Lo spazio lettura…un posto fantastico e silenzioso

Galline Volanti

Giovanni ha sei anni ed è appena atterrato alla scuola primaria Italo Calvino. Con lui la sua mamma Marina.
Cosa mai pensavano prima della scuola? Forse non avrebbero immaginato uno spazio lettura (volutamente non denominato “biblioteca scolastica”) come quello che è stato costruito, in un anno di duro lavoro partecipato, da genitori e insegnanti.

(Potete leggere come è stato immaginato e realizzato in questa piccola guida pratica, qui le foto e la sua inaugurazione, qui qualche aggiornamento sulle attività, e infine come è stata selezionata una bibliografia iniziale di base).

Lasciamo ora la parola a Marina, e allo sguardo di Giovanni, in un racconto delicato che scalda il cuore e ci fa capire che la strada della partecipazione e della creazione di momenti diffusi di cultura, lettura e narrazione è quella giusta!

Succede.

Anche se non te lo aspetti. Anche se, dopo averlo desiderato tanto nelle lontane notti insonni di reflussi e coliche, adesso avevi trovato il tuo equilibrio e proprio non ci pensavi più. Anzi, forse l’avresti anche rimandato molto volentieri.

Eppure succede.

Succede che tuo figlio cresca, allarghi i suoi orizzonti, si stacchi dalle tue mani e…vada alla scuola primaria! Già, la Scuola Primaria!! Quella dei compiti e dei giudizi, delle schede da incollare e da colorare. Quella dei voti, dei quadretti, dei banchi scomodi e delle maestre distanti.

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E tu che vieni da Mantova e hai imparato a conoscere il mondo incantato delle Scuole dell’Infanzia di Reggio Emilia solo negli ultimi tre anni, grazie proprio ai tuoi figli e alla nuova vita che fai qui con la tua famiglia, adesso hai paura.

Paura che tutto quel mondo incantato, costruito sul dialogo e sul confronto, possa finire. Hai paura che non ci sarà più spazio, alla Scuola Primaria, per le avventure, le scoperte, le emozioni. Hai paura, semplicemente, e che tuo figlio possa lentamente perdere la capacità di tenere gli occhi aperti, per cercare, e le mani curiose, per scavare.

Ma poi succede che tuo figlio vada alla scuola “Italo Calvino”.

E allora succede qualcosa di inaspettato.

Rebecca Cobb
Immagine di Rebecca Cobb

Succede che il giorno dell’accoglienza a scuola, una maestra prenda per mano tuo figlio e, senza usare le parole, lo conduca dietro ad una porta. E quel giorno succede che tu, che non vuoi fare la mamma apprensiva, resti ferma nell’atrio. Ancora non sai cosa ci sia esattamente dietro quella porta. Ne hai solo sentito parlare in qualche chat di mamme che raccontavano di una inaugurazione imminente dello “Spazio lettura” della scuola Calvino. E anche se ancora non sai cosa sia quello spazio, dietro quella porta, tu vedi tuo figlio uscirne con il sorriso largo, perso tra le onde del mare di Guizzino.

E poi succede ancora qualcos’altro. Succede che, pochi mesi dopo, così, quasi per caso e senza troppo preavviso, tu sia dietro quella porta, dentro quello spazio comodo e accogliente, seduta ad un tavolo con genitori e insegnanti. Sì, genitori ed insegnanti insieme, come accadeva alla Scuola dell’Infanzia! Insieme a mescolare pensieri per aprire nuove strade. Gratuitamente e con entusiasmo, genitori ed insegnanti insieme, per progettare bancarelle e narrazioni, spazi di incontro e formazioni.

E succede, persino, che quei pensieri, che tu ancora osservi silenziosa, in punta di piedi, diventino progetti concreti, da realizzare e libri nuovi, da regalare. Eh già, perché, alla Calvino, succede pure che una famiglia, da sola o insieme ad altre, possa comprare un libro per regalarlo allo Spazio lettura. Così, semplicemente, per il gusto di condividerlo con gli altri e arricchire lo scrigno di racconti.

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Senza che nemmeno tu te ne accorga, le cose continuano a succedere, intorno a quello spazio lettura. Succedono le narrazioni al mattino, per le classi, le formazioni con Officina educativa, la sera, per i genitori narratori. Succedono la bancarella di S. Prospero, quella di S. Lucia, la notte dei racconti dentro la scuola.

Succede, così, che tu possa incontrare genitori ed insegnanti, persone appassionate che cercano di lasciare il mondo un posto migliore di come lo hanno trovato, per dirla come Baden Powell (ndr fondatore del movimento scout). E tu, che avevi tanta paura, inizi a pensare che puoi ancora entrare nella scuola per dare testimonianza a te stesso e ai tuoi figli, di cosa voglia dire veramente essere un cittadino che partecipa in modo attivo, con le risorse che hai e che ti senti di  mettere in campo.

E se ancora tutto questo non bastasse, succede anche che, in un freddo pomeriggio di febbraio, tu apra il quaderno blu di tuo figlio e ci ritrovi dentro una pagina con scritto

Oggi sono andato nello spazio lettura…è un posto fantastico e silenzioso. Il libro che ho scelto di guardare è i maestri dell’arte.

Succede che allora resti senza parole a guardare tuo figlio di 6 anni che calcia una palla contro la colonna di casa (sì, in un momento così succede anche che gli lasci calciare la palla contro la colonna di casa..).

Succede che gli chiedi cosa pensi davvero, lui, di quello spazio lettura.

Succede allora che lui si fermi, un istante, e con semplicità, mentre ancora calcia la palla, ti risponda:

Beatrice Cerocchi
Immagine di Beatrice Cerocchi

“Mamma, mi piace. Quello è uno spazio intelligente.. chi scrive i libri è intelligente, chi li ha messi lì tutti insieme è ancora più intelligente.. e io, quando ci entro, e posso guardare tutti quei libri in libertà, io allora mi sento più intelligente, dentro.”

Immagine di Tatsuro Kiuchi

Beh, se, come diceva Calvino, “la fantasia è un posto dove ci piove dentro”, preparate ombrelli e stivali perché in quello spazio, ci piove tanto. Ogni giorno un pochino di più.

[Le Galline ringraziano dal profondo del loro cuore Marina e suo figlio Giovanni – 6 anni – per le parole che ci hanno aperto il cuore e rinforzato le ali per andare ancora avanti!]

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