Fiume Lento

Silvia Sai

Non posso dire di conoscerlo bene, il Po, il Fiume per eccellenza. Qualche scampagnata e giro in bicicletta, qualche immagine fotografica, qualche racconto, qualche film. Le mie memorie familiari mi conducono lontano da questa terra, ma l’anima del fiume vive anche nell’aria che respiro e in cui sono nata, a Reggio Emilia.

È un viaggio lento, lentissimo, quello lungo il quale Alessandro Sanna, artista mantovano pluripremiato, ci accompagna con grande intensità in “Fiume Lento. Un viaggio lungo il Po“. Un viaggio attraverso le stagioni e la storia, sedimentate nelle diverse anime del fiume e delle sue acque. È un viaggio nel tempo, nelle vite umane, in tempi antichi, dai sapori ancestrali.

È difficile raccontare con le parole una così grande opera a cui l’autore, come dichiara egli stesso in postfazione, ha dedicato anni di osservazione e lavoro. E non mi riferisco solo alle illustrazioni ad acquerello disposte in sequenze di strisce orizzontali, magnifiche nella loro qualità tecnica e vitalità. È la parte narrativa a risultare quasi indescrivibile: molte le storie ed emozioni che risuonano silenziose nel lettore.

Alessandro Sanna racconta il Po in un libro senza parole che è di una bellezza, per me, commovente. Se alcuni silent book si prestano a una lettura con sottofondo silenzioso, quasi come un film muto, in Fiume Lento, Sanna ha dotato il Po di parole, perché sfogliando le pagine si ha quasi l’impressione che il fiume racconti. Non so se l’autore l’abbia immaginato così, ma il fiume che prende vita nelle sequenze a tratti cinematografiche degli acquerelli mi appare come il custode eterno delle memorie di quei luoghi e delle storie dei suoi abitanti.

Dalle sue acque emergono il dialetto e le voci di paese. Sembra di sentirlo, il chiacchiericcio sommesso degli anziani, nella piazza o sul sagrato della chiesa, che parlottano e condividono ansie e meraviglie, racconti che crescono fino a diventare leggenda. E poi una voce tra le altre: “Hai visto il fiume stasera?”

Fiume Lento
Un viaggio lungo il Po

Alessandro Sanna – Rizzoli

Quattro sono le storie, quattro i capitoli, quattro le stagioni, della natura e della vita.

Autunno – L’alluvione

Il libro ha inizio con l’autunno con un racconto di sofferenza e coraggio. Non è una scelta casuale perché, a mio avviso, l’autunno è la stagione che meglio rappresenta la malinconia intrinseca a questi luoghi, e allo stesso tempo l’essenza imprevedibile del fiume. L’acqua è dominatrice e in questo capitolo iniziale si manifesta in tutta la sua potenza. L’alluvione. Un uomo corre in bicicletta, fedele compagna di vita, per avvertire i paesani. Cosicché il duro lavoro di uomini donne e bambini in un grande abbraccio solidale tenta con pale e sacchi di sabbia sugli argini di scongiurare la tragedia. Ma la pioggia non cessa e le tavole di Sanna trasudano acqua dal colore terreo. L’uomo si rimette in viaggio, è un uomo che ama e che torna a casa dall’amata per trascorrere con lei un’ultima notte prima che le acque del fiume segnino il loro destino, lasciando solo il cane, intirizzito e spaventato, ad essere salvato dalle acque impietose, in cima ad un albero.

(Cliccare sulla freccia per far scorrere le immagini)

Inverno – La nascita

Il viaggio prosegue nel freddo inverno e il paesaggio appare ancora più immobile, uguale a se stesso se non per delicati, eloquenti, dettagli: uccelli appollaiati in attesa, uno sbattere d’ali, orme scure di passi sulla neve, il fiato bianco dei bovini o di un uomo in cammino, il fumo caldo del camino. Occorre un tempo lento anche nella lettura, per cogliere e apprezzare questi piccoli segnali di vita accennati. La nebbia fitta copre di bianco la terra, l’acqua e il cielo, rendendo tutto un unico orizzonte. Un uomo si muove solitario sulle acque del fiume, sospeso sulla canoa, rischiara il paesaggio con una lanterna e scruta il bianco dell’orizzonte cercando di farsi strada per arrivare a una scuola isolata. Chiama un bambino fuori dalla classe, forse suo figlio, e assieme compiono a ritroso il viaggio. Capiamo solo alla fine del capitolo il motivo di tale viaggio. L’uomo vuole far assistere il bambino al miracolo della vita: un vitellino bianco come il latte vede la luce in quella fredda mattina d’inverno, e come un’esplosione di luce esce dalla pancia della mamma, cadendo nell’abbraccio del bambino.

Primavera – La sagra

Un cielo limpido azzurro puntellato dal bianco dei piumini dei pioppi accoglie lo sguardo a inizio capitolo. Nel corso della storia si assiste a un tripudio di colori e il fiume si tinge di verde brillante, di azzurro cielo, di rosso, arancione e giallo. Si accorda alla stagione, la stagione dell’amore, di uomini donne e bambini riuniti nel paese per la sagra che porta giostre e danze. Torna la bicicletta che accompagna la fuga di due innamorati nel buio della notte, lontano dalla festa verso un ballo al chiaro della luna piena, tra i pioppi. Il Po è testimone silenzioso dell’amore, del matrimonio nella chiesetta di pianura, del banchetto nuziale pieno di vita. È una stagione di colori e danze sfrenate e viaggi sul battello che scorre gioioso sulle acque per festeggiare un amore, un nuovo inizio suggellato tra le acque, quasi, sacre.

Estate – Il pittore e la tigre

Il libro si chiude con un omaggio ad Antonio Ligabue, pittore folle e sofferto, che proprio vicino al fiume a lungo visse e creò opere di sorprendente intensità. Sanna riprende qui immagini dal forte sapore esotico, surreali e stranianti, nel contesto padano. L’estate sa essere impietosa con queste terre. Il caldo scava crepe nel terreno, ogni giorno più profonde. Può capitare dunque che, nella realtà o nella fantasia, accadano cose strane, in estate. Come vedere una fila di elefanti condotti ad abbeverarsi al fiume: il circo è appena giunto nella terra del fiume. Sul far della sera, una tigre indomita e ribelle, fugge dalla carovana circense e si addentra nella notte, avanzando silenziosa e guardinga tra gli alberi, finché il caso la porta a incontrare un uomo, un pittore che, col suo cavalletto, sta dipingendo il paesaggio. Lo sguardo tra i due stabilisce un’immediata sintonia, il pittore ammaliato dalla naturale bellezza, la tigre catturata dalla folle e impavida arte. Grottesca, commovente, sorprendente l’immagine del pittore che, condotta la tigre nella sua casa, stimola la messa in posa dell’animale inscenando un urlo felino. La tigre risponde, e il pittore ritrae così l’urlo selvaggio dell’animale in un dipinto che diverrà tra i suoi più famosi.

FIUME LENTO. UN VIAGGIO LUNGO IL PO
Alessandro Sanna
Rizzoli
120 pp. | 34×25 cm. | Anno di pubblicazione 2013

Prezzo di copertina: 28 euro

Età di lettura: dai 6 anni ma è consigliatissima la lettura agli adulti! 

Per svolazzare ancora un po’:

* Vi consigliamo l’ascolto dell’intervista all’autore in occasione del Festival della Letteratura di Mantova (2015).
* Se siete interessati a conoscere meglio l’autore, vi invitiamo a leggere l’interessante approfondimento di Simona Calissano (Leggo per te) sul blog Leggere Insieme Ancora.
* Il sito dell’autore.
Qui potete trovare un breve video che ritrae Sanna al lavoro.
* Il suo nuovo libro Pinocchio prima di Pinocchio.
* Alessandro Sanna sarà ospite del Festival Punto e a capo a Reggio Emilia.
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