Il grido del lupo

Ada

Il grido del lupo di Melvin Burgess edito in Italia da Equilibri è un romanzo selvaggio, duro, in cui la natura umana e animale si mostrano in tutta la loro cruda realtà. Una storia i cui protagonisti sono i lupi, gli ultimi lupi che abitano in Inghilterra. Piccoli branchi sparsi che si nascondono come meglio possono per sfuggire alla mano dell’uomo. In pochi sanno della loro esistenza, residuale, a rischio di estinzione.

L’autore racconta la vita del branco con occhio attento e equilibrato, presentandoci il lupo per l’animale che è: non un sanguinario e malvagio essere, ma un animale che, nella sua selvatichezza, è profondamente intelligente, socievole, organizzato in gruppi familiari che condividono le quotidianità. La storia ruota attorno a Silver, lupa capobranco dal pelo color crema e argento, al suo compagno Conna e alla cucciolata in arrivo.

E’ un momento delicato per il branco, faticano a spostarsi e a nascondersi come vorrebbero, Silver sta per partorire. Hanno già incontrato in passato il Cacciatore, che aveva ucciso diversi di loro fino a che non erano riusciti a far perdere le loro tracce. Per tutto il romanzo il Cacciatore non ha nome, non ha volto definito, non ha personalità che non sia quella legata al suo essere cacciatore, appunto.

Per tutta la vita il Cacciatore aveva ucciso animali rari ed esotici. Non gl’importava che la bestia fosse pericolosa o meno, facile da cacciare oppure difficile. Non gli importava la caccia in quanto sport. Gli interessava solo che la sua preda fosse rara, e più rara era, più grande era la soddisfazione nell’ucciderla. Soprattutto gli sembrava eccitante uccidere un animale a cui nessun altro aveva mai dato la caccia.

Ricordava di avere letto da bambino un libro sugli ultimi lupi d’Inghilterra, che riportava le date della morte degli ultimi esemplari, e dove e da chi erano stati uccisi. Per il Cacciatore, conquistare una fama del genere era il massimo: uccidere l’ultimissimo lupo. Qualcuno aveva ucciso l’ultimo orso inglese; qualcun altro l’ultimo castoro. Se facevi qualcosa per primo, l’impresa poteva poi essere ripetuta molte volte; ma se facevi qualcosa per ultimo diventavi unico, ed era questo che il Cacciatore desiderava più di ogni altra cosa.

Il Cacciatore scopre per caso dal piccolo Ben, di dieci anni, che attorno alla sua fattoria girano dei lupi. Si riaccendono le brame insaziabili del predatore, la cui mente e la cui vita sono totalmente dedicate all’annientamento delle specie animali e al soddisfacimento delle più turpi passioni che non contemplano in alcun modo la compassione, il rispetto e l’affetto. Nemmeno a Jenny, il suo zoppicante cane da caccia, fedele compagna di una vita, pare volere un briciolo di bene.

Inizia la caccia agli ultimi lupi di Inghilterra. La storia si srotola fra appostamenti, salvataggi in extremis, piccole e grandi strategie di sopravvivenza. Diventa la storia di Greycub, il grigio, unico cucciolo di quelli partoriti da Silver a sopravvivere, accudito prima da Ben e dalla sua famiglia nel fienile di casa, poi prigioniero del Cacciatore e cresciuto in un allevamento di cani, usato come esca per attirare il resto del branco.

Greycub non sa bene di essere un lupo, non è mai cresciuto con il branco, ma sa di essere qualcosa di diverso e altro rispetto ai cani che lo circondano.

Nel mondo che lo circondava non c’erano altri uguali a lui. In effetti, sembrava che non ci fosse nessuno simile e a lui. I corpi dei fratelli adottivi lo circondavano, troppo vicini e troppo caldi per farlo sentire solo. Ma già era stato individuato, non era uno di loro. Lo sapeva lui, e lo sapevano gli altri cuccioli.

Un romanzo in cui uomo e lupo divengono specchio della società, della necessità consumistica di soddisfare ad ogni costo le proprie passioni e i propri desideri. Ci conduce in un inferno in terra, ci mette di fronte alla bestialità, ma non a quella degli animali, a quella dell’uomo. Alla cattiveria più profonda, quella che nemmeno puoi immaginare che esista e invece, purtroppo, esiste eccome.

Una storia in cui misurarsi con la parte oscura di noi stessi, per fronteggiare la paura, le pulsioni e soprattutto per guardare il mondo con gli occhi di un lupo, animale a lungo additato come pericoloso e cattivo, incarnazione di tutti i terrori dei bambini, invocato dagli adulti a spauracchio per gestire situazioni ingestibili altrimenti.

Il lupo di Burgess non è questo ma non è nemmeno il lupo buffo o tenero che spesso troneggia in albi illustrati alla ricerca di riscatto metaforico per il vituperato animale. Il lupo è un lupo per davvero, con la sua selvatichezza che gli fa mantenere le distanze dall’uomo e con il suo essere comunque un predatore con istinto innato di conservazione.

Il romanzo, selezionato da Scelte di Classe, è candidato al Premio Strega Ragazzi nella categoria +11. Interessante anche la scelta editoriale di dedicare, in chiusura del romanzo, un approfondimento sulla genesi del libro da parte dell’autore così come una bibliografia sui lupi, oltre ad un invito ad andare a leggere gli altri libri dell’autore. L’autore è candidato Ibby per la Gran Bretagna al prestigioso Hans Christian Andersen Award 2018.

IL GRIDO DEL LUPO
Traduzione di Angela Ragusa
Equilibri editrice – Collana: Max storie selvagge
Illustrazioni e progetto grafico: Peppo Bianchessi
180 pp. | 14 x 21 cm
ISBN: 978-88-905808-5-7
Prezzo di copertina: 13,00 euro
Età di lettura: dai 12 anni

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