Irene la coraggiosa

Silvia Sai

Irene la coraggiosa, William Steig, Rizzoli.

Irene è una bimba tenace, sfida la neve, il vento e il freddo per consegnare un abito alla duchessa. Un altro racconto indimenticabile di William Steig.

Ho amato molto la scrittura e i disegni di William Steig in Silvestro e il sassolino magico, un libro potentissimo e intenso, dove Steig dà prova della sua straordinaria capacità di ricomporre gli stati d’animo più complessi e indicibili in una narrazione limpida dal sapore fiabesco.
Oggi lo scopriamo in un altro bel racconto, un albo illustrato edito da Rizzoli, che ha tutt’altre atmosfere, quelle invernali e nevose, questa volta protagonista una bambina tenace e coraggiosa, Irene.
La cifra narrativa di Steig emerge evidente anche in questo caso, pur con toni decisamente meno drammatici: tono fiabesco, avventure e disavventure, momenti di vera difficoltà e scoramento, poi la messa in campo di una forza caparbia e resistente.

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La scena si apre con un problema. La mamma di Irene, la signora Rocchetto, sarta del paese, ha appena ultimato un bellissimo abito per la duchessa, in occasione di un ballo. Purtroppo, non si sente affatto bene e, con il freddo e la neve che scende copiosa, è impensabile recapitare il vestito a palazzo.
L’intraprendenza di Irene, che si prodiga subito nelle cure della madre – coperte calde, tè con limone e miele – convince la madre ad acconsentire che sia la piccola a compiere l’impresa.
Gran parte della storia racconta del viaggio di Irene, a piedi verso il palazzo, tra mille difficoltà: il freddo, il forte vento dispettoso, la neve sempre più profonda, l’oscurità incombente.
È una vera e propria lotta, quella di Irene, con se stessa, richiamando continuamente le energie fisiche e mentali, e con la bufera. La bambina dialoga con se stessa e litiga con il vento, in dialoghi silenziosi e urlati.
Irene non si perde d’animo, stringe stretta a sé la grande scatola con il prezioso contenuto, la continua a stringere anche quando il vento la scoperchia e porta via l’abito, la stringe quando le ginocchia affondano nella neve, quando si ritrova sprofondata in un burrone colmo di neve, e quando infine una luce si scorge lontana.
Sarà proprio la scatola vuota a rappresentare per Irene la (divertente) soluzione finale che la porterà a concludere felicemente il suo viaggio, giungendo a palazzo, riscaldandosi nelle cure affettuose dei cortigiani, ballando insieme agli invitati e tornando infine felicemente a casa, il mattino successivo, in un dolce lieto fine.
E il vestito?
Il vento era dispettoso, ma forse anche riconoscente il coraggio di Irene e in un qualche modo glielo farà ritrovare e portare a compimento la sua importante missione.
La storia si caratterizza per un incedere regolare, rassicurante nel ritmo e nella suspense crescente. Posizionato sempre su sfondo bianco nella parte inferiore o superiore della pagina, il testo scritto conferisce centralità all’immagine e una sensazione di stabilità alle emozioni della trama.
I disegni di Steig, come già ho avuto modo di dire, hanno un che di fumettistico, si caratterizzano per un tratto rapido e incompiuto, con colori accennati, un bel movimento e una buona resa espressiva (a Ilde non sono piaciuti i nasi un po’ lunghi dei protagonisti!).
Una bella storia che parla ai bambini, al loro coraggio, alle loro paure, al loro desiderio di andata avanti, comunque. Ma anche una storia perfetta per coccolarsi, alla fine, nelle fredde serate invernali.

IRENE LA CORAGGIOSA
William Steig
Traduzione di Mara Pace
Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo di copertina: 15 euro
Età di lettura: dai 4 anni

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