognare. La storia di Piccolo Bill prende avvio proprio da una disobbedienza che schiude le porte a una stupefacente avventura che cambierà per sempre la vita del bambino. Metaforicamente, ma nemmeno così tanto, può essere letta come una storia di crescita verso la vita adulta e di distacco dalla famiglia. Piccolo Bill sta guardando fuori dalla finestra, verso il bosco. La madre lo chiama continuamente per controllare che sia effettivamente nella sua stanza. Piccolo Bill sa ciò che la madre gli racconta, di quel temibile mondo là fuori popolato da creature pericolosissime dai terribili nomi, molto peggio di tigri e leoni:
Sfarabocchi, Policorni, Cnidi Vermicolosi ma soprattutto il terribile Sputacchione Succiasangue Tritadenti Sparasassi….
Ma Piccolo Bill era proprio stufo di fare il bravo”. E così, seguendo una vocina interna che lo spinge a disobbedire, salta dalla finestra e si addentra nel bosco. E il bosco, intendiamoci, proprio tranquillo non è, perché Piccolo Bill viene subito inseguito dal terrificante Sgranocchione Vomitafuoco, dal quale riesce a fuggire arrampicandosi su un albero. Non un albero qualsiasi, bensì la dimora di centinaia di Minipin, minuscoli esserini che vivono il bosco, in una quotidianità molto umana, senza mai toccare terra ma spostandosi in volo grazie agli uccelli (lo Sgranocchione si pappa decine di Minipin in un sol boccone!).
I Minipin è una storia di amicizia, di grandi stupori e scoperte, è una emozionante storia di coraggio e crescita.
Che accade a Piccolo Bill? Tornerà mai a casa? E i suoi amici Minipin? E lo Sgranocchione?
Un libro che consigliamo a partire dai 6 anni.

La mamma non faceva altro che dire a Piccolo Bill cosa gli era permesso di fare e cosa no. Ma tutte le cose permesse erano noiose e tutte le cose proibite erano affascinanti. Una delle cose ASSOLUTAMENTE proibite, la più affascinante di tutte, era uscire da solo dal cancello del giardino per esplorare il mondo che si estendeva al di là di esso.

📚 Di qui non si passa! di Isabel Minhós Martins e Bernardo B. Carvalho (Topipittori) è un albo illustrato che racconta di come un uomo possa cambiare le sorti di una storia, di un gruppo, forse di un Paese. Un semplice “sì” disobbediente e inconsapevole diventa un atto sociale e politico determinante.
A un soldato è stato dato ordine dal suo generale, stare di guarda e non concedere a nessuno di oltrepassare un limite preciso, quello della rilegatura al centro del libro stesso. Il soldato non si chiede il motivo, esegue e basta, irremovibile, immobile. La pagina bianca a sinistra inizia ad affollarsi della più svariata umanità che protesta per il divieto, ognuno ha i suoi motivi per dover assolutamente proseguire la propria strada nella pagina destra del libro.
Ci sono anche dei bambini che giocano a palla. E questa a un tratto… boing boing… sconfina oltre il limite. I bambini vorrebbero andare a riprenderla e… il soldato acconsente. E così si crea un precedente e tutta la folla invade la pagina destra, e proseguirebbe pure se non fosse che il generale a cavallo è furibondo con il soldato per l’autorizzazione che ha concesso. Che accadrà, e che farà la folla?
Se è vero che questo albo può rappresentare quasi un manifesto della libera coscienza nel disobbedire a un ordine dato in nome di un diritto, il libro porta con sé elementi testuali, grafici e visivi leggeri e spiazzanti. Palese è la vena umoristica e ironica che può essere letta a diversi livelli: come puro divertimento o come base per un pensiero critico. I disegni coloratissimi a pennarello, le forme disegnate con uno stile “infantile”, le frasi scritte come in un fumetto, la ricorrenza di personaggi e dettagli con cui giocare nelle pagine, sono tutti elementi che introducono una sfumatura giocosa alla narrazione.
Un albo illustrato davvero prezioso che consigliamo a partire dai 6 anni.

(Ringraziamo i partecipanti al gruppo di lettura Libri sCOVAti per aver contribuito con stimoli, letture, incoraggiamenti alla costruzione di questo percorso diritti nei libri!)

Condividi questo articolo sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *