Il ragazzo che nuotava con i piranha

Silvia Sai

Oggi chiudiamo l’ #avventobislacco con l’ultimo libro di David Almond, letto e gustato in questi giorni prenatalizi. 

Titolo e copertina non lasciano certo indifferenti!

Il ragazzo che nuotava con i piranha è un romanzo di formazione, un viaggio di crescita, tra luci e ombre, verso la luce. Immersi in atmosfere avventurose e un po’ surreali, quelle consuete di Almond (che a me in questo libro ricordano i film di Tim Burton), incontriamo una scrittura dal ritmo avvincente mescolato a pause di lirismo poetico. Se ci aggiungiamo i disegni di Oliver Jeffers che di tanto in tanto fanno capolino tra le pagine, il connubio è perfetto.

Si potrebbe definire una storia contro l’intolleranza, navigando sul web si legge questo, anche nelle parole dello stesso autore. Io preferisco non definirla così, ponendo il tema in prima piano. Leggete il libro e proponetelo innanzitutto perché è una bella storia, avventurosa, con personaggi memorabili, scritta bene. 

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Stanley è orfano e vive con gli zii.

La zia è la personificazione dell’amore e della bontà. Lo zio è una persona a cui i casi sfortunati della vita hanno fatto emergere il lato peggiore: avido e desideroso di riscatto, insensibile a chi gli sta accanto, sarà lui, o meglio una sua terribile decisione, a innescare il plot narrativo. 

In una singolare normalità, infatti, il ragazzino Stan decide di scappare di casa e unirsi a un Luna Park in viaggio, in una sorta di viaggio iniziatico che lo porterà a diventare un nuovo Stan. 

Nell’ebbrezza della nuova vita, Stan è “adottato” dal signor Dostoevskij, personaggio bellissimo, il giostraio del pesca-la-papera (i pesci rappresentano il filo rosso della storia nonché creature con cui Stan ha una relazione particolare), e conoscerà diversi personaggi.

Nessuno di questi è banale (a partire dai nomi): ricchi di sfumature se guardati a tutto tondo presentano complessità che si disvelano nel corso della storia, anche grazie a Stan. Gli unici piuttosto uniformi nella loro rigidità e ottusità sono i personaggi “cattivi”, quelli che non sopportano la gioia creativa e disordinata, la diversità e la sregolata imprevedibilità. Sono personaggi che non si evolvono e non si redimono.

Il personaggio di Stan mi è piaciuto molto perché estremamente originale e positivo. Un’anima bella, la definirei. Bambino riflessivo, che vuole bene, ha dignità e sente il dovere di cercare una via migliore nella vita, la sua via, la sua vita. In questo è un ragazzino maturo, consapevole del viaggio di crescita.

Non che non abbia dubbi, paure, rimorsi, sensi di colpa, insicurezze, nostalgie e pianti, ma nonostante tutti gli avvenimenti la sua anima continua a brillare emanando serenità e fiducia. 

Sei speciale, gli diranno in tanti, restando affascinati da questa sua specialità che in fondo consiste nell’essere determinato e al contempo sensibile. Proprio la spiccata sensibilità riuscirà a far entrare Stan in dialogo con persone molto diverse da lui, una bimba con grandi ferite nel cuore, il suo papà, in apparenza scontroso e avido, Poncho Pirelli, l’uomo un po’ sbruffone che, appunto, nuotava in una vasca piena di piranha.

La sua anima non si rivelerà solo a Stan stesso, ma anche agli altri, riuscendo a trasformarli e a renderli migliori nel corso della storia.

Risiede proprio in questo, la bravura di Almond, nel saper scendere nel più profondo delle cose con levità, candore e poesia, senza dare dare la sensazione di stucchevolezza.

Il libro si legge bene, scorre in modo intrigante, giocando anche con i linguaggi “stranieri” dei giostrai e dei prepotenti.

David Almond dialoga moltissimo con il lettore, rivolgendosi a lui sin dal principio, trascinandolo nell’evoluzione della storia, invitandolo a cambiare punto di vista, a seguire i personaggi, a farsi una propria idea. Se da un lato queste intrusioni del narratore nella narrazione hanno un effetto straniante e ironico, dall’altro le ho trovate a tratti eccessive e forzate, soprattutto nel finale che non mi ha convinto per nulla. In esso il lettore viene investito della responsabilità di immaginare e costruire un vero finale: la magia che Almond riesce a creare in tutta la narrazione evapora in questo momento, in cui getta il lettore nella storia. Anche alcuni artifici narrativi, alcune lettere ad esempio, mi sono apparsi un po’ forzati e complessi.

Forse è un eccesso di critica, per un romanzo luminoso che mi sento di consigliare vivamente a partire dai 10 anni. In fondo ognuno di noi ha una vasca piena di piranha da affrontare.

IL RAGAZZO CHE NUOTAVA CON I PIRANHA

di David Almond

Illustrazioni di Oliver Jeffers

Traduzione di Giuseppe Iacobaci

Salani

Anno di pubblicazione: 2019

256 pp.

Prezzo di copertina: 14,90 euro

Età di lettura: dai 10 anni

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Una replica a “Il ragazzo che nuotava con i piranha”

  1. otto ha detto:

    Ciao anche noi leggiamo bellissime storie sul nostro blog https://lestoriedellabuonanotte.blogspot.com/?m=1

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