Pancia di Balena

Ada

Sari, andando alla ricerca dell’isola dove non ci si annoia mai, finisce in fondo al mare dentro una balena. Un’avventura di crescita raccontata con poche parole e immagini dai colori potenti ~ Albo illustrato dai 3 anni ~

Ci vuole coraggio e estrema bravura nel cimentarsi con bambini che finiscono dentro la pancia di una balena. All’universo intero viene in mente immediatamente Pinocchio o Giona o oggi, più tristemente, il gioco all’onore delle cronache Blue Whale. Sono rimasta impressionata dalla potenza di questa nuova balena, che si affaccia al panorama editoriale italiano grazie alla casa editrice Equilibri che ha inaugurato così la sua nuova collana Max Storie Selvagge.

Pancia di Balena di António Jorge Gonçalves è, come lo definisce la casa editrice stessa, un libro per bambini avventurosi e per adulti curiosi.

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Una storia che nella sua semplicità è piena e avvolgente. Ci finisci dentro immediatamente, avvolta dai colori decisi del blu, del nero e del rosa che si alternano prepotenti sulle pagine, una dopo l’altra. Sari è una bimbetta mattiniera, si sveglia che la casa è ancora buia e silenziosa. Non esita nemmeno un istante e fugge alla ricerca dell’isola dove NESSUNO MAI si annoia. Trova il suo aiutante magico in Azur, un amichetto intraprendente che sta giusto giusto costruendo una barca sulla spiaggia.

Salpano, alla ricerca di avventura, in un mare che lascia senza fiato, affollato da una miriade di pesci e molluschi che si muovono ordinatamente sotto la superficie come se il mare fosse un’autostrada a dieci corsie. Ognuno ha la sua. Mi torna immediatamente in mente, potente, la sensazione di me bambina a bordo della piccola barchetta di mio papà, guscio di noce in un mare profondissimo. Quel mare era per me affascinante e al contempo pauroso. Immaginavo strane creature marine che lo abitavano.

Come in ogni storia che si rispetti arriva la complicazione: un temporale sovverte l’ordine e affonda la barca proiettando i due protagonisti in una dimensione inesplorata. Eccola affacciarsi, prima sul fondo della pagina e poi occupandola quasi interamente, una gigantesca balena blu, la cui enormità è evocata dalla pienezza del colore che al contempo, sfumato ad aerografo sui contorni, richiama la levità di una nuotatrice silenziosa.

Voltiamo pagina ed improvvisamente il nero e il buio avvolgono Sari che si ritrova sola nella pancia della balena. Che poi così sola non è, perchè un’orda di piccoli mostriciattoli, flora che popola lo stomaco della balena, pare volersela mangiare. Anche questa immagine è fortemente evocativa, pare che Sari si muova in una foresta di rovi.

Un altro brusco cambio di registro ci sorprende. Sari incontra l’uomo noioso per eccellenza, un uomo con una barba lunga fino ai piedi che, come fosse a bordo del sommergibile di Jules Verne, osserva attraverso l’occhio/oblò della balena il mare e i pesci che lo popolano. Si sposta il punto di vista, torniamo fuori, sulla superficie del mare, i colori sono quelli caldi della spiaggia. Il piccolo Azur pensa a come salvare l’amica e qui si scatena il potere immaginifico delle menti dei bambini, in cui ogni cosa risulta possibile nella sua semplice impossibilità. Azur scava una buca e un poco alla volta inizia a svuotarci dentro tutto il mare.

I pesci boccheggiano stecchiti sul fondo del mare prosciugato, la vita pare pian piano abbandonarli e l’autore rende graficamente la tragedia di questa moria utilizzando nuovamente il colore, il bianco questa volta. Gli occhi dei pesci non sono più pupille vive ma piccole croci.

C’è anche la balena adagiata sul fondo del mare dalla cui bocca Sari finalmente riesce ad uscire. Si guarda intorno, è triste per i poveri pesci e scoppia in un pianto liberatorio. Piange talmente tanto da riempire nuovamente il mare.

Le immagini finali paiono scenografie teatrali: Sari e Azur, piccoli bambini dai neri contorni, navigano a bordo di una balena su un mare nuovamente pieno di pesci, traghettati finalmente verso l’isola dove non ci si annoia mai. Ad attenderli, come un porto sicuro, i due genitori che prima dormivano.

Decisa l’impronta dell’autore e illustratore che evidente porta nell’albo le sue origini di graphic designer. L’albo è la trasposizione di una storia nata e creata dall’autore per il teatro. Il libro è stato premiato nel 2015 dalla Internationale Jugendbibliothek con il White Ravens Award.

Una bella animazione dell’albo illustrato:

PANCIA DI BALENA
António Jorge Gonçalves
Traduzione Michela Ghislieri

Testo italiano a cura di Equilibri
Equilibri  – Collana Max Storie Selvagge
Anno di pubblicazione: 2017
40 pp. | 22 x 28 cm. | Hardcover 

Prezzo di copertina: 15 euro

Età di lettura: dai 3 anni

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