Sally fa la spesa

Silvia Sai

Cercate un albo dai disegni incantevoli, così gustosi da provare l’irresistibile desiderio di tuffarvici dentro?
Dopo aver mostrato le sue strabilianti doti di illustratrice dal gusto un po’ retrò in A casa della nonna, Alice Melvin torna in Italia grazie a Rizzoli che pubblica un suo albo illustrato edito in lingua originale nel 2011: Sally fa la spesa.
Alle meravigliose illustrazioni – quanto british! – qui si aggiungono due preziosi elementi: un bel testo in rima – peccato la traduzione a mio avviso ogni tanto inciampi un po’ – e un’impaginazione ad alette davvero accattivante e funzionale alla narrazione.

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Una bambina in abito rosso, Sally, ci viene subito presentata alle prese con un compito importante: fare la spesa. Ed è proprio attorno a questo suo camminare verso i diversi negozi che si costruisce tutta la narrazione.
C’è una lista della spesa – un po’ stramba! – che si accorcia, man mano che Sally entra ed esce dai negozietti con un acquisto.

Una rosa profumata,
una canna avvoltolata,
uva da piluccare,
pattini per filare,
un cacatua parlante,
un kazoo squillante,
un tappeto volante,
una brocca elegante,
poi una tartelletta
e un cuore leccalecca.

Ad ogni doppia pagina, arriviamo con Sally davanti a un negozio, posto a un numero civico progressivamente crescente (divertente contare insieme ai bimbi e scoprire il numero civico scritto sui portoni!): nella pagina di sinistra vediamo sempre la strada, popolata ogni volta da diversi personaggi, e in quella di destra la vetrina del negozio.
Poi Sally entra, noi apriamo la finestrella grande come l’intera pagina ed ecco… la meraviglia: le botteghe e i negozi uno più delizioso dell’altro, zeppi di oggetti, cibi, chincagliere, animali… traboccanti di colori e dettagli così curati e credibili da far sembrare proprio di essere lì, con Sally.
Verrebbe voglia di prendere tutto ciò che ci si presenta davanti: mia figlia Ilde impazzisce nel negozio di giocattoli, in quello di animali e dal fiorista, mentre io mi mangerei tutto nel negozio di dolci e in panetteria, così come comprerei quelle incredibile ceramiche nel negozio di Kumar, e perfino il ferramenta mi pare bellissimo!

La misteriosa lista iniziale, quasi un indovinello, non solo ci conduce dentro a una grande varietà di negozi, ma ci presenta anche i diversi proprietari, ognuno con caratteristiche distintive, ognuno col suo nome: Miss Yoshiko, il Signor Crispin, il Signor Hughes, il Signor Kumar…

Avrebbe potuto terminare così, la storia, con la lista completata e Sally soddisfatta. E invece, Alice Melvin introduce una punta di amarezza che le permette di concludere con quello che, se vogliamo, è un bellissimo messaggio conclusivo.
La prima della lista, e l’ultima in ordine di acquisto, una rosa profumata, gialla per la precisione, dal fiorista non c’è. Dispiaciuta, Sally esce dal negozio ed entra in una doppia pagina bianca… poi ecco che in quella successiva si intrufola in un grande portone che apre su un parco pubblico…. dove scopre un enorme roseto di rose gialle, incantevole e profumatissimo.
A Sally torna il sorriso, annusa e annusa, poi prosegue per la strada di casa, senza rose ma con il ricordo di quel roseto.
Un finale che apre una bella domanda, perché Sally non ha colto le rose gialle dal giardino? Forse perché era vietato? O forse per lasciare anche ad altri il piacere di quel meraviglioso roseto? E perché non ne ha colta, almeno una? Forse perché di una cosa vuole conservare solo il ricordo, dopo la lunga lista di acquisti?

SALLY FA LA SPESA
Alice Melvin
Traduzione di Olimpia Colombo
Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2017
28 pp.
Prezzo di copertina: 17 euro
Età di lettura: dai 4 anni

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