#Regalaunlibropernatale e gli amici di penna

Silvia Sai

Partecipare a #regalaunlibropernatale mi ha ricordato l’esperienza degli amici di penna vissuta alle scuole medie. Ve la ricordate? Il mio abbinamento era una sconosciuta bionda svedese alla quale raccontavo su carta cose più o meno private della mia quotidianità di adolescente nella pianura padana. Poi arrivavano le fotografie delle case e della famiglia, o degli animali domestici. Ecco, #regalaunlibropernatale, organizzato da Federica del blog MammaMoglieDonnaha risvegliato in me questi lontani ricordi! Chissà se ancora sono in uso nelle scuole gli amici di penna….

Ma perché regalare un libro ad un bimbo che non si conosce? Scriversi con la mamma o il papà per indagare i gusti, il carattere, le preferenze del piccolo di casa?

Il dono è uno scambio, antropologicamente parlando, ed è funzionale al creare relazioni. E di relazioni oggi siamo invasi, off line e on line. Accerchiati. Ma sono vite e persone che spesso sfioriamo di sfuggita. Contatti che dimentichiamo per passare ad altro.

Scambiarsi un libro per natale per me ha significato tenere questo contatto stretto un po’ più a lungo, dedicando tempo a pensare, cercare il libro giusto, immaginandomi l’altra vita. Scriversi, spedire il libro, ricevere il libro, riscriversi, inviarsi fotografie e video, creare una relazione. Attraverso un pensiero che sboccia, forse fiorisce, forse scorre via, il contatto è diventato qualcosa di più. È stato come un abbraccio.

E poi, il messaggio ai bimbi: “Una persona che non conosci ti ha voluto donare qualcosa, così come facciamo noi con lei”. Semplice. Bello no?

Mi piace pensare che sia stato il nome “Ilde” ad unirci in questa avventura. Io e la mia Ilde, con un’altra Ilde, mamma di Ludovica. Ho immaginato Ludovica come una bimba molto dolce, come traspariva dalle foto e dalle parole inviatemi da sua mamma. E così ho scelto per lei un libro dolcissimo, un po’ malinconico, una tenera storia piena di emozione che scalda come il piumino d’inverno: “Il raffreddore di Amos Perbacco”. E Ilde e Ludovica, per la mia Ilde, hanno scelto un libro altrettanto dolce che già amiamo molto in casa: “I tre piccoli gufi”.

I doni non hanno lo stesso scopo del commercio e dello scambio nelle nostre società più elevate. Lo scopo è prima di tutto morale, l’oggetto è quello di produrre un sentimento di amicizia tra le due persone interessate e se l’operazione non ottenesse questo effetto tutto verrebbe meno.

(Marcel Mauss, Saggio sul dono).

Ovviamente, grazie a Ludovica, Ilde, e Federica.

Silvia

Leggete anche l’esperienza della gallina volante Ada per #regalaunlibropernatale!

I tre piccoli gufi. Martin Waddell (autore), Maria Vago (traduzione),
Patrick Benson (illustrazioni). Mondadori.
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