In una famiglia di topi

Silvia Sai

Un albo illustrato che si apre e chiude con un bacio tra una mamma e il suo piccolo è una carezza al cuore. Proprio quella carezza che ogni famiglia, nella sua diversità e unicità, dona ai suoi bambini. Attraverso un racconto ricco di suggestioni Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani ci accompagnano nell’intimità quotidiana di una semplice giornata di una famiglia di topi. Quasi come una fotografia, le autrici fermano in parole e immagini un vissuto familiare illuminato qui di luce nuova e originale. Siamo di fronte a un libro che parla di tutti noi, dei nostri bambini, dei nostri ricordi, delle nostre giornate.

In una famiglia di topi
In una famiglia di topi

“In una famiglia di topi”, ultima uscita della casa editrice Topipittori, ci presenta una famiglia, proprio una, ma anche una qualsiasi, una come tante. Si respira aria di universalità tra le pagine, perché tra le righe, il libro sembra sussurarci: Io parlo di una famiglia, forse anche della tua, ma parlo anche di tutte le famiglie possibili, chè ognuna contiene mille diversità e ognuna è possibile.

Eh sì, perché una famiglia di topi è molto numerosa e ogni topino mantiene le sue differenze e peculiarità. Ce lo ricorda continuamente Zoboli, nelle numerose ripetizioni ad elenco “c’è chi…”, e ce lo suggerisce Mulazzani, con i deliziosi dettagli (negli abiti, nelle movenze, nei colori) che attribuiscono unicità ai singoli topini. Ogni bambino è dunque invitato a riconoscersi, e a riconoscere i propri familiari, sia in un’idea unitaria di nucleo familiare, che nei singoli personaggi.

Curiosamente, e intelligentemente, infatti, non vengono mai nominati i componenti nel loro ruolo familiare: mamma, papà, figlio, nonno, nonna, zio, cugino… Né i topi hanno un nome. Sono semplicemente topi. E appartengono a una famiglia. E in essa, ognuno può individuare nella massima libertà i diversi componenti. Questo continuo oscillare tra particolare e universale, tra soggettivo e generale, lo ritroviamo nei lunghi elenchi che pongono l’accento su precise individualità a cui però si accompagna la scelta del “si” impersonale del testo.

In una famiglia di topi si cammina fischiettando
o saltellano o canterellando o in silenzio, guardando
il cielo o gli uccelli sui rami,
 o le castagne per terra, se è autunno;
 o le viole, se è primavera;
 o i funghi e le lumache, se ha piovuto.
 Impossibile che non ci sia niente di interessante 
da guardare, in una famiglia di topi.

Il racconto segue l’andamento di una giornata. Nella prima tavola osserviamo i topini nel momento del risveglio, della colazione, dei preparativi, nell’igiene personale, nel vestirsi. Gradualmente il racconto si apre all’esterno, accompagnando la famiglia di topi nelle diverse attività della giornata, con un’attenzione particolare alle situazioni vissute dai bambini. Ogni tavola è dedicata a una specifica situazione: il viaggio verso la scuola (o il lavoro o chissadove), la classe, il momento del pranzo, il viaggio in autobus… La struttura è circolare e si chiude con il riunirsi a casa di tutta la famiglia, momento a cui sono dedicate le tavole conclusive (il momento del relax o del lavoro a casa, la cena e infine la messa a letto).

In una famiglia di topi, certe volte, ritrovarsi è bellissimo (…)
E magari si è felici solo perché si sente quel tipico odore,
 che c’è in quella specifica famiglia di topi.

In una famiglia di topi
In una famiglia di topi

Mentre i topini sono impegnati nella loro giornata, ognuno dedicandosi a ciò che più gli piace, o a ciò che deve fare lontano dalla propria famiglia, c’è come un filo rosso che lega i topi l’uno all’altro. Capita così che all’ora pranzo ci si chieda: “chissà cosa staranno facendo, adesso, gli altri topi della famiglia?” (e quanto è presente in noi questo pensiero!). Mi sembra che questo filo rosso, simbolo dell’affetto familiare e della sicurezza che da esso scaturisce, sia anche la base per apprezzare al meglio il mondo là fuori dove a volte ci si può sentire soli o spaesati. La famiglia è il porto sicuro cui approdare a fine giornata, il pensiero che sostiene il vivere quotidiano, il cerchio in cui condividere le proprie esperienze, l’unicità accogliente in cui potersi sentire diversi: la famiglia permette di aprirci al mondo.

Come si sta bene, anche fuori dalla mia famiglia di topi.

Ora forse voi potreste pensare che qui si stia veicolando un’immagine di famiglia idealizzata. Beh, certamente si tratta di un nido caldo a cui si fa ritorno con piacere, ma Zoboli è molto attenta a introdurre elementi nelle frasi che declinano in chiave relativa quanto scrive (“certe volte”, “magari”, “di solito”).

In una famiglia di topi
In una famiglia di topi

In perfetta sintonia con la tensione tra generale e particolare restituita dal testo, vi è la parte iconografica. In ogni tavola, infatti, la Mulazzani pur ritraendo una sola situazione familiare, spesso a doppia pagina, racchiude diversi topini impegnati in attività in contemporanea, in alcuni casi anche ricorrendo alla suddivisione in riquadri della tavola stessa. La concretezza del testo è enfatizzata dalle splendide illustrazioni che non perdono occasione di ritrarre deliziosi dettagli di quotidianità: una zampina che si allunga per raggiungere un biscotto, le pantofole abbandonate sul pavimento sotto le zampe a penzoloni di un topo che lavora alla scrivania, le tappezzerie, i cuscini, le coperte, e i gesti della buonanotte (in una tavola finale meravigliosa!). E poi, tanti topini che leggono, in diversi momenti della giornata, a letto, sul divano, sulla poltrona, in autobus, a scuola.

In una famiglia di topi
In una famiglia di topi
In una famiglia di topi
In una famiglia di topi

Testo e illustrazioni dialogano in modo originale e non scontato. Spesse volte infatti l’illustrazione rappresenta, anticipando, quanto viene descritto nell’ultima frase del testo, a volte piuttosto lungo. Questo può essere disorientante, io lo trovo piuttosto un espediente accattivante e coinvolgente!

Fluente e musicale, ricercato ma aderente al vissuto, il testo di Giovanna Zoboli poggia su un’architettura quasi geometrica basata su ripetizioni ed elencazioni. Ricchissimo di suggestioni, propone un sorprendente campionario di azioni, situazioni, modi di essere, comportamenti. Il tono è discorsivo, quasi colloquiale, ma forti sono le sfumature poetiche che, unitamente alle ripetizioni, lo rendono estremamente ritmato. Se a una prima lettura alcune parti mi sono risuonate un po’ pesanti e ridondanti, nelle letture successive con Ilde ho notato che prevale una musicalità accattivante (e a tratti divertente, almeno per Ilde!) e una funzione rassicurante nelle ripetizioni.

Perché, in ultimo, è questo che leggiamo: un viaggio che inizia dalla famiglia per tornare nella stessa famiglia, tutti diversi in una cornice unica.

IN UNA FAMIGLIA DI TOPI
Giovanna Zoboli (testo)
Simona Mulazzani (illustrazioni)
Topipittori
32 pp. | Anno di pubblicazione: 2016
Prezzo di copertina: 20 euro
Età di lettura: dai 4 anni

Vi consigliamo di leggere le parole di Giovanna Zoboli sul blog dei Topipittori in cui racconta come è nato questo libro e cosa significa per lei.

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Svolazzi ancora un po’?

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2 risposte a “In una famiglia di topi”

  1. scaffalebasso ha detto:

    La coppia è rodata e mi piace, eppure mi sembra manchi quel quid, non so! Devo rivederlo!
    Grazie!!

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