Mon tout petit

Silvia Sai

Un giorno, non così lontano, mia mamma mi disse una frase importante, che suonava circa così:
Devi stare tranquilla, io sarò sempre con te, perché la mamma, te la porti dentro”.
Queste parole sono risuonate nella mia memoria mentre leggevo l’albo illustrato Mon tout petit (Mio piccino), edito dall’editore svizzero La Joie de Lire e premiato quest’anno con il BolognaRagazzi Award per la categoria “fiction”.

Mon tout petit, scritto dalla collaudata coppia unita anche nella vita, Germano Zullo–Albertine, è un’opera straordinaria e commovente che ha la forza, e insieme la delicatezza, di racchiudere il senso di molte cose importanti.
Della relazione tra madre e figlio, dell’amore, della vita.

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Il libro non pone domande, non dà risposte. Lascia scorrere un flusso di emozioni in un monologo di pensieri silenziosi o sussurrati da una mamma al figlio. Il testo di Germano Zullo è breve, preciso, denso, e accompagna le lievi e intense figure di una mamma e del suo bambino tratteggiate quasi come schizzi con la matita nera da Albertine.

Stiamo parlando di un albo incredibilmente semplice ma così disarmante nella sua intensità. E come le creazioni geniali, tutto è tranne che il frutto di improvvisazione, come spiegano gli autori in un interessante contributo su Picturebook Makers. Sono stati necessari diversi tentativi per arrivare ad accompagnare con rispetto ed efficacia il testo di Germano Zullo, ispirato al suo rapporto con il padre. Il risultato è un meraviglioso albo ben confezionato, nella qualità della carta, nella copertina (elegantissimo il cofanetto!), nel bianco dello sfondo. Possiamo gustarlo lentamente, frase dopo frase, pagina dopo pagina, o lasciarlo scorrere rapidamente quasi come un flip-book (la storia infatti occupa unicamente il lato destro delle pagine).

Sin dalla prima tavola scorre un brivido lungo la schiena. Impossibile restare indifferenti di fronte alla figura di donna un po’ impacciata, delineata nei soli contorni e un po’ sproporzionata nelle dimensioni, che, con sguardo perplesso, ci osserva. Nella tavola successiva come per magia intravediamo un minuscolo bambino nascosto, protetto, nell’incavo del braccio della donna, la sua mamma.

Te voici…
Enfin!
Je t’attendais.

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E’ subito chiaro che qui si racconta la storia di una nascita. Inizialmente piccino piccino, pagina dopo pagina il bambino si fa più grande.
Lentamente.
Cresce l’amore, cresce il bambino.
Cominciano a danzare, loro due, soli, uniti. I corpi si intrecciano senza mai interrompere il contatto fisico, profondo e amorevole.

Mon bébé, mon enfant, mon tout petit!

Che meraviglia i movimenti! Gli abbracci, i gesti di affetto e gioia, le espressioni accennate nelle piccole teste, i minuscoli piedi, anch’essi così espressivi, sui quali poggia sicuro il grande corpo leggiadro della mamma, e quelle braccia, talmente lunghe che paiono accogliere il mondo intero.

Mamma e bambino occupano in libertà lo spazio bianco delle tavole, mentre la danza dei loro movimenti si sussegue con coerente continuità. Vive lenta e gioiosa la loro coreografia, tra attimi di calma e riposo, rappresentati in splendide tavole di abbracci, e attimi di turbinante gioia esplosiva, in altrettanto splendide immagini di volteggi. Esili i loro corpi, racchiusi in una semplice, quasi abbozzata, linea di matita, ma uniti da forti e profondi sguardi.

E’ facile commuoversi lasciandosi trasportare dalle illustrazioni, vero capolavoro di disegno, ma lo sarà ancor più leggendo il testo che riporta la voce/pensiero della mamma rivolta al suo piccolo. Raramente si assiste ad una così perfetta e armonica sintonia tra testo e immagine: le brevi e intense frasi di Germano Zullo non sono solo arricchite dalle illustrazioni ma a loro volta dotano gli stessi disegni di profondo significato. Con l’idea della ‘danza’, Albertine ha reso egregiamente il ritmo del testo, nelle sue ripetizioni, nelle pause, nel suo lento incedere.

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E’ una danza, la danza di una vita, la danza del ciclo della vita.

Il tempo passa e molte sono le cose che la mamma vorrebbe dire al proprio bambino. Vorrebbe raccontargli del suo amore, della loro storia, una storia che non ha un vero inizio, e nemmeno una vera fine, una storia complicata, ma in fondo semplice, e tremendamente bella. Ma tutto ciò è indicibile, e il desiderio ripetuto di spiegarsi a parole resta incompiuto. Forse perché l’amore più importante non può essere fermato… Può essere solo vissuto. E tramandato.

Quanto è vero tutto ciò? Quante volte accade di osservare i propri figli, magari mentre dormono, magari in braccio, e dire loro tante cose belle, un augurio, un amore, una speranza, e a un certo punto fermarsi e commuoversi al pensiero che tutte quelle cose, che stiamo pensando, non gliele diremo mai…

Et tu sais?
J’ai tellement de choses à te dire.
Tant et tant de choses.
Il faut que je te raconte tout.
Tout.

Cresce l’amore, cresce il bambino.
Cresce l’amore, rimpicciolisce la mamma.
Lentamente.
Perché questa è la storia di un amore, ma anche di una vita.

Perde gradualmente dimensione fisica, la mamma, diventa minuta, la sua forza vitale si comprime e si condensa in una quantità di spazio sempre più piccola. E il bambino cresce. Perché è così che accade nella vita. Mentre la mamma rimpicciolisce, invariata resta la sua essenza che, immaginiamo, confluisce nel bambino, ormai grande, sempre più grande, così grande da poterla sorreggere, proteggere, abbracciare. Nulla va perduto.

Eccola, la perfezione nella circolarità: esattamente come è iniziata, si conclude la storia, con tavole speculari. Questa volta davanti a noi c’è la figura di un giovane uomo adulto, similmente impacciato, sproporzionato, interrogativo. La mamma è scomparsa, ma noi sappiamo bene dove ella è.

Forse il senso ultimo risiede proprio qui, nel dare e nel ricevere amore, e nelle vite che si rinnovano e proseguono l’una nell’altra, anche quando una scompare alla vista, e in definitiva completa la sua esistenza terrestre.
Perché il nostro amore, la nostra storia, ci appartiene.

C’est notre histoire.
Et quand je te l’aurai racontée.
Elle t’appartiendra.
Pour toujours.

MON TOUT PETIT
Germano Zullo (testo), Albertine (illustrazioni)
La Joie de Lire
80 pp. | 15 x 21 cm.  
Copertina cartonata (con cofanetto rigido) 
Anno di pubblicazione: 2015
Prezzo di copertina: 14,90 euro

Età di lettura: ragazzi e adulti.

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Per svolazzare ancora un po’ consigliamo:

* Il blog di Albertine (credetemi, vi stupirà!).
* Germano Zullo e Albertine raccontano “Mon tout petit” su Pictureblog Makers.
* Il precedente bellissimo albo di Albertine e Zullo edito in Italia da Topipittori.
* Un volo nel sito della splendida casa editrice svizzera La Joie de Lire.
* Ebbene sì, la coppia ha creato anche dei meravigliosi albi in stile Wimmelbuch, libri brulicanti senza testo di grande formato.
* Un interessante ritratto dei due autori (in lingua francese).

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