Il leone e l’uccellino

Silvia Sai

Ciò che colpisce in questo splendido albo illustrato è il bianco. Se provate a chiudere gli occhi dopo aver letto Il leone e l’uccellino, ecco che vi rimarrà impressa una sensazione di candore immacolato. Pian piano affioreranno i dettagli, così lievemente colorati e delicati, particolari densi di significato e vita, come i primi crochi che spuntano dalla neve.
Perché il bianco qui è, innanzitutto, la neve, quella neve fredda dell’inverno che tutto ammanta. Ma è anche quello spazio vuoto che racconta metaforicamente una solitudine, quella di leone, che vive da solo in una casetta semplice ma accogliente, leone, che trascorre le giornate a curare il suo orto, a raccogliere le foglie d’autunno, a vivere nello scorrere delle stagioni e del tempo.

E il bianco è anche lo spazio in cui, improvvisamente, compare un essere così diverso da lui.
Non ha dubbi, leone, quando vede, anzi  sente, atterrare un piccolo uccellino accanto al suo orto.
Non ha dubbi che possa diventare un compagno, un amico.

Non ha dubbi che sia un essere indifeso bisognoso di cure, calore, affetto. Dopo avergli fasciato l’ala ferita, lo accoglie nel caldo della sua morbida criniera.
Non ha dubbi, leone, ad aprire la porta della sua piccola casa, ora che l’uccellino più una casa non ha, e lo stormo ha proseguito il viaggio verso Sud.
La storia di amicizia tra il leone e l’uccellino si costruisce nei dettagli, deliziosi e incantevoli, che scaldano il cuore e restituiscono un’amicizia fatta di condivisione e sintonia.

L’incedere ovattato dell’inverno lascia lentamente spazio al silenzioso ingresso della primavera. E con la bella stagione, si sa, tornano gli uccelli migratori. I due amici sanno cosa accadrà. Bastano due parole pronunciate da leone, lo so, a riaprire il vuoto, il bianco tra loro. L’uccellino si riunisce al suo stormo, e leone riprende le sue attività in solitaria. La pesca, la cura dell’orto, le letture sotto l’albero.
Nella lunga attesa ricompare un vuoto che, tuttavia, non ha il sapore  dell’assenza, ma della lontananza, e infine della speranza. Lo stretto filo di amicizia che unisce il leone e l’uccellino riempie di speranza le lunghe giornate.

Passa la primavera, passa l’estate, arriva l’autunno.

E quando il vento d’autunno che già profuma di nuovi viaggi e migrazioni spirerà nell’orto, l’attesa e il desiderio di rivedere l’amico troveranno compimento e soddisfazione.

L’inverno, così come la vita, in due è un po’ meno freddo.

Il leone e l’uccellino

Il leone e l’uccellino è stato letto con diversi bambini in varie famiglie che partecipano alla rubrica Piccoli Pensieri Pulcini, una rubrica che intende raccogliere i pensieri dei bambini durante la lettura. Se siete curiosi di saperne di più, leggete la presentazione e il precedente post su Piccolo blu e Piccolo giallo.


il leone e l'uccellino

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IL LEONE E L’UCCELLINO
Marianne Dubuc (testo e illustrazioni)
Orecchio Acerbo
80 pp. | 19×24 cm | Anno di pubblicazione 2014
Prezzo di copertina: 18 euro

Età di lettura consigliata: dai 3 anni

Svolazza ancora un po’ tra neve, inverno e amicizia!

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2 risposte a “Il leone e l’uccellino”

  1. emanuela bussolati ha detto:

    MOLTO bella la pensata di mettere le osservazioni dei bambini. Rende tutto vero e vivo. GRAZIE.
    Emanuela Bussolati

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