Letture ad alta voce: 3 libri per bambini grandi

Silvia Sai

Mi chiamo Patrizia e sono lettrice volontaria per il progetto Nati per Leggere a Reggio Emilia. Da sempre la lettura a voce alta mi appassiona: merito sicuramente di mia madre che, spesso, la sera mi leggeva nel suo letto anche quando ero in grado di farlo autonomamente.
A scuola ero sempre pronta a prestare la mia voce per il resto della classe! Mi piacciono i bambini, le uniche persone che ancora sanno stupirmi, per questo dedico loro gran parte del mio tempo.
Ho accolto con entusiasmo la proposta di Ada e Silvia a collaborare e condividere pubblicamente la mia esperienza di lettrice, aprendo la mia “valigia rossa” per raccontare un pezzettino di me, attraverso gli albi illustrati che leggo in pubblico.

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In qualità di lettrice per il progetto NatiPerLeggere, sono invitata a svolgere la mia attività in vari ambiti, per una fascia d’età che va per lo più, dai 18 mesi ai 6 anni.
Accade però, sempre più frequentemente, che vengano richieste letture anche nelle scuole primarie e secondarie di primo grado.

Basti pensare alla settimana di “Libriamoci“, l’iniziativa di lettura ad alta voce nelle scuole promossa dal Ministero dei Beni Culturali in collaborazione col Ministero dell’Istruzione, con un progetto rivolto ad avvicinare gli studenti alla lettura e alla scoperta di nuovi autori, che mi vede da qualche anno coinvolta.

O alla Giornata della memoria alle vittime dell’Olocausto, il 27 gennaio, che ci vede impegnate in letture con bambini e ragazzi.

Come non pensare alla “Notte dei racconti“, che annualmente, in attesa di Reggionarra a Reggio Emilia, trasforma scuole, biblioteche, librerie e case in luoghi magici, dove i libri prendono vita e regalano intense emozioni.

Numerose sono inoltre le richieste su progetti a scuola in cui insegnanti, biblioteche e lettori ad alta voce collaborano su letture a tema.
Ricordo, in particolare, alcune bellissime attività svolte con classi di scuola primaria su Italo Calvino, con letture che spaziarono da brani tratti da Il barone rampante, Marcovaldo, inframezzate dalla raccolta delle Fiabe Italiane.
O un percorso dedicato alle letture divertenti, dove tra un Pelinfaccia di Roald Dahl, alcune Rime di rabbia di Tognolini e tra le decine di scuse di Non ho fatto i compiti perché? di Davide Calì, uscì una mattinata all’insegna dell’ilarità, dove le insegnanti si stupirono di quanto io, per prima, mi divertissi a leggere loro.

Tutti questi interventi ci riconducono a quanto afferma Aidan Chambers nel suo Il lettore infinito:

Leggere ad alta voce ai bambini è fondamentale per aiutarli a diventare lettori. Ed è un errore pensare che sia necessario farlo solo nelle fasi iniziali, cioè in quel periodo che definiamo “di apprendimento della lettura”. In realtà, la lettura ad alta voce ha un tale valore, e l’apprendimento della lettura e un processo talmente lungo e complesso, che è necessario leggere ad alta voce lungo tutto il percorso scolastico.

Ecco dunque che le letture ad alta voce di albi illustrati coinvolgenti, o divertenti, si inseriscono in un percorso intrapreso in tenera età, per proseguire accompagnando i più grandicelli al piacere della lettura come opportunità di crescita.

IL LIBRO SENZA FIGURE

B.J. Novak
Bompiani
Traduzione di Daniela Almansi

Lessi per la prima volta questo libro in inglese, dopo aver visto la performance dell’autore su YouTube: rimasi colpita dalle fragorose risate dei bambini che ascoltavano la lettura a voce alta di The book with no picture.

Provai a farne una traduzione che non osai mai proporre e quando, finalmente, in occasione della Fiera internazionale del libro per ragazzi di Bologna, tra i vari stand, incappai nella versione tradotta in italiano, senza alcuna esitazione, ne acquistai una copia.
Ora, il testo a me pare il copione di un film comico. Non a caso l’autore, J.B.Novak, è attore, produttore televisivo e sceneggiatore statunitense, ambiti in cui chi legge deve attenersi fedelmente a quanto scritto, interpretando così il doppio ruolo di lettore/attore.
Ne Il libro senza figure non ci sono illustrazioni, ma solo parole che sono suoni gutturali, versi strampalati, improponibili canzoni, il tutto condito con onomatopee e frasi senza senso.

L’abilità di chi legge è proprio quella di creare una situazione in cui, chi ascolta, ha il desiderio di continuare a sentire questa ridicola commedia, perché, se l’inizio può sembrare serio, il seguito è un susseguirsi di dialoghi tra il lettore e il libro che coinvolgeranno gli ascoltatori al punto di scatenare l’entusiasmo generale.

Se la scommessa era divertire con un libro senza illustrazioni e con un testo ridotto, l’autore ha certamente vinto la sfida, considerando per altro che nemmeno la copertina può definirsi attraente. Ma, una volta aperto, si viene travolti da una grafica in cui colore e grandezza delle lettere assumono il valore di una vera e propria immagine.
L’invito finale a non scegliere più di leggere, per una prossima volta, un libro senza figure, è una vera e propria provocazione che infervora i bambini, i quali, neanche a farlo apposta, vorrebbero rileggerlo subito dopo.
La parola fine chiude, o meglio, ci rimanda all’ennesimo verso “no sense”, uno “SDONG” che strappa l’ennesima risata.

IL PRINCIPE TIGRE

 Chen Jiang Hong
Babalibri

La sola immagine di copertina esprime la forza, la disperazione e l’amore che pervadono il racconto.
L’autore ed illustratore Chen Jiang Hong è anche pittore, laureato all’Accademia di belle arti di Pechino e, come spesso usa fare, anche in questo albo utilizza sapientemente la tecnica ad inchiostro e colori su seta.
Storia poetica e al contempo commovente, ispirata a una leggenda cinese, racconta di come un bebè, di nome Ziwen, fu cresciuto da una tigre.

La lettura, abbinata a disegni di una bellezza struggente, assicura un momento ad alto impatto emotivo.

È la storia di una tigre che vaga in preda ad una disperazione inconsolabile, tra boschi e villaggi di uomini: alcuni cacciatori, scoprendo la sua tana, hanno ucciso i suoi cuccioli e colpito lei con una freccia.

Sanguinante per la ferita, ma ancor più col cuore grondante e dilaniato dal dolore per la perdita subita, seminerà il terrore, distruggendo case e divorando animali, uomini e bambini.

L’imperatore decide così, di porre fine ai ripetuti attacchi organizzando l’esercito per combatterla e ucciderla, ma la saggia veggente Lao Lao lo avverte: “Solo una cosa potrà placare la rabbia della tigre, il sacrificio di vostro figlio Wen“.
L’imperatore e l’imperatrice, entrambi col cuore spezzato, accolgono questa come sorte del loro unico figlio e dopo un breve rituale preparatorio, la madre dona lui una giada che lo proteggerà, mentre al padre spetterà il compito di accompagnarlo oltre il bosco, sino al limite del territorio della tigre.

Ha inizio così il lungo percorso di crescita di Wen che accolto dalle fauci della tigre, prima con istinto predatorio ed assassino, poi con ravveduto istinto materno, apprenderà le dure regole della foresta e il rispetto per gli animali, divenendo un ragazzo forte ed impavido che non solo riporterà serenità nell’animo della tigre, ma anzi la proteggerà, salvandola, dall’attacco dei soldati dell’esercito del padre.

Il ragazzo, tornato a casa per apprendere ciò che fanno i prìncipi, non dimenticherà mai la sua mamma tigre ed anzi, ogni anno si recherà al limite del suo nascondiglio per rivederla ed un giorno portarle il proprio figlio:
Tienilo con te il tempo necessario per insegnargli tutto ciò che deve sapere una tigre. Solo così potrà diventare un principe“.

Ascoltando questa storia, i bambini rimangono visibilmente commossi da tanto talento narrativo e grafico, e molto affascinati, quasi increduli: un loro coetaneo cresciuto da una tigre!

I FANTASTICI LIBRI VOLANTI DI Mr. MORRIS LESSMORE

William Joyce
Rizzoli

La storia di Mr. Morris Lessmore ha vinto l’oscar come miglior cortometraggio d’animazione nell’anno 2012 e, se non lo avete ancora visto, prendetevi 15 minuti di tempo per farlo: è travolgente!
È diventato, in seguito, un libro per bambini, ma non solo: uno di quei libri senza età, per tutti coloro che ricercano belle storie, semplici eppure complesse, piena di cerchi concentrici di significato.
I fantastici libri volanti di Mr. Morris Lessmore  racconta il viaggio di questo simpatico personaggio, un’avventura tra gioie e dolori, il racconto della vita con la sensazione che tutto alla fine può essere perfetto, per lo meno in questo libro.

Grazie all’amore per le storie e per i libri, Morris si salva da un terribile uragano che sconvolgerà completamente la sua vita rendendo il suo mondo completamente grigio.

A questo punto del testo, l’alternanza di bellissime illustrazioni con sfumature tra il colore e il bianco e nero – non proprio una novità – vengono utilizzate come strumento efficace a comprendere i momenti drammatici che oscurano il cammino di vita di Morris.
Fino a quando, inaspettatamente, una graziosa fanciulla, volteggiando nell’aria trascinata da decine di libri volanti, come fossero tanti palloncini, riporterà colore e gioia, ma soprattutto condurrà il nostro protagonista in un posto straordinario, dove molti libri si erano fatti il nido: una biblioteca.

Qui ricomincerà la sua nuova vita e giorno dopo giorno si prenderà cura di tutti i libri riposti tra gli scaffali, riordinandoli, rilegandoli, a volte pure perdendosi tra le pagine per giorni interi, ma soprattutto condividendoli con tutti: “c’è una storia per ciascuno“, diceva Morris.

Mese dopo mese, anno dopo anno, occupandosi dei suoi libri, Morris cresce e invecchia e giunto oramai alla fine di questa sua meravigliosa vita, librandosi in cielo appeso ad un gruppo di libri volanti, saluta dall’alto i compagni di una vita e torna giovane come la prima volta che li vide.

Il messaggio è davvero illuminante: il potere salvifico dei libri nel portare calore e conforto in ognuno di noi, anche nei momenti più bui.

Qualche altra storia bella da narrare ad alta voce?

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