Lupo Sabbioso – L’incontro

Ada

Le parole evocano vissuti, sensazioni, sogni. Penso a LUPO…

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Questo se vado a pescare nella mia mente bambina. Se invece lo guardo con la mente adulta…. LUPO

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Molte altre parole, scavando nel passato, potrei associare a lupo, ma mai avrei immaginato che, nel mio futuro, copertina_lupo_sabbiosoil lupo sarà, ora e per sempre, SABBIOSO… Asa Lind con il suo Lupo Sabbioso – L’incontro, edito in Italia da Bohem Press e illustrato da Alessandro Sanna,  mi ha letteralmente riempito l’orizzonte di possibili lupi riducendolo, in un batter di ciglia, ad un lupo con una pelliccia fatta di sabbia giallo sole del deserto.

Un colore che colpisce, nel grigiore dei paesaggi svedesi, da cui proviene  Asa Lind e in cui ambienta la sua storia. Leggendo sento quasi il freddo pungente anche d’estate, percepisco le atmosfere rarefatte e silenziose delle spiagge nordiche, vedo Zackarina, la bambina protagonista del romanzo, riempire i pomeriggi solitari scavando buche nella sabbia, fonde a tal punto da non arrivarci più con la mano, fonde a tal punto da trovare sepolto là sotto un lupo sabbioso, che mangia la luce del sole e la luce della luna, perché la luna fa diventare molto sapienti.

Zackarina e Lupo Sabbioso diventano, su quella spiaggia,  amici, compagni di giochi, confidenti, scatenati acrobati degni dei migliori circhi, filosofi inconsapevoli alla scoperta del senso profondo della vita.

Lupo Sabbioso le racconta che il lavoro più difficile del mondo non è quello della mamma o del papà

Faccio niente, e il mio lavoro si chiama niente, ed è il lavoro più difficile che ci sia.

La aiuta a ritrovare il suo essere, prima di diventare Zackarina, prima ancora di essere nella pancia della sua mamma, raccontandole da dove è venuto lui:

Brace? – chiese Zackarina. – Eri brace? Quella del fuoco?

Proprio così – rispose Lupo Sabbioso – Una brace incandescente, rovente e rosseggiante chiusa nel cuore della Terra: ecco cos’ero. […] Poi, sono diventato un vulcano. Sono stato eruttato dagli abissi più profondi: suosc! Bello e selvaggio, sono stato proiettato in aria, come un fuoco d’artificio! […] Sono diventato pietra, più precisamente,  un pezzo di granito.

Deve essere brutto essere una pietra, – commentò Zackarina.

No, è piuttosto divertente – disse Lupo Sabbioso – si viaggia parecchio a essere pietre.

E le raccontò dei viaggi delle pietre, dalla cima di un monte al fondovalle,avanti e indietro tra il Polo Sud e il Polo Nord e tutt’intorno alla Terra, e poi di nuovo indietro.

C’è da girare come trottole, a essere pietre, – concluse.

Ma come sei diventato un lupo sabbioso, allora? – Chiese Zackarina.

Giocando, – rispose lui. –  Ho giocato con il vento e ho giocato con l’acqua e ho giocato e giocato per milioni di anni, finchè allora è diventato adesso , e io sono diventato io: il bagnante più stupendo del mondo!”

Ma anche Lupo Sabbioso impara cose di mondo da Zackarina che gli racconta la storia delle sue gambe multicolore, piene di lividi dalle mille sfumature…

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I lividi sono come delle medaglie che si ricevono quando si fanno delle cose pericolose. Giusto?

Impara a parlare lingue sconosciute agli adulti “Gialloli caldoli bellboll brillbroll! Svazzoli gracchi oli crac ro cra!

E ci fa ricordare come ci si sente da piccoli:

Che quando si cresce il corpo è tutto un guizzo e uno sprazzo, popopopcorn dalla testa ai piedi! – sbottò Lupo Sabbioso – Lo sai tu e lo so io, e lo sa fino all’ultima ranocchia. Invece gli adulti non crescono più e non si ricordano di come ci si sente!

Un libro che si può leggere su diversi piani, a seconda dell’età dei bambini. Certamente adatto anche a bambini di 6 anni, se letto da un adulto, o, in autolettura, dagli 8 anni in su. Lo consiglio anche a noi adulti…io ci ho fatto le due di notte come con i più appassionanti libri mai letti nella mia vita!

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Il libro costituisce il primo volume di una trilogia

Lupo Sabbioso – L’incontro

Lupo Sabbioso – L’amico

Lupo Sabbioso – Il mondo

Quest’ultimo di prossima uscita sempre a cura di Bohem Press… non me li perderò di certo!

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