Giorgio e il panino gigante

Ada

Provate a chiedere a un bambino piccoletto quanto è alto e rimarrete stupiti dalle risposte a dir poco incredibili e prive di proporzioni che vi darà, un pò come i trilioni di km di Gianni Rodari. Il senso del limite fisico, di ciò che è “tecnicamente” possibile, delle altezze relative, per fortuna, non appartiene a chi, ancora, non ha subito la prepotente categorizzazione operata dalla logica e dalla matematica scolastica.

Così accade di sentirsi rispondere…

Sono alto cinquediecicento metri, sono alto medio

Il gatto è metà di un bassottino

La mia mamma è alta come una giraffa (rasento il metro e cinquanta)

Anche Giorgio ama sfidare l’impossibile e ha talmente tanta fame che mangerebbe “un panino gigante, il panino più grande del mondo”.

Lorraine Francis ci racconta in “Giorgio e il panino gigante”, edito da Timpetill e illustrato da Pieter Gaudesaboos,  la scalata al panino epico, il panino fantasmagorico che tutti nella vita, in un attacco di fame atavica, hanno prima o poi sognato.

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Giorgio si ritrova, libero, di fronte a una cucina in perfetto stile anni cinquanta da cui può attingere a piene mani per la CREAZIONE DEL SUO PANINO che, a pensarci, risulterà praticamente immangiabile, siccome il paninaro in erba lo prepara assemblando crema alla nocciola, senape, burro di arachidi, pomodori, un sacchetto di uvetta ecc.ecc.ecc.ma nessuno se ne cura perchè lo scopo appare subito chiaro: la costruzione del panino più grande del mondo.

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A Giorgio non basta arrampicarsi sulla sedia per poter aggiungere strati, ha bisogno di una scala e poi di segare il pavimento del piano di sopra transitando in bagno, attraversando la camera da letto per finire in solaio e poi oltre, fuori dal lucernario, in cielo.

Una vera escalation immaginifica, accompagnata da immagini suggestive, curate e ricchissime di particolari, dell’illustratore che, appare chiaro anche a una neofita come me, è qualcosa di altro oltre all’illustratore. I tratti sono quelli del designer, che mescola segni nitidi e puliti della grafica alla costruzione di immagini complesse, composte, caratterizzate da una geometria ed un equilibrio che rendono le pagine ricchissime, divertenti da osservare da parte di un bambino nella ricerca del particolare, dell’oggetto e degli animali che le popolano. Pare di stare in una casa americana degli anni cinquanta da sfogliare e risfogliare con la certezza che ogni volta si scoprirà qualcosa di nuovo.

Sto ancora chiedendomi, dopo varie letture, il senso dell’uccellino con il cappello e dei topini che popolano tutte le pagine del libro (chi cerca trova…).

Il panino di Giorgio diventa non solo un gioco di sfida personale del limite ma anche una storia collettiva, dal momento che il panino transita davanti agli occhi di diversi adulti che abitano il libro; in primis, dei serafici mamma e papà che, al contrario di qualunque genitore medio che avrebbe interrotto l’atto creativo degenerante, guardano con dolcezza e amore al pargolo impegnato in siffatta impresa, per passare poi davanti agli occhi di una curiosa vicina di casa che spia la costruzione abbarbicata su una scala davanti alla finestra, a quelli di un bambino che viaggia su una mongolfiera color del sole, una ragazza che passeggia con il cane, un vicino con il megafono e infine gli uccelli.

Un libro divertente, la cui finitura cartonata e le grandi dimensioni lo rendono adatto anche ai più piccoli, che non riusciranno forse a cogliere la storia e la cura dei particolari ma certamente ameranno i colori e la grafica semplice e pulita.

Il finale ribalta le aspettative. Giorgio, alla fine della scalata per la costruzione del panino gigante, decide che non ha tanta fame e si mangerà semplicemente una banana. “Il panino mangiatelo voi” dice alla mamma che, forse per molti altri panini giganti, pare essere un po’ in sovrappeso!

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Un libro che ci parla di come il risultato, per i bambini, in fin dei conti non sia importante ma come lo sia il “viaggio”, l’avventura del fare e del creare; un libro che forse vuole anche essere una critica alla società del consumismo imperante, dove il grande, l’esagerato pare essere indispensabile ma in fin dei conti non utile a soddisfare realmente il proprio desiderio.

A ognuno la sua interpretazione…

Buon Pranzo!

Giorgio e il panino gigante
Francis Lorraine (testo), Pieter Gaudesaboos (illustrazioni)
Edizioni Timpetill
Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo di copertina 15,00 euro
Dai 4 anni

Cibo? Illustrazioni piene di dettagli? Prova a guardare altri libri…

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2 risposte a “Giorgio e il panino gigante”

  1. scaffalebasso ha detto:

    Ada, splendido l’illustratore lo conosco ma mi era sfuggito questo Giorgio! E poi la banana finale è davvero esilarante: anche il mio Saverio mangerebbe solo banane, comunque!
    Bello grazie

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