Flotsam

Silvia Sai

Flotsam | David Wiesner | Clarion Books

Uno stupefacente libro senza parole racconta una storia surreale e affascinante che incanterà e solleticherà l’immaginazione dei lettori!

Ci sarebbero molte cose da dire attorno al silent book Flotsam, capolavoro di David Wiesner, autore americano vincitore per ben 3 volte della prestigiosa Caldecott Medal. Perché è difficile non restare impressionati dalla genialità con cui Wiesner compone una storia un po’ surreale e  intrigante con i soli acquerelli.
Chi conosce questo autore, saprà quanto egli ami giocare con la fantasia più sfrenata e instillare domande di senso nei lettori. In cornici apparentemente realistiche, ecco spuntare gatti e alieni, e rane volanti… per citare i (quasi) unici suoi albi illustrati editi in Italia – niente paura, Flotsam è senza parole! – (e se vi incuriosisce l’autore, potete leggere l’approfondimento di Caterina Lazzari).
I libri che raccontano pedissequamente la realtà, senza lasciare un briciolo di scampo all’immaginazione personale, attraverso il testo o le illustrazioni, sono occasioni perse, a nostro avviso.
Sono invece le storie che, pur agganciandosi al reale, nascondono non detti e spazi vuoti da riempire a restare appiccicate nei lettori, inducendoli a fantasticare e a viverle anche al di fuori delle pagine stesse.

Wiesner in questo è maestro.

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In Flotsam (letteralmente: relitto) c’è una centralità di sguardi. Già nella splendida copertina ciò che ci appare richiama un occhio, quello di un pesce rosso che in esso riflette una macchina fotografica (ma questo lo si comprende bene solo nel corso della storia!). Anche la prima pagina – spettacolare! – ci propone uno sguardo: quello di un simpatico paguro osservato attraverso una lente di ingrandimento. Fin da qui è chiaro lo stile di Wiesner: non anticipare nulla, costruire sapientemente tempi di attesa che tra una pagina e l’altra lasciano al lettore prezioso attimi di tempo per immaginare.

Nel corso delle prime tavole conosciamo il giovane protagonista, un ragazzino biondo intento a raccogliere tesori sulla spiaggia, mentre i genitori leggono tranquillamente un libro. Intuiamo la sua passione per l’esplorazione e la collezione grazie alle sequenze a doppia pagina o riquadri a fumetti in cui scorgiamo, se anche noi saremo attenti nell’osservazione, i suoi “strumenti di lavoro”: una lente di ingrandimento, un microscopio ben custodito in un sacchetto trasparente, un secchiello, una scatola da cui sbucano interessanti tesori marini, pale e palette…

Osserva il paguro, poi la sua attenzione è richiamata da qualcosa sulla riva. Si avvicina… un granchio, anch’esso colto nel suo sguardo.
Fin qui, tutto scorre in una parentesi di realismo. I colori acquerellati, tenui, richiamano la luce marina, riflessa sulla sabbia; si respira una piacevole calma, increspata solo dalla varietà di inquadrature che movimentano la scena.

Finché arriva un’onda a introdurre nella storia un nuovo elemento, quasi un oggetto magico, sospinto a riva dall’acqua: una macchina fotografica subacquea – genialmente chiamata “Melville”! -.
Osserviamo incuriositi, proprio come il giovane ragazzino, e aprendo la macchina scopriamo il rullino. Come resistere alla tentazione di portarlo a sviluppare? Voi non l’avreste fatto? In una meravigliosa sequenza, il protagonista attende un’ora prima di tornare in spiaggia e stringere tra le mani una, due tre, quattro e più fotografie.
Anche qui Wiesner ci fa assaporare lentamente la scoperta delle immagini. Strane sono strane, le fotografie che ci catapultano in un mondo sottomarino fantastico e surreale: branchi di pesci rossi, di cui uno nasconde singolari ingranaggi, paesaggi marini popolati di sirene e omini verdi, stelle marine giganti, piovre comodamente adagiate in poltrona a legger un libro…e così via.
I colori si fanno più definiti e accesi ed è impossibile resistere all’incanto di questi scenari, attimi di vite strane immortalate in uno scatto. E’ divertimento puro, in cui scorrono sottili interrogativi di curiosità.
Ma gli occhi del ragazzino si fanno ancor più grandi quando scopre l’ultima fotografia, e inizia ad osservarla attentamente, prima a occhio nudo, poi con la lente di ingrandimento, infine con il microscopio.
C’è  una bimba, con in mano una fotografia che ritrae un altro bimbo, con in mano una fotografia che ritrae… insomma, una magnifica galleria di ritratti di bambini e bambine di ogni dove in una foto a scatole cinesi, un viaggio in luoghi e tempi lontani (gli ultimi scatti, ovvero i primi, sono in bianco e nero e appartengono chiaramente a un’altra epoca).
La meraviglia è interrotta dai genitori che invitano a lasciare la spiaggia, resta solo il tempo per chiudere il cerchio: il ragazzino si posiziona per una autoscatto con la foto in mano. Può iniziare così, nelle ultime splendide pagine, un nuovo viaggio della macchina fotografica, gettata in mare dal bambino, trasportata dalle correnti, da cavallucci di mare, in bocca ai pesci, a cavallo di creature marine… verso mari freddi e poi caldi – chissà quanti altri nuovi scatti saranno stati fatti nelle profondità! – fino ad approdare su una nuova spiaggia, proprio ai piedi di una bambina.

Un libro in cui regna l’incanto, la sorpresa, l’imprevisto, la bellezza, il mistero. Un silent book che si presta a letture autonome ma anche a letture condivise per sorprendere e condividere in un gruppo le mille ipotesi fantastiche. Consigliatissimo!.

FLOTSAM
David Wiesner
Clarion Books / Andersen Press
Anno di pubblicazione: 2006

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