Il “papà” nei libri per bambini e ragazzi

Galline Volanti

A dicembre 2017 l’incontro mensile del nostro gruppo di lettura “Libri sCOVAti” è stato dedicato alla figura del papà nella letteratura per bambini e ragazzi.
Come spesso accade durante gli incontri, il tema è stato volano di numerosi confronti e discussioni; in un attimo, complice la presenza di ben tre papà e nuovi partecipanti al gruppo, ci siamo trovati a parlare della figura del padre nella realtà di oggi, di ruoli familiari e genitoriali, di stereotipi e di paesi e culture lontane.

Questo è il bello: i libri e le storie fanno volare…

La prima considerazione emersa riguarda le storie rivolte ai bambini più grandi e ai ragazzi, pensiamo alla narrativa in particolare. In quei libri la rappresentazione del papà soffre un po’. Ossia, spesso si trovano papà sopra o sotto le righe, papà incompetenti nel loro ruolo genitoriale, papà impacciati, assenti, persino violenti. Non sempre, ma spesso.
Sono stati citati tra gli altri i libri di Guus Kujier (Il libro di tutte le cose, Un’improvvisa felicità), ma pensiamo anche al papà di Victoria sogna di De Fombelle, o a Il sole fra le dita di Gabriele Clima o al bizzarro papà descritto da David Almond in Mio papà sa volare, dove i ruoli di cura e responsabilità tra genitore e figlio sono completamente invertiti.

Un ritratto diverso di padre nella narrativa è stato indicato in David Grossmann, grande scrittore che, forse in chiave autobiografica, propone spesso padri affettuosi, complici e adeguati.

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Ci siamo chiesti: È un segno dei nostri tempi? Riflette la “crisi del padre” di cui molti oggi parlano come cambiamento antropologico? È solo la figura del padre a essere “in crisi” nella letteratura o si accompagna a una rappresentazione complessa generale della famiglia?

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Diversi sono anche gli albi illustrati in cui si può trovare una simile rappresentazione. Abbiamo letto Gorilla di Anthony Browne (citando anche Voci nel parco), e pure La balena della tempesta di Benji Davies; e come non pensare a Giosetta e il suo papà?
Tutti padri distanti, assenti nel presenza, incapaci (anche se nel finale si risollevano!)

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Ci siamo chiesti: E le madri? Anche la rappresentazione delle madri incontra storie di difficoltà e inadeguatezza? Abbiamo concluso che no, o perlomeno molto meno frequentemente. La mamma è sempre la mamma. Forse perché non si può accettare una “crisi” della sua figura, tanto più nelle storie rivolte ai più piccoli?

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E così ci siamo spostati a parlare dei libri dedicati agli 0-5 anni.
Qui, abbiamo condiviso, la figura che si cerca di veicolare è decisamente quella di un padre empaticamente presente e affettuoso.

Abbiamo citato Le mani di papà e Papà, mi prendi la luna, per favore?, ci siamo dilungati a discutere attorno a Quando sarò grande (per alcuni veicolo di un pensiero troppo adulto e stucchevole) e Chiedimi cosa mi piace (troppo sdolcinato per alcuni); abbiamo conosciuto la figura di un papà-mammo in Il papà e i suoi dieci bambini e di sfuggita abbiamo incontrato l’originalità di Corentine in Papà!.

E poi siamo passati ai papà giocherelloni. Quelli la cui rappresentazione evoca una relazione fatta di giochi, scherzi e avventure. Come non pensare ad esempio a Blub blub blub, a Pietro Pizza o a P di Papà? E il travolgente signor Mellops?
Questi papà riflettono senz’altro un ruolo ben consolidato di padre nella famiglia. Semplificando, la mamma è dedita alla “cura”, il padre al gioco (almeno negli ultimi anni).

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Siamo giunti così alla discussione finale, generata da un’unica grande domanda:
I libri, e le loro storie, riflettono la realtà o sono portatori di cambiamento suggerendo scenari di realtà possibili e forse auspicabili?

Come ad ogni incontro, ognuno si è portato a casa un piccolo bagaglio di domande, risposte, pensieri, letture, e relazioni.

Evviva!

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Una replica a “Il “papà” nei libri per bambini e ragazzi”

  1. Gomitoliamo Blog ha detto:

    Grazie per tutti i bei consigli di lettura sulla figura del papà! Buona giornata 🙂

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