Dirk e io

Silvia Sai

Avete presente quelle situazioni in cui tutto precipita in modo inesorabile ed esilarante? Avete presente quei bambini che non fanno altro che combinare danni, scatenando una catena di eventi tragicomici?

Dirk e io è esattamente il divertentissimo ritratto di tutto ciò. E sottolineo “divertentissimo” perché la lettura non risparmia risate né ai bambini né agli adulti.

dirk-e-io-andreas-steinhoefel-beisler

Andreas Steinhoefel racconta in 191 pagine -qualche illustrazione solo a inizio capitolo- le avventure vissute nella sua infanzia insieme al fratello Dirk, un paio d’anni più piccolo. Due bambini decisamente curiosi e intraprendenti, di buon cuore eh, ma con la netta inclinazione a causare guai!

Sempre intenti verso nuove avventure e a inventare giochi fantasiosi, spesso in compagnia di amichetti e del piccolo fratellino, Dirk e Andreas sono protagonisti di storie che tengono incollati il lettore pagina dopo pagina, non solo per i contenuti ma anche grazie alle scelte stilistiche dello scrittore tedesco. La narrazione in prima persona, mescolata all’uso del discorso indiretto libero, enfatizza il punto di vista interno e la partecipazione attiva del lettore, che si sente letteralmente trascinato nel flusso degli eventi. Uno stile davvero efficace e originale!

I due fratelli, che all’inizio della storia hanno 8 e 7 anni, sono disubbidienti e maleducati il giusto, temerari un bel po’, sempre pronti a spostare il limite un passo in là.  A innescare la catena di disastri sono spesso i litigi e le baruffe tra i due, ma anche con gli amici e compagni di scuola… Le vicende, in apparenza irrealistiche, sono assolutamente tutte vere (tranne una, come spiega lo stesso autore nell’interessante postfazione).

Che sia una rovinosa caduta nel ruscello ghiacciato con la slitta, che siano gli auguri di Natale nella casa per anziani travestiti da Babbo Natale e Gesù Bambino, che sia la gestione del fratello neonato e del porcellino d’India mentre la mamma è dal dottore, che sia il campeggio, il trasloco, la casa sull’albero in mezzo alla tempesta, il mostro spaghettoso, i maiali da inseguire per strada… sia quel che sia, la narrazione si tinge di un disastro dietro l’altro cui segue sempre, confortante, il lieto fine, con gli adulti a un passo dall’infarto e un tè con i biscotti.

E non che gli adulti siano impeccabili… la mamma ad esempio rimane incastrata con le tette (sì, le tette!) nel lucernario e tutti a spingere e tirare e spingere, fino a dover ricorrere al martello per abbattere il muro! Sono proprio loro, i grandi, a essere dipinti con ritratti impietosi e spietati, a volte sono “stupidi”, a volte distratti, a volte eccessivamente rigidi: le diaconesse “pinguine”, il preside con l’alito che puzza, la vicina “svitata”, i parenti sbaciucchiosi, i genitori che si dimenticano la nonna in cima a una scala o che si azzuffano nel campeggio sotto la pioggia… Insomma, “a volte gli adulti sono peggio dei bambini piccoli, soprattutto quando litigano”.

E’ davvero un piacere leggere queste scenette quotidiane che tra un disastro e l’altro lasciano spazio anche al punto di vista dei bambini -dei due fratelli in particolare- cogliendo i loro pensieri, così ingenui e disincantati, e i loro dialoghi, che pare proprio di sentirli lì vicino, mentre origli i loro discorsi (come tante volte un genitore vorrebbe fare!).

Un libro decisamente non politically correct, in cui le diaconesse sono pinguine, in cui si parla del pisellino di Gesù Bambino e delle tette della mamma… abbandonate ogni contegno! Ma d’altra parte, quando mai l’infanzia è stata politically correct?

 

p.s. Il libro è suddiviso in capitoli abbastanza autoconclusivi, con una coerenza e un climax interno impeccabile. E’ perfetto in lettura autonoma dagli 8/9 anni, condivisa anche prima. Lo consiglio in lettura familiare per divertirsi insieme!

DIRK E IO

di Andreas Steinhoefel

Illustrazioni di Peter Schoessow

Traduzione di Alessandra Petrelli

Beisler

Anno di pubblicazione: 2017

Prezzo di copertina: 14,90 euro

Età di lettura: dagli 8 anni

Condividi questo articolo sui social

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *