La tempesta

Silvia Sai

La tempesta è uno di quei libri che non dovrebbe mancare nello scaffale di un bambino. Scritto da Florence Seyvos e illustrato da Claude Ponti, in Italia è edito da Babalibri.

Non dovrebbe mancare perché racconta una storia di resilienza e coraggio, narra dell’unione che dà la forza per affrontare e superare le prove più difficili della vita. È una storia che scatena emozioni forti e ci fa stringere l’uno all’altro.

E quindi, ci insegna qualcosa? Ci spiega e educa a valori importanti? No.

Questo libro non dovrebbe mancare nello scaffale di un bambino perché, semplicemente, fa sognare, trascinando dentro a una storia con un brivido di paura, un sorriso, molta partecipazione e molte domande.

Come diciamo spesso dei libri che riteniamo di qualità, è una bella storia perché apre orizzonti.

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Quando scrivo che l’albo La tempesta chiude molte domande è proprio vero perché se la trama è piuttosto lineare, sono i dettagli e le sfumature a insinuarsi nel lettore come un piccolo tarlo curioso.

Questa sera arriverà la tempesta, ma Giulietta non ha nessuna paura. Vorrebbe anzi che incominciasse subito. Il vento soffierà forte, tanto forte da sradicare gli alberi.

Questo l’esordio. In apparenza, nulla di strano. Ma a un lettore attento non sfuggiranno alcuni dubbi: come essere sicuri che la tempesta arriverà, perdipiù sradicando alberi? perché Giulietta non ha nessuna paura? e perché mai vorrebbe che incominciasse subito?

Restiamo in questa prima pagina e aggiungiamo anche il ruolo delle illustrazioni di Claude Ponti, autore che amiamo moltissimo per il suo stile unico: il cielo è sì ritratto all’imbrunire ma è tinto di rosa; Giulietta se ne sta affacciata al balcone in abito rosa e fiocchetto rosso in testa quasi come una principessa, ma è una topolina! (di quelle simpatiche ma mica tanto belle tipiche di Ponti).

Come dire, i disegni raccontano anch’essi una storia che di certo non offre risposte. Proseguendo infatti, vediamo la casa di Giulietta essere uno strambo castello scuro in una landa desolata e solitaria, decisamente inquietante.

E poi la tempesta giunge davvero, e scopriamo che non ci sono affatto alberi da sradicare, ma il vento arriva e “mormora, fischia e vuole entrare / gira attorno alla casa / soffia sulle tegole che volano via”. In un crescendo di pathos perfettamente reso nel dettaglio da parole e immagini, la tempesta si anima fino ad entrare nella stanza, spazzando via e distruggendo tutto. Sì, tutto, o quasi.

Ma che combina nel frattempo Giulietta (che ha anche una mamma e un papà)?

Affronta la tempesta proprio come ci era stato raccontato all’inizio. Serena, serafica, sorridente, con la sua piccola bambola in braccio. Non ha paura, non è rassegnata, non combatte nemmeno la tempesta. Semplicemente sta.

Qui risiede la grande forza del libro, il suo essere distante da qualsiasi valore/volere morale. Giulietta vive. Quanto è confortante la sua immagine e il suo comportamento! E quanto è liberatoria quella sottile ironia che gli autori infilano nelle pagine. Già, perché sono i genitori ad avere quasi paura della tempesta -ma gli autori non ce lo dicono mica! -. Augurano la buonanotte a Giulietta, le dicono “non aver paura” e lasciano le luci del corridoio accese.

E quando irrompe la tempesta, sbucano nella camera di Giulietta coi cuscini sotto braccio chiedendole di far loro posto nel suo letto. Ma sono sempre sorridenti! E costruiscono pure una graziosa tenda con cuscini e lenzuola! La perfetta armonia tra paura/mistero, conforto/dolcezza e ironia prosegue mentre la stanza pian piano, sotto una pioggia torrenziale, si trasforma, intuiamo tra le ombre. La famiglia si attrezza a superare la notte (solo quella?) e il papà recupera oggetti importanti (?) per una “grande merenda notturna”.

L’armonia piacevole nella tenda-letto è resa con colori caldi e volti sorridenti mentre l’infuriare della tempesta all’esterno si dipinge di scuro e colori freddi. Lo stridente contrasto acuisce la suspense e ci fa esclamare: oh mamma, e ora che succede? Succede che il vento si scatena.

Ha deciso di far crollare la casa.

La casa crolla davvero, e gli autori non risparmiano dettagli, né visivi né testuali, dipingendo intensamente il frantumarsi di qualsiasi certezza.

Viene da trattenere il respiro mentre si volta la pagina.

La famigliola (ovviamente) è sopravvissuta ed è pacificamente accomodata nella tenda-letto che ora è pure barca, in uno sconfinato mare. La conclusione giunge meravigliosa quando Giulietta chiede ai genitori: “E ora, che facciamo?”.

Ognuno di noi se lo chiederebbe in quella situazione, ogni lettore se lo è chiesto prima di voltar pagina. Io non vi svelo cosa risponde la mamma. È una sola parola che chiude (o apre) il senso di tutto il libro.

LA TEMPESTA

Florence Seyvos (testo), Claude Ponti (illustrazioni)

Traduzione di Federica Rocca

Babalibri

Anno di pubblicazione: 2008

Prezzo di copertina: 12,50 euro

Età di lettura: dai 3 anni

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Una replica a “La tempesta”

  1. Eleonora ha detto:

    Unico e coinvolgente

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