Lampedusa raccontata alle mie bambine…

Ada

Lampedusa pare , a vederla dal continente, un luogo in cui si vive perennemente in emergenza, rincorrendo alla velocità del lampo, disastri e tragedie. Lampedusa, invece,è tanto altro…

Una volta sognai di essere una tartaruga gigante con scheletro d’Avorio che trascinava bimbi e piccini e alghe e rifiuti e fiori e tutti si aggrappavano a me, sulla mia scorza dura. Ero una tartaruga che barcollava sotto il peso dell’amore molto lenta a capire e svelta a benedire. Così, figli miei una volta ci hanno buttato in acqua e voi vi siete aggrappati al mio guscio e io vi ho portati in salvo perché questa testuggine marina e’ la terra che vi salva dalla morte dell’acqua – Alda Merini

Ecco Lampedusa spiegata alle mie bambine: una enorme tartaruga che diviene salvezza e crocevia di migliaia di vite, strada del mare su cui purtroppo tanti la vita la perdono.

Lampedusa

Ho imparato un poco a conoscere quest’isola sotto un altro punto di vista, quello che forse in realtà le appartiene, quello non mediatizzato; poco, perché 15 giorni, per di più di vacanza, non sono nulla di fronte a millenni di vita dell’isola, ma certamente ho cercato di esplorarla con gli occhi di persona curiosa, portando le mie figlie alla scoperta di questo luogo. Lampedusa e’ un posto incantevole, terra aspra ma al contempo ricca e fertile. Si e’ trovata ad essere ancora una volta crocevia di uomini e religioni, come tante volte in passato. Vivere qui e’ meraviglioso e al contempo difficile. Qui ci sono i resti di un passaggio tragico di destini e persone, molte delle quali transitano per le nostre città, ora alla ricerca di fortuna ora, a volte, purtroppo di altro.

Ci siamo preparati per questa migrazione al contrario, Reggio Emilia-Lampedusa in macchina, un viaggio attraverso l’Italia, aprendo gli occhi sulle meraviglie del mare, della natura ma al contempo sui segni, sui resti, sui frammenti di vite che per l’isola sono transitati e che convivono pacificamente, come se nulla fosse, accanto allo scorrere quotidiano della vita.

Ci sono libri che ci hanno aiutato ad avvicinarci a qualcosa che è più grande di noi, ad avvicinarci, con la mente allenata a leggere destini piuttosto che a cercare tragedie, a capire cosa spinge le persone ad affrontare traversate su mezzi di fortuna, a intravedere che cosa si aspettano di trovare e chi sono le persone che li traghettano da una costa all’altra…

Eccone alcuni che ci hanno colpito…

Leyla nel mezzo una graphic novel di Sarah Garland Edizioni Lo Stampatello

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Un libro quanto mai attuale, anche alla luce dei conflitti in Siria o a Gaza; il punto di vista di una bambina, come tante, che racconta dei suoi giochi, della sua quotidianità, delle amicizie e del suo andare a scuola in un lontano paese, una esistenza serena che si incrina e diventa preoccupazione e fatica allo scoppiare della guerra, che costringe Leyla e la sua famiglia ad imbarcarsi per attraversare il mare, un mare che lei non sapeva nemmeno immaginare…La paura, una volta approdata in terra straniera, si trasforma per Leyla in disorientamento, nel sentirsi fuori posto in un luogo che non riconosce come suo, nel non sentirsi a casa, nel dover trovare equilibri nuovi e diversi con amici e compagni. Un libro che porta un messaggio di speranza, perchè Leyla, alla fine, trova la pace, sia del corpo che dell’anima, quella pace che le mancava nel proprio paese. Un libro che al contempo indica anche strade e direzioni per chi incrocia la vita di chi è appena arrivato, per guardare oltre ciò che si vede o ciò che sembra, per guardare al cuore delle persone.

Il libro è nato, nella mente dell’autrice, quando è entrata in contatto con il mondo dei bambini rifugiati in Inghilterra grazie ai racconti della cognata, insegnante di sostegno per l’inserimento dei bambini migranti nelle scuole di Oxford. Lei le ha mostrato i disegni di questi bambini e raccontato storie faticose e tragiche. Ma allora Sarah aveva quattro figli piccoli e poco tempo per dedicarsi ad un progetto importante. Anni dopo, con il marito si sono trasferiti temporaneamente in Nuova Zelanda. Lì, uno dei primi giorni, Sarah, alla ricerca di qualche pezzo per arredare e rendere casa quella che li avrebbe ospitati temporaneamente, si è trovata in un “charity shop”, una sorta di piccolo mercatino della Caritas qui in Italia. E lì è stata folgorata, colpita dagli sguardi bassi e carichi di ansia di una famiglia di migranti Birmani. Ha così iniziato una ricerca diversa, quella di un libro per bambini che permettesse a chi migrante non era di capire o avvicinarsi ad un altro mondo e a chi migrava di riconoscere e dare un nome e una legittimità a quello che stava vivendo. Ha preso così contatti con la comunità Birmana in Nuova Zelanda, ha conosciuto insegnanti e visitato le case modeste ma piene di dignità di queste famiglie. Lì ha notato come, in ogni casa, vi fossero colorate coperte tipiche della tradizione birmana, coperta che è ritornata nel suo libro, come la coperta della nonna di Leyla, quella coperta che la teneva stretta al suo paese ed ai suoi ricordi.

La storia di Leyla, quando è stata concepita, voleva essere slegata appositamente da ogni fatto concreto o tragedia in corso, in modo da renderla trasversale e vera in ogni contesto. Leyla è ispirata ad una bambina ebrea di cui l’autrice aveva letto la storia e ad una bambina curda di cui aveva visto la foto in un giornale. Ma, in fin dei conti, Leyla ha una vita propria, vissuta con coraggio, umorismo e forza.

Fu’ad e Jamila di Cosetta Zanotti e Desideria Guicciardini – Lapis Edizioni

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Fu’ad e Jamila li immagino invece come due novelli sposi; dovrebbero essere nel pieno della felicità, aspettano il loro primo bambino, la vita davanti piena di opportunità…tutte però al di là del mare, “nella terra dove tutto è possibile, là dove la notte non esiste e il cibo non manca”. Un libro edito da Lapis e scritto, in collaborazione con la Caritas, da Cosetta Zanotti e illustrato da Desideria Guicciardini.

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Un libro non facile da leggere ai nostri bambini, perchè suscita in noi adulti subbugli emotivi, porta la voce ad incrinarsi e le lacrime ad affiorare. Le illustrazioni nitide, fatte di contrasti di colori e linee, quasi a ricordarci  come il mare separi mondi così diversi, ci accompagnano in questo viaggio a bordo di una barca sovraccarica “La barca scricchiolava. Dava l’impressione di non reggere il peso di tutte le persone accalcate una sopra l’altra, ma ancor più sembrava non reggere il peso dei loro pensieri.” Fu’ad e Jamila sono a un passo dal perdersi per sempre, naufraghi in un mare che non conoscono, ma, a volte, i miracoli accadono ed è bello che sia così in un libro per bambini, un libro che dona speranza, perchè il libro si chiude con il vagito di un bambino, il loro bambino, nato fra le braccia di un soccorritore. “Quant’è grande l’amore? – chiese un soccorritore ad un altro guardando Jamila e Fu’ad che abbracciavano il bambino. Non lo so di preciso – rispose – forse quanto il mare. E che faccia ha? – chiese ancora l’uomo commosso. Oggi è quella di questo bambino! – rispose l’amico accarezzando il neonato.”

Leyla, Fu’ad e Jamila ci raccontano storie molto esplicite e dirette, adatte certamente a bambini più grandicelli (8-10 anni), ma vi sono molti libri che aiutano a parlare di migrazione lasciando spazio alle domande, senza forzare dunque la lettura di situazioni per cui i bambini magari non sono pronti, libri certamente adatti anche a bambini più piccoli. Qui ve li segnaliamo con promessa di parlarne in un post successivo…

Migrando di Mariana Chiesa Mateos – Orecchio Acerbo

L’isola del piccolo mostro nero-nero di Davide Calì, ill. di Philip Giordano – Zoolibri

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