Giordano del faro

Silvia Sai

Giordano del faro | Janna Carioli, Marina Marcolin | Lapis

Una meravigliosa storia condita di poesia e magnifici acquerelli, una storia di attesa, speranza, amicizia, un faro che è casa, un mare che è vita.

Ammetto che mi sono quasi commossa, nelle pagine finali.
Non mi capita spesso, anzi assai di rado, soprattutto leggendo un albo illustrato. Ma l’anima intensa di questo libro pulsa e vibra attraverso le parole di Janna Carioli e gli acquerelli di Marina Marcolin.
Difficile restare indifferenti di fronte a una storia in cui la solitudine si veste di speranza e immaginazione e la malinconia profuma di bellezza e nuova vita.

C’è poesia, ossia quella capacità di far toccare l’essenza delle cose.
E c’è una bella storia che cattura i bambini (e gli adulti!) facendo brillare gli occhi.
A Ilde, la mia bimba di 4 anni, brillavano gli occhi.
Giordano del faro è così, un incanto in cui lasciarsi trasportare perché racconta una storia che a noi tutti, in qualche modo, appartiene: osservare l’infinito, amare l’orizzonte e l’ignoto chiedendosi al contempo, sempre e insistentemente, cosa ci sia dall’altra parte. Con speranza e perseveranza.

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Come rendere giustizia in poche righe a un libro stupefacente nella sua perfetta sintonia tra testo e illustrazioni, nella sua profonda, mai banale, grazia?
Iniziamo allora da lui, Giordano, il giovane protagonista che abita in un faro – luogo quanto mai suggestivo -, solitario e pacato, amante della nebbia, perché “sembrava una magia che faceva scomparire tutte le cose / tutte, tranne lui e il suo faro”.
La quotidianità di Giordano viene solo evocata, con delicati acquerelli e rimandi concreti: l’unico suo gioco è il mare, da cui riceve doni, come “legni storti e bucati dal becco d’aquila, dalla cresta di drago, dalle zampe di lucertola”.

Il mare qui è una presenza, a volte onirica, a volte molto concreta. È il compagno di giochi di Giordano ma anche quell’Altro a cui il bambino affida speranze e desideri, nella forma di bottiglie contenenti un unico prezioso messaggio.
C’è qualcuno al di del mare?
Pur nella quiete rarefatta della storia, il linguaggio resta materiale e agganciato al reale, Janna ci racconta che le bottiglie sono di diverso colore, materiale e forma, e i messaggi scritti ogni volta su carte diverse, “su striscioline di giornale, su fogli a quadretti, dietro gli scontrini dei negozi”. Che bella concretezza poetica questa!
Sono curiose elencazioni prive di banalità. Prive di banalità sono anche le illustrazioni di Marina Marcolin che si dispiegano nelle tavole con soluzioni fantasiose e mai scontate, nel richiamo a forme e geometrie e nella disposizione libera e varia sulla pagina. Parola scritta e acquerello si sovrappongono e fondono in un’unica narrazione, lo spazio dell’una sconfina in quello dell’altra, la realtà diventa fantasia, come il mare, così concreto e misterioso, i pesci diventano bottiglie in mare, o sfumano in una nuvola in cielo.

Non c’è davvero nessuno al di là del mare?” Questo scrive Giordano, ancora, ogni giorno, ricevendo per lungo tempo in cambio solo “sassi con le righe bianche e altri rosa”. Noi attendiamo trepidanti con lui un messaggio che, alla fine, arriva con un leggero ticchettio di una bottiglia rossa sul cemento del porticciolo.
Di là dal mare ci sono io, Paloma”.

Impossibile non gioire con Giordano che incredulo si trova già a scrivere un altro messaggio – “Io sono Giordano del faro” – mentre la Marcolin ce lo mostra in corsa giù per la scala a chiocciola che (meravigliosamente!) si trasforma in conchiglia. Difficile non adattare la nostra voce narrante all’entusiasmo del bambino, aumentando il volume e incalzando il ritmo!

La solitudine di Giordano ora ha una controparte, scoprirà infatti, alcuni messaggi dopo, una bambina, Paloma appunto, che vive in un faro al di là dal mare, forse spagnola, come suggerisce il padre, figura presente sullo sfondo, mai ritratta nei disegni.

Al ritmo incalzante della scoperta di qualcuno al di là del mare, segue nuovamente la quiete e un’attesa, “poi, aspettò / a volte aspettava mesi, a volte anni / i messaggi seguivano il corso delle correnti, ma prima o poi arrivavano, sempre dentro bottiglie rosse”.

Infine, Giordano parte. Intuiamo sia cresciuto, almeno quel tanto da fargli attraversare il mare su una nave “che lo portava verso la linea blu dell’orizzonte”, dopo aver lanciato l’ultimo messaggio “arrivo”.

Sulla riva, ad aspettarlo, c’era Paloma. Non aveva ancora fatto in tempo a buttare in acqua la bottiglia rossa col bigliettino che diceva: ti aspetto qui”.
La conosciamo così, Paloma, con queste parole conclusive e in uno splendido acquerello in cui la sua figura è ritratta riflessa nel bagnasciuga.

GIORDANO DEL FARO

Janna Carioli (testo), Marina Marcolin (illustrazioni)

Lapis Edizioni

Anno di pubblicazione: 2014

32 pp.

Prezzo di copertina: 14 euro

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