Giovanna e I SUOI RE

Ada

Giovanna è una bambina, che odia la minestra di pasta e patate così come starsene seduta a tavola fino a che non l’ha finita. Il suo papà le ripete che in tempo di guerra non si possono fare i capricci. Tutti hanno fame. E così Giovanna la mangia.

Giovanna e I SUOI RE è un albo illustrato scritto da Lia Levi e illustrato da Simone Tonucci per Orecchio Acerbo che ci piace proporvi nel giorno di queste elezioni politiche perchè ci racconta, oltre che dei gusti di Giovanna, del primo voto delle donne in Italia, quello per la repubblica.

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Giovanna, dopo la minestra di pasta e patate, si consola ritirandosi nella sua camera a leggere il suo libro preferito “Il grande viaggio nella terra dei re” che la accompagna poi per tutta la notte in una prosecuzione onirica del racconto. Alla piccola protagonista quell’invasione notturna e pacifica di regnanti piace veramente tanto, soprattutto perchè i Re non prendono ordini da nessuno e loro la minestra di patate non la avrebbero di certo mangiata!

Nella vita vera, nel suo paese che si chiamava Italia, c’era un vero Re. Ma non era bello e nemmeno simpatico.
Era un uomo bassetto, con la faccia che non rideva mai.
La Regina era un po’ meglio e portava una collana di perle che con la luce scintillavano.

[…] Con la guerra, però, a questi Re e Regine veri erano successe delle brutte cose.
In Italia era arrivati moltissimi soldati stranieri e cattivi, e il Re, invece di andare a combatterli come avrebbe fatto quello con il mantello rosso che di sera passeggiava nella stanza di Giovanna, era scappato di corsa con la Regina e un mucchio di valigie.

Finisce la guerra in Italia. Il Re e la Regina tornano ma niente era più come prima. “Molte persone si ricordavano bene di come erano scappati, e perciò non li volevano più”.

E così il papà, tutto contento, spiega a Giovanna che sarà finalmente il popolo a decidere se comanderà il Re o un’altra persona. Giovanna, con la sua innocenza bambina, i suoi libri e i suoi sogni, vuole votare per il Re che a lei piace tanto. Ma – le spiega il papà – per votare bisogna avere 21 anni e nè lei nè suo fratello possono farlo.

Nella sua semplicità la spiegazione della democrazia è illuminante. Poche parole che rendono il senso profondo di quello che il nostro paese è ora (o meglio dovrebbe essere)…

Se in un paese c’è il Re è per sempre. Te lo devi tenere anche se non va bene. Se invece si sceglie un Presidente, quando non piace più si può cambiare. Non è meglio in questo modo?

Giovanna ci pensò su, poi domandò:
– Sì, ma chi si potrebbe scegliere?
– Per esempio una persona buona, che voglia il bene degli altri.
– Ah! – Giovanna fece un salto.
– Io ce l’ho una persona così! – gridò.
– Quando sarò grande vorrò il signor Alfonso!

Alfonso era il farmacista del paese, ma non uno qualsiasi, uno che riesce a far prendere le medicine ai bambini come fossero caramelle e dava le medicine anche a quelli che non avevano i soldi per pagarle.

E ancora finalmente il voto alle donne…

Ma c’era un’altra novità, ancora più importante.
Anche prima le donne non avevano mai, mai votato.
Forse gli uomini pensavano che, con un bambino su un braccio e uno straccio per la polvere sull’altro, alle donne non avanzasse una mano libera per poter scrivere il loro parere.
Beh, adesso questo non valeva più
Le donne potevano mettere giù per un pò il bambino e lo straccio per la polvere, e andare a scegliere i governanti del paese come facevano gli uomini.

Un albo illustrato in cui ritroviamo la democrazia, la repubblica e la storia d’Italia spiegate in modo semplice e diretto. Ma soprattutto ci ritroviamo Giovanna, bambina di allora e donna di adesso, persona semplice, non un’eroina, a cui piacevano tanto i Re e le Regine e a cui, forse, l’avvento della Repubblica pure un poco dispiaceva. Ma era in grado di guardare avanti la bambina, a quel Presidente, che trova posto a lettere cubitali nelle grafiche del libro che la sua di mamma desiderava tanto.

In questo libro ci sono tutte le donne di Italia, sia quelle che hanno votato per il Re che per la Repubblica. Ci sono le donne che lasciano stracci e spazzettoni e per la prima volta vanno a votare e fanno sentire la loro voce. Sono donne di tutti i giorni, sono le nostre nonne e forse le nostre mamme. Sono la memoria di conquiste antiche che permettono a noi oggi di essere le donne che siamo, con una voce e un diritto.

Orecchio Acerbo ha così celebrato, con l’uscita dell’albo nel 2006, i 60 anni dalla votazione della Repubblica. Il libro è stato regalato dall’allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi a tutti i bambini e ragazzi del quartiere Scampia di Napoli.

Il libro è un connubio ben riuscito di testo e immagini, grazie alla grafica curata e fortemente pensata di Tonucci, fra i fondatori di Orecchio Acerbo. Le illustrazioni richiamano le grafiche degli anni ’40, un po’ per i colori tenui e ocra, un po’ per le forme testuali che richiamano quelle di cartelloni pubblicitari. Fortissimo è infatti il linguaggio grafico e la trasposizione del testo come parte integrante dell’immagine stessa. Pensiamo all’illustrazione a doppia pagina in apertura del libro, dove Giovanna tenta di spingere fuori dalla pagina due enormi scritte… Patate e Pasta, ciò che lei detesta di più. E che dire della guerra, con le immagini di bombe a grappolo che cadono sulla terra e che, come per miracolo a sancire la fine del conflitto, si trasformano nella pagina adiacente in caramelle che Giovanna cavalca?

Se avete voglia di approfondire vi lasciamo una interessante intervista su Liberweb ad autrice ed illustratore.

Oggi si vota nuovamente in Italia, con uno spirito che forse non è quello del 1946 ma anche oggi, come ogni volta, andrò fieramente a votare pensando a mia nonna e al suo primo voto.

Giovanna e I SUOI RE
di Lia Levi (testo) e Simone Tonucci  (illustrazioni)

Orecchio Acerbo
Anno di pubblicazione: Aprile 2006
36 pp, 20×27 cm
Prezzo di copertina: euro 12,00
dai 7 anni

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