La casa sull’albero

Silvia Sai

In principio è una distesa d’acqua e un orso polare a cavallo di una balena, grande, così grande da occupare l’intera copertina e retro copertina dell’albo illustrato “La casa sull’albero”, di Marije e Roland Tolman, edito in Italia da Lemniscaat.

Poi l’orso nuota solitario in uno spazio vuoto permeato d’azzurro e raggiunge un albero con una casa di legno costruita in modo semplice ed essenziale. Deserta, abbandonata, abitata prima da chissachi.

Ecco un altro orso, bruno questa volta, che si avvicina su una barchetta e inizia ad abitare anch’egli la casa sull’albero. Ora sono in due. Fianco a fianco orso bianco e orso bruno vivono la casa sull’albero nello scorrere del tempo, reso evidente dai diversi colori che si susseguono nel procedere delle pagine, rosso, porpora, giallo, azzurro, infine blu scuro, e la notte e le stelle. Le stagioni, o i momenti di una giornata.

Gli orsi leggono un libro, si spostano sui rami più alti o più bassi, ma sostanzialmente ciò che fanno è guardare. E basta. Nello scorrere del libro osservano ciò che accade attorno a loro. E di cose, a ben vedere, ne accadono parecchie.

Pagina dopo pagina, con un climax crescente, diverse specie animali tra le più varie (frotte di fenicotteri rosa, pavoni, gufi, ippopotami, rinoceronti…) si avvicinano alla casa sull’albero, salgono a bordo, la abitano per un po’. Chi si appoggia delicatamente sui rami, chi si sdraia senza ritegno occupando un piano intero (ippopotamo), chi la prende a cornate (rinoceronte) facendola tremare da cima a fondo, per poi adagiarsi tra i rami e gli altri inquilini, chi la esplora in ogni sua parte, chi vi si appollaia solo un po’.

Vanno e vengono, questi animali. Alcuni attendono un passaggio, forse un amico, un avventuriero, un viandante, come il pavone che sale a bordo di una piccola barchetta-mongolfiera guidata da un altro piccolo orso bruno.

Ognuno sembra stare perfettamente a suo agio nella casa sull’albero. E intanto gli orsi sbirciano, scrutano, guardano, osservano, curiosi. Null’altro fanno.

Infine, come se ne sono arrivati, ripartono, tutti, sempre più minuti all’orizzonte. E i due orsi li guardano, e restano nuovamente soli, sulla casa sull’albero. Iniziano a osservare il cielo, anche perchè si è fatto buio, e ha iniziato a nevicare, allungano un retino e pescano fiocchi di neve. Spuntano le stelle e, uno accanto all’altro, guardano la notte e il cielo, l’orizzonte in alto.

Le grandi tavole a doppia pagina offrono illustrazioni di ampio respiro, allo stesso tempo minute ed essenziali. Spazi pieni e vuoti perfettamente in equilibrio e funzionali alla storia narrata. I dettagli sono pochi ma significativi, dotando il libro di una grande forza comunicativa nonostante l’assenza di parole.

E’ un libro evanescente, impalpabile, sfocato, magico, come un sogno. Lo leggi, rileggi, e rileggi, e ti sfugge, scivola tra le dita. E’ un libro-sensazione. Come una nebbiolina si diffonde e resta impressa nella mente. E’ un silent book dove le sole illustrazioni rendono ancora più libera la lettura e l’interpretazione della storia. Forse può confondere, ma io credo che ai bambini presenti messaggi abbastanza immediati e familiari che catturano la loro attenzione: la casa sull’albero, elemento profondamente radicato nell’immaginario bambino (e non solo!), e i personaggi, gli animali.

Io vi ho scorto un’idea centrale di equilibrio. Da un lato la stabilità, il radicamento, la quotidianità, la fermezza, resa simbolicamente dalla casa e dall’albero, e dalla coppia di orsi, complici nella loro contemplazione, da nulla sconvolta. Dall’altra la straordinarietà, il movimento,  il viaggio, gli approdi, le partenze. Non c’è conflitto, non c’è instabilità. Tutto è in sereno equilibrio. Trasmette pace e serenità. Lo definirei un libro zen!

E’ una storia di incontri, io la racconterei così. Tra i due orsi… ma chi sono, chi diventano? Due amici? Una famiglia? Fratelli? Femmine? Maschi? Compagni di viaggio?  Comunque sia, due persone (ehm) che stanno bene insieme, tra di loro quando sono soli, e quando sono con mille altri ospiti tra i più strani venuti da lontano. Due che rispettano, accettano, osservano curiosi, non rifiutano nessuno, accolgono. O una storia di viaggi, o una metafora della storia dell’uomo, del suo eterno peregrinare alla ricerca di un luogo in cui vivere. E poi, si inizia con l’acqua, passando sulla terra, culminando in aria, nel cielo. Altra metafora… ? Chissà.

Solo la fantasia dei bambini con cui leggeremo questo libro ci potrà svelare le tante storie racchiuse…

 

Silvia

Marije e Ronald Tolman sono figlia e padre olandesi. Lei famosa illustratrice di libri per bambini e lui rinomatissimo incisore. Il libro ha vinto il Bologna Ragazzi Award 2010 sezione Fiction. Nel 2012 è uscito il secondo libro (sempre silent book) dei Tolman dal titolo “L’Isola”, protagonisti e suggestioni simili al presente. Vi consiglio la lettura della recensione di Gavroche.

 

LA CASA SULL’ALBERO
di Marije e Ronald Tolman
Lemniscaat (Il Castello Editore)
Anno di pubblicazione: 2010
32 pp. – Prezzo: 18 euro.
 

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2 risposte a “La casa sull’albero”

  1. ketty ha detto:

    Solo a leggere la tua recensione mi sono rilassata. Figurati quando lo leggerò. Grazie, Silvia. Buona giornata. Ketty

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