La casa di Pine Island

Silvia Sai

Fresco di stampa per Camelozampa nella collana I Peli di Gatto dedicata ai ragazzi dai 10 anni su, La casa di Pine Island è un romanzo corposo (328 pagine!) che fila agevole in lettura grazie al font alta leggibilità e a una narrazione che parte col botto, resta un attimo sospesa per poi procedere avviluppando con delicatezza ma decisione il lettore.

Polly Horvath è autrice americana prolifica e stimata, con una dignità letteraria che le viene riconosciuta in questa bella edizione italiana, sin dall’affascinante copertina rigida con l’illustrazione di Veronica Truttero che accompagna anche il testo scritto, aprendo squarci delicati in bianco e nero che ho molto apprezzato per la sintonia con le atmosfere narrate.

E’ un libro dall’animo gentile, caldo, in cui anche le ruvidità e spigolosità trovano il modo di esistere con note positive. Il paragone con Piccole donne mi è sorto spontaneo, non solo perché le protagoniste sono 4 sorelle molto unite che se la devono cavare da sole, ma anche per la presenza di un’impalpabile serenità di fondo, “malgrado tutto”.

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Le sorelle McCready, Fiona, di quattordici anni, Marlin, di dodici, Natasha, di dieci, e Charlie, di otto, erano, erano cresciute in una famiglia missionaria ed erano sempre state abituate a saltellare felici e in tutta sicurezza da un capo all’altro del mondo. Finché un giorno i loro genitori si concessero la prima vacanza in assoluto, avendo ricevuto un gruzzoletto da uno zio in età avanzata che “soffriva molto” per il fatto che non avessero mai celebrato la luna di miele e li aveva invitati in Thailandia, dove gestiva un piccolo hotel. Genitori, zio e albergo furono spazzati via da uno tsunami. All’epoca le quattro figlie vivevano nel Borneo, in una casetta nel folto della giungla, senza Internet né telefono…

Ecco dunque che le 4 sorelle, pur avvezze a girare il mondo con i genitori, si trovano catapultate in un’isoletta sperduta in Canada, Pine Island, dove tenteranno di ricostruirsi una vita non senza difficoltà, avendo scoperto al loro arrivo che anche la prozia Martha (di cui loro nulla sanno se non che si è offerta di prendersi cura di loro) è mancata improvvisamente.

A questo punto prende il via il progetto di vivere senza adulti all’insaputa di tutti, per evitare di essere separate, un piano fragile che costringerà le sorelle a fidarsi di adulti bendisposti (la preside in primis) ma anche di adulti che gentili proprio non si direbbero. Come il vicino di casa, uno scrittore abbandonatosi a una vita di vizi e trascuratezza in una roulotte, ma legatissimo alla prozia Martha; lui sarà scelto dalle ragazze come tutore. La danza di sotterfugi e segreti vedrà le ragazze impegnarsi per mantenere un’apparenza di normalità, tra scuola, amicizie, cuori che battono, vivendo giorno dopo giorno, arginando il ricordo doloroso dei genitori e le difficoltà economiche e legali.

Immaginano un futuro, con molta concretezza e un pizzico di illusione. Si fanno strada i sogni, che sono un po’ il nervo della trama. Non solo quelli delle 4 ragazze, ma anche i sogni infranti del vicino e quelli inaspettati della preside.

Il tono della narrazione è asciutto e scanzonato, a tratti commovente, si sorride spesso e ci si sente protetti e sicuri insieme a quelle ragazze che impariamo a conoscere, ognuna con le proprie caratteristiche, dalla più piccola, estroversa e ingenua, l’unica che instaura un legame di affetto con il vicino, alla maggiore, sulla quale pesa tutta la responsabilità delle sorelle, nella sopravvivenza quotidiana e nel farsi erede di valori genitoriali.

Una parte di lei aggiustava costantemente il modo di prendersi cura delle sorelle.

Lei è il personaggio del quale meglio la Horvath ci fa cogliere il punto di vista.

Le sorelle sono forse i personaggi più statici, ma anche quelli che innescano cambiamenti sostanziali in chi sta loro vicino, grazie all’energia che sprigionano e alle relazioni che intessono. E’ sempre grazie a loro che si delinea nel romanzo un’atmosfera particolare, di semplice calore, legata anche al luogo, Pine Island, con la casa immersa nella natura, gli orsi che rovistano nella spazzatura, le moltissime varietà di uccelli, il mare vicino, le strade sterrate, il negozietto…. E’ un’atmosfera che si solleva come una nebbiolina nel corso delle pagine, con piccoli accenni e nessun dilungarsi in descrizioni.

Questo libro in definitiva ci parla della vita. Di cosa a volte ci sbatte in faccia, di come si può vivere giorno per giorno, di come sono degne di attenzione le piccole cose quotidiane, dei pensieri, delle scoperte inaspettate, dei sogni e delle illusioni.

LA CASA DI PINE ISLAND

Polly Horvath, illustrazioni di Veronica Truttero

Traduzione di Alice Casarini

Camelozampa

Anno di pubblicazione: 2022

328 pp. | 14 x 21 cm.

Prezzo di copertina: 15,90 euro 

Età di lettura: dai 10 anni

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