Gli Sporcelli: una lettura drammatizzata

Galline Volanti

Claudia ha frequentato il primo corso Nati per Leggere a Reggio Emilia e da allora non smette di offrire il suo tempo per incantare i bambini con storie ad alta voce. Da qualche mese si è unita al gruppo di lettura Libri sCOVAti. Quando abbiamo assistito alla sua lettura ad alta voce de Gli Sporcelli, insieme a Caterina, ne siamo rimaste entusiaste e le abbiamo chiesto di raccontarci il libro e la sua esperienza. Grazie!

Ho conosciuto Roald Dahl da adulta, sono stata bambina negli anni ’70, epoca in cui la maggior parte dei principali romanzi di Dahl doveva ancora essere scritta e in cui in Italia imperavano ancora grandi classici per ragazzi come il libro Cuore, anche se Gianni Rodari iniziava a rompere determinati schemi e aprendo le porte alla parte più anticonvenzionale della fantasia.

Dahl aveva già scritto La fabbrica di cioccolato e Il dito magico, ma non era ancora così noto al grande pubblico e anche io, che a un certo punto della mia infanzia ho letto tutto lo scaffale dei libri per ragazzi della Biblioteca di Ospizio di Reggio Emilia (o almeno così mi disse un giorno mio nonno), non lo avevo mai incontrato.

L’ho scoperto molti anni dopo con Il GGG – il Grande Gigante Gentile, letto ad alta voce a mio figlio, e me ne sono subito innamorata (come sarebbe possibile altrimenti?) e non ho ancora smesso di leggerlo! Ho scoperto che ha scritto anche romanzi e racconti pensati per adulti, di grande interesse e originalità, alcuni furono pubblicati addirittura su Playboy: Dahl non finisce mai di stupirci!

Io amo tutto dei suoi libri, principalmente l’irriverenza, un certo cinismo che non degenera mai cattiveria gratuita, se non per caratterizzare un personaggio negativo (e in questo i due signori Sporcelli sono principi!), la sua capacità di vedere il mondo dal punto di vista dei bambini e, non ultime, l’ironia o la più diretta comicità.

Gli Sporcelli - Dahl

Da tantissimo tempo volevo fare una lettura estesa, a piccoli tratti drammatizzata, di un testo di Dahl, e quale momento migliore se non le celebrazioni per l’anniversario della sua nascita? Celebrarlo attivamente con una lettura mi è parso un ringraziamento per il grande regalo che ci ha fatto con i suoi libri.

Gli Sporcelli mi è sempre sembrato il testo più adatto.
Innanzitutto perché assolutamente divertente, e quando fai ridere i bambini è impossibile non conquistarli.
La lunghezza non eccessiva del testo si presta a non dover operare troppi tagli, operazione sempre “dolorosa”, perché quando un libro ti piace, ogni virgola ti sembra imprescindibile.
Il testo e la trama sono facilmente comprensibili anche ai bambini più piccoli, e infatti pur avendo noi scelto di proporlo a bambini di età superiore a 6 anni, è capitato che fosse presente alle letture qualche bambino più piccolo e la sua attenzione è stata comunque catturata!

Essendo due i protagonisti ho pensato di coinvolgere un’altra lettrice e ho avanzato la proposta a Caterina, anche lei lettrice NpL di lunga data: secondo me questa storia era perfetta per noi insieme ed ero certa che avremmo riso parecchio anche nel prepararla! Non mi sbagliavo.

Pur essendo un libro breve era necessario renderlo comunque di una lunghezza adeguata ad una lettura ad alta voce, abbiamo quindi lavorato tagliando le parti che ci sembravano meno importanti o meno interessanti, ma cercando di mantenere l’interezza del testo, si ha così l’impressione di un racconto completo e non solo di brani slegati qua e là.

Abbiamo anche optato per usare diapositive con le immagini del geniale Quentin Blake per evitare che i bambini si confondessero quando, vestite da Sporcelli, avremmo impersonato altri personaggi e perché avessero un elemento di animazione in più.

Infine, abbiamo aggiunto un raccapricciante travestimento e via, ci siamo buttate!

Gli sporcelli - lettura ad alta voce

Il racconto ha inizio con la descrizione prima del signor Sporcelli e poi della signora Sporcelli e queste sono a mio parere le pagine assolutamente più esilaranti di tutto il libro! Un vero punto di forza che avevo già sperimentato durante diverse letture ad alta voce. Dopo averle lette mi è SEMPRE stato chiesto di non smettere di leggere! E se non è un punto di forza questo…

In queste pagine vengono minuziosamente descritti i resti di cibo presenti da anni nella barba di lui, che non si lava da anni, e la bruttezza e cattiveria di lei che porta un bastone perché ama picchiare cani gatti e bambini piccoli!

gli sporcelli
gli sporcelli

Il testo prosegue con il racconto di alcuni scherzi che i signori Sporcelli amano farsi a vicenda. Prima lei fa scivolare il suo occhio di vetro nel boccale di birra di lui, poi lui si vendica facendole trovare un ranocchio tra le lenzuola, allora lei gli cucina dei vermi al posto degli spaghetti e lui, di nuovo le fa credere di essere affetta da una terribile malattia, la “restringite”. E quella della “restringite” è l’invenzione più geniale e anche risolutiva del libro…

Per guarirla dalla “restringite”, lui le propone di “stirarla” applicandole palloncini alle braccia, al collo e ai capelli tenendola fissata al pavimento con un gancio: ma che tentazione tagliare le corde che fissano la Signora Sporcelli a terra e farla volare in cielo! Mai sottovalutare la Signora Sporcelli però: tagliando le corde di alcuni palloncini lei riesce e planare lentamente in testa al marito menandolo a più non posso col suo bastone!

gli sporcelli
gli sporcelli

Il racconto prosegue con la descrizione della grande beffa operata ai danni dei signori Sporcelli  dalle scimmie, da lui ammaestrate in giardino facendole restare per ore a testa in giù, e dall’uccello Rococò. Quest’ultimo parlando la lingua degli uccelli locali, a differenza delle scimmie, riesce ad avvertirli di non posarsi sull’albero morto che il Signor Sporcelli cosparge di colla Nontimolla per catturare ogni tipo di uccello per il famigerato “pasticcio di uccellini” che i due coniugi amano mangiare tutti i mercoledì.

Durante una loro breve assenza scimmie e uccelli spargeranno la colla sul soffitto e appiccicheranno tutti i mobili e suppellettili della casa capovolti sul soffitto, facendo credere ai signori Sporcelli di essere a testa in giù. Per tentare di mettersi dalla parte giusta, si posizioneranno veramente a testa in giù sul pavimento e lì resteranno incollati fino a quando, in questa posizione innaturale, verrà loro davvero la restringite e di loro non resterà più nulla.

gli sporcelli

Apprezzo questo finale non forzatamente buonista, anzi, piuttosto cinico, dove Dahl fa emergere tutta la sua “crudeltà”, spesso anche tipicamente infantile…

Mi piace concludere con la mia citazione preferita del libro che racchiude, a mio parere, tutto il significato della storia:

Se una persona ha brutti pensieri, dopo un po’ glieli leggi in faccia. … Una persona con pensieri gentili non potrà mai essere brutta. Potrà avere il naso bitorzoluto e la bocca storta e i denti in fuori, ma, se ha pensieri gentili, questi le illumineranno il viso come raggi di sole, e apparirà sempre bella.

 

GLI SPORCELLI
Roald Dahl
Salani (diverse edizioni)

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