Lucilla

Silvia Sai

Mi piace iniziare l’anno di consigli letterari con il libro Lucilla di Annet Schaap che mi sono gustata con gran piacere durante le vacanze natalizie. Un romanzo che consiglio moltissimo. Iniziare l’anno così è un immenso piacere!

Al suo esordio come scrittrice – è nota come illustratrice – Annette Schaap dà prova di essere ottima narratrice in questo libro che si costruisce attorno a un’architettura narrativa impeccabile, in cui ogni elemento si svela nello scorrere della storia, il ritmo si alterna in pause e accelerazioni, insieme a punti di vista originali.

Ottima è la scrittura, ancor più illuminata probabilmente dalla traduzione di Anna Petrucco Becchi: impossibile restare indifferenti leggendo alcuni passaggi del testo!

A tutto ciò si aggiunge una trama appassionante, un pizzico di suspense e mistero, echi fiabeschi piuttosto evidenti, personaggi ben delineati nelle loro caratteristiche umane e nel loro evolversi nel corso della storia. Una storia che si delinea nella trasformazione e nella formazione, della protagonista in primis, Lucilla, ma anche dei personaggi di contorno che appaiono sempre più intriganti e determinanti nella costruzione narrativa e nelle loro relazioni.

Insomma, tanti sono gli elementi che rendono Lucilla un libro vitale e appassionante.

Lucilla-Annet-Schaap-Nuova-Frontiera-Junior

Lucilla – che in verità si chiama Emilia – è un personaggio con cui entriamo in sintonia sin da subito: premurosa, coraggiosa, “con sempre tante cose dentro la sua testa”.

L’esordio conferisce subito carattere al romanzo (ve lo riporto in calce al presente articolo), catapulta il lettore in una dimensione empatica con Lucilla e introduce immediatamente una questione drammatica che darà l’avvio al susseguirsi degli eventi.

Lucilla vive insieme al padre, guardiano di un faro su un isolotto non distante dalla terraferma. Lucilla lo aiuta nelle mansioni di cura del faro, ben più di quanto dovrebbe fare una bambina. Il padre, intuiamo, non è più in grado di fare il guardiano, e forse nemmeno il padre. E nonostante Lucilla sia una bambina responsabile che fa di tutto per sopperire le mancanze del padre, ha quella testa piena di pensieri, che “se deve ricordare qualcosa, spesso lo dimentica e se invece vorrebbe dimenticare qualcosa, le rimane in testa”. E così capita che proprio in una notte di terribile burrasca – che il lettore ha lì, proprio davanti agli occhi nella descrizione della Schaap – Lucilla si dimentica di comprare gli zolfanelli, indispensabili per accendere la luce del faro. E decide di avventurarsi nel bel mezzo della notte tempestosa per recarsi in bottega.

Da qui in poi accadranno molte cose. Il romanzo si compone di 356 pagine che paiono pezzi di puzzle che pian piano vanno ad accostarsi l’uno all’altro, un moltiplicarsi di azioni che innescano conseguenze e nuovi avvenimenti.

Mentre Lucilla è costretta a iniziare una nuova vita alla Casa Nera, la casa del misterioso Ammiraglio, un luogo che racchiude storie e vite avvolte nell’ombra, il lettore è accompagnato a scoprire sempre più elementi del passato prima solo intuiti ma che entreranno a pieno titolo in primo piano nella costruzione della storia: la mamma morta ma ancora molto presente, un passato idilliaco poi svanito, un padre a cui Lucilla vuole bene e vuole difendere, nonostante quei momenti di rabbia cieca.

La Casa Nera pullula di misteri, si dice vi abiti un mostro, la vegetazione incombe incurata, l’ammiraglio non si vede; dalla disperazione e dalla rabbia Lucilla passerà alla curiosità e alla determinazione, con uno sguardo di chi vuole vedere, conoscere, toccare con mano ciò che spaventa e ciò che la vita le ha messo davanti. Seppur desiderosa di fuggire, la bambina affronta la situazione e vede pia piano prevalere la sensazione di poter essere protagonista di un grande cambiamento, non solo per sé, ma anche per gli altri.

Si srotolano così fili narrativi in cui i rimandi fiabeschi sono precisi conferendo quell’incanto e quella dimensione magica a una storia che si tinge comunque di tratti estremamente realistici e duri.

Poi ci sono le stranezze, che non sono solo quelle dei personaggi in carne e ossa, ma anche dei morti (la mamma), degli animali e degli elementi naturali (il vento, i gabbiani…) la cui voce affiora nella narrazione, come dialoghi silenziosi, riflesso della coscienza e dei pensieri di Lucilla.

E ancora ampi passaggi narrativi, poetici e descrittivi interrotti spesso da frasi brevi e incisive che scuotono il lettore per poi riportarlo alla calma, come la luce del faro che gira e gira, luce, ombra, luce, ombra.

Sulla trama in sé, ci sarebbe molto altro da dire, ma lascio a voi il gusto della scoperta.

 

Un’isola che per un pezzetto è attaccata ancora alla terraferma, come un dente traballante a un filo, si chiama penisola. Su questa penisola c’è un faro, uno alto e grigio che di notte fa passare la sua luce sulla cittadina in riva al mare.  Così impedisce alle navi di andare a sbattere contro lo scoglio che spunta goffo in mezzo alla baia. Così fa sembrare la notte un po’ meno buia e la grande terra e il vasto mare un po’ meno grandi e vasti.

Nella casa accanto al faro vive il guardiano del faro Augustus con sua figlia. Hanno un piccolo giardino e una spiaggetta rocciosa, dove le onde portano sempre a riva qualcosa. Un tempo se ne stavano spesso lì per tutta la sera, mentre in alto sopra le loro teste il fascio di luce ruotava. Augustus accendeva un fuocherello e dal porto arrivavano delle barche con i pirati. Venivano a sedersi introno al fuoco, mangiavano pesce alla brace e cantavano per tutta la notte. Cantavano canti conviviali, tristi e nostalgici, ma anche terrificanti sui segreti dei mari, che rendevano felice la bambina e al contempo le incutevano paura, per cui quasi sempre saliva in grembo a sua madre. Ma ora non vengono più i pirati e suo padre non accende neanche più fuochi.”

LUCILLA

di Annet Schaap

Traduzione di Anna Patrucco Becchi

La Nuova Frontiera Junior

Anno di pubblicazione: 2019

368 pp.

Prezzo di copertina: 18 euro

Età di lettura: dai 10 anni

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