Su e giù per le scale – La conclusione

Silvia Sai

Come ogni giorno “dopo”, ci troviamo a ripensare a quanto vissuto, con un sorriso sulle labbra, di soddisfazione e gratitudine.

Ieri abbiamo inaugurato la terza ed ultima tappa della mostra itinerante di libri illustrati a spasso per le case. Tre quartieri diversi, tre condomini di edilizia residenziale pubblica, 30 libri, un mese di permanenza.

Il Foscato è un quartiere di Reggio Emilia che favorisce la socialità e le relazioni tra i suoi abitanti. Dei tre è il più distante dal centro storico, poco più in là si intravede la campagna. C’è molto verde, una bella ampia piazza centrale, alberi, panchine, un centro sociale attivo e popolato, e i condomìni che si affacciano sulla piazza e sui vialetti. Ci sono anziani seduti al bar, e bambini che giocano liberi per strada, senza l’affanno degli adulti a un metro di distanza, i più piccoli accuditi dai fratelli più grandi; ci sono partite di calcio improvvisate e acrobazie parkour, ci sono bambini le cui vite non sono organizzate ora dopo ora, al massimo il doposcuola una volta a settimana.

Soddisfazione e gratitudine, dicevamo.

Soddisfazione, perché l’impegno profuso per far germogliare questo progetto è stato molto, e ora che sono trascorsi più di due mesi dall’inizio ci avviciniamo alla conclusione, e crediamo di avere fatto qualcosa di bello, che potrà fiorire ancor meglio se continueremo ad annaffiare.

Soddisfazione quando la narrazione di Ada riesce a catturare, oltre che i più piccoli, anche i ragazzini che, nonostante la musica sul cellulare, restano lí, seduti ad ascoltare e commentare.

Soddisfazione perché quando vedi i bambini partecipare con grande partecipazione alle storie lette dai nostri volontari, capisci che hai trovato ciò che cercavi: lettori affamati di storie, di emozioni, di relazioni, di bellezza.

Soddisfazione perché quando, del tutto spontaneamente, i bambini più grandi prendono in mano il libro e iniziano a leggerlo ai più piccoli, che siano fratelli, amici o sconosciuti, comprendi che è vero ciò che pensi: la lettura è libertà.

Soddisfazione perché i libri esposti sono tutti spariti dopo un’ora. Un anno nella foresta ha girato sottobraccio di un bimbo per tutto il pomeriggio, Garrincha e Pesi Massimi pure, e il Rinofante, che non era tra i libri in mostra ma l’avevamo con noi per leggerlo ad alta voce, è così tanto piaciuto a 4 bambine che se lo stavano litigando per tenerselo… come non lasciarglielo dietro promessa solenne di restituircelo?

Gratitudine perché tutto ciò non sarebbe possibile senza i nostri volontari. Perché se è vero che ideazione e progettazione e tutto il dietro alle quinte è opera nostra, è anche vero che abbiamo amici fantastici che ci ascoltano, propongono, stimolano, e volano con noi.

E questa è una lezione importante: qualsiasi idea avrai, non potrai mai realizzarla da solo; può essere anche il progetto più bello del mondo ma se non compi un lavoro quotidiano per intessere e coltivare relazioni e trasmettere e condividere la passione, il terreno non sarà mai fertile.

E quindi diciamo che a questo punto siamo molto orgogliose e grate.

Perché quando vedi, come ieri, il gruppetto di preadolescenti inquieti che quando si rompono le righe dopo la narrazione e la merenda sarà difficile trattenerli per ascoltare e leggere dei libri … sappiamo a chi affidarli. Sabrina… lei proprio ci sa fare, potrebbe leggergli di tutto che loro ascoltano. Ieri li ha conquistati con Cappuccetto Rosso!

E poi c’è Matteo che ama e legge i silent book, e Claudia, Francesca, Giusy, Daniela, Anna… e tutti gli altri.

Gratitudine perché in questo progetto i lettori si sono adattati a leggere in luoghi scomodi, sporchi, disturbati, in cui l’atmosfera accogliente la devi creare o scovare tu, non la trovi già bella pronta.

Gratitudine perché capita che i bambini vogliano leggere loro ai nostri volontari e questa è fiducia, scambio.

Gratitudine perché, come nelle altre inaugurazioni, c’è stata qualche famiglia proveniente da altre parti della città, è entrata in questi quartieri e in queste case forse per la prima volta.

Questo era uno degli obiettivi principali di questo progetto: aprire i libri, aprire le porte delle case, aprire i quartieri, abbattere muri e diffidenze.

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