Roma 1943

Ada

 “Io ho paura dei morti, non di quelli che ho visto, ma di tutti quelli che ho immaginato”

Contorni25aprile

Spesso mi fermo a pensare chi e cosa sarei stata durante la seconda guerra mondiale. La mia indole avventurosa fa sì che io mi immagini intrepida combattente partigiana che fa da staffetta da una montagna all’altra o coraggiosa contadina che nasconde nella stalla ebrei per evitargli la deportazione. In realtà credo che probabilmente sarei un po’ come Tonino, aspirante supereroe nella Principessa della Pioggia di Zoolibri, che vorrebbe compiere mirabolanti imprese e, invece, riesce nella più difficile sfida di far ridere la principessa, essendo semplicemente se stesso. Un piccolo e buffo bambino.

E allora quest’anno mi sono dedicata, per ricordarmi di questa festa della LIBERAZIONE, a ricercare la RESISTENZA nella normalità, nella quotidiana straordinarietà di una Italia in guerra. Questi libri probabilmente era molto che mi aspettavano. Volevano trovarsi lì sul mio comodino allo stesso momento e intrecciare un fitto scambio di opinioni e esperienze. Ho avuto la fortuna di avere tra le mani il libro “I nonni raccontano – come vivevamo la nostra giovinezza nel 1943” di Silvia Garroni e Paolo Moruzzi, nonni di Silvia mia compagna di avventure qui sul blog. E’ un libro dato alla stampa grazie al lavoro di tanti figli e nipoti di Silvia e Paolo che hanno voluto raccogliere le memorie dei loro nonni, due partigiani cattolico comunisti che hanno usato il racconto come lascito per l’avvenire.

Ci sono vite normali in questo libro ed al contempo eroiche, una donna e un uomo che diverranno marito e moglie dopo aver fatto propaganda, lasciato al volo sui tavoli dei bar copie del giornale VOCE OPERAIA, organizzato azioni di protesta e trasportato armi in giro per Roma nascoste dentro le borse della spesa o in un passeggino. Ci sono due persone che mi hanno accompagnata a sentire la solitudine, la fatica e l’isolamento del carcere, vissuto sempre allenando la mente alla prospettiva ed all’introspezione. Viene naturale ripensare alla poesia che Mandela si ripeteva nelle ore più buie della sua carcerazione.

INVICTUS di William Ernest Henley
Dal profondo della notte che mi avvolge,
Nera come un pozzo da un polo all\’altro,
Ringrazio qualunque Dio esista
Per la mia anima invincibile.
Nella feroce morsa delle circostanze
Non ho arretrato, né gridato.
Sotto le randellate della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma non chino. 
Oltre questo luogo d\’ira e lacrime
Incombe il solo Orrore delle ombre
Eppure la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.
Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto carica di punizioni la sentenza,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.

I nonni di Silvia fanno eco e specchio ai genitori di Fabrizio Roccheggiani che descrive la storia della sua famiglia nel libro “LA BICICLETTA DI MIO PADRE”- LapisIMG_20140423_145638 Edizioni. Un libro che prende vita attraverso le immagini di Lorenzo Terranera e che si avvicina con gli occhi di un bambino proprio ai bambini. Fabrizio racconta dei nascondigli in cantina, degli allarmi aerei, del papà a lavorare lontano che si sperava stesse bene perchè mica c’era il telefono un tempo, della fila per il pane, delle passeggiate che sua madre gli regalava su un passeggino imbottito di armi, del massacro delle Fosse Ardeatine che ritorna potente anche nei racconti di Silvia e Paolo.

IMG_20140423_145745Sono rimasta colpita. Questi due libri si parlano, con linguaggi differenti ma in fin dei conti uguali, l’uno per nipoti ormai cresciuti ma abituati ad ascoltare le storie di guerra dei nonni sin da piccoli e l’altro per i bambini di tutto il mondo. E finiscono entrambi esaltando l’AMORE, quell’amore che ha permesso di venir fuori dalla guerra e di rimettersi in piedi.

Silvia Garroni “In seguito non mi occupai più di politica: ebbi cinque figli e cercai di farne degli uomini”

Fabrizio Roccheggiani “Infine l’amore. Il filo d’oro che ci ha condotto e guidato fino alla fine del labirinto oscuro. L’amore di mio padre lontano. Di noi con i vicini di casa in cantina durante i bombardamenti. Nel condividere il cibo trovato a fatica. La pena per i perseguitati e gli oppressi, i poveri, gli sfollati, la pietà per gli scampati e i morti. L’amore di mia madre in corsa curva su di me dopo gli allarmi aerei. L’aiuto dei nonni, degli zii. L’amore della fede, delle preghiere recitate insieme ai miei genitori di sera. L’amore sempre in lotta a respingere l’orrore, poi lentamente e sempre più decisamente a combatterlo”

IMG_20140423_145815

Condividi questo articolo sui social

5 risposte a “Roma 1943”

  1. luisa moruzzi ha detto:

    Naturalmente è stato molto bello anche per me, sorella del “nonno”, ritrovare nel blog della nipote Silvia il ricordo di quegli anni duri, anche se da me vissuti ancora bambina. Mi auguro che quei ricordi possano essere uno stimolo a combattere oggi le tante terribili oppressioni ancora presenti nel mondo!

  2. Adriano Moruzzi ha detto:

    Sono veramente commosso di vedere che “I nonni raccontano” scritto dai miei genitori sia recensito in modo così efficace da giovani che non hanno vissuto la loro esperienza, ma che ancora si emozionano e condividono i loro valori.
    Vi segnalo che “I Nonni raccontano” può ancora essere acquistato sul sito http://www.ilmiolibro.it

  3. fabiola ha detto:

    Emozionante , per me che sono figlia di Paolo e Silvia, sapere che anche altri e soprattutto giovani, si emozionano nel leggere i racconti dei miei genitori.
    Leggerò certamente La bicicletta di mio padre.
    Nel frattemo ho regalato ( e prima letto) il libro di Camilleri ad una mia amica siciliana, nonna di una piccola bimba etiope.
    Dolcissimo e ironico.
    Era entusiasta.
    Grazie ….avanti cosi!

    • Galline Volanti Galline Volanti ha detto:

      Grazie Fabiola, anche io mi sono molto emozionata a leggere il libro dei tuoi genitori. Leggendo ripensavo alle mie di nonne che la guerra se la sono fatta tutta pure loro…penso sia importante tessere fili fra passato e presente e riportare alla vita cose di un tempo per ritrovare pezzi della nostra storia di oggi. A presto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *