E arrivi qui, nella mia luna

Silvia Sai

E’ stato il primo regalo che ho ricevuto quando è nata Ilde, il libro Sera d’inverno di Jorge Luján e Mandana Sadat, edizioni Bohem Press. foto5Sospesa nel tempo, accoccolata sul divano, con l’autunno fuori dalla finestra e un fagottino rannicchiato sulla pancia, immergevo gli occhi nelle immagini calde e nella poesia del testo. Perché questo è un libro da colpo di fulmine, di quelli che ti si appiccicano e non se ne vanno più. Un libro che trasuda emozioni da ogni colore e da ogni parola. Ma per me quelle emozioni, allora, erano solo sfiorate, non ancora vissute, e non riuscivo a dare corpo alle immagini e al testo con sentimenti che ancora non conoscevo.

Diciamo pure che non sapevo cosa mi aspettava.

E nel frattempo… pannolini, allattamento, si attacca non si attacca bene, mangia abbastanza si no, dorme si sveglia ogni 3 ore quanto durerà? vesti e svesti che in inverno è un piacere, vaccinazioni, bagnetto sarà troppo calda l’acqua, mah tre ore al giorno di luce solare dice la pediatra, e prova la fascia il marsupio e metti nel passeggino, non dorme mai di giorno questa? sorride sì sì mi guarda e sorride, la primavera quando arriva, piscina che bello adora l’acqua, raffreddore ecco lo sapevo, e inizia lo svezzamento, pappine pappò, e dormi e mangia e non dormi… Respira.

Poi, ho ripreso a lavorare e così la vita è tornata alla normalità. Una normalità bizzarra e sconclusionata, densa di emozioni perché di emozioni ne sono girate molte. Per me poi, che già sono emotiva di mio, e che di emozioni non me ne faccio scappare una…

E una sera lo rivedo, nascosto sotto una pila di libri, eccolo che mi guarda. Quel libro che non avevo più preso in mano da quelle sere d’autunno. Lo guardo indecisa, quasi temo di riaffrontare le emozioni che mi aveva dato al primo sfogliare, perché so che aprendolo vivrò appieno le stesse emozioni ma trasformate. Vivrò ciò che il libro mi aveva voluto dire fin da subito e che non ero stata in grado di cogliere.

L’ho aperto e sfogliato assieme a Ilde, perché è un libro che parla del legame fortissimo tra una mamma e una figlia.

E ora parla proprio di lei e di me.foto2E’ dolcissimo. Intenso. Poetico.

La storia di per sé è ordinaria, quotidiana direi: una città, una luna, una casa, una mamma che da lontano pian piano si avvicina e torna a casa. La bimba che l’attende paziente, agitando la manina sul vetro appannato. Poi l’abbraccio e il tripudio di emozioni. E lo sguardo che si allarga e mamma e bimba scompaiono nella città.

Un ordinario che in realtà svela uno straordinario: diventi mamma e questo dopo un po’ diventa normale, naturale, perchè alla fine sembra così. Diventi mamma e in quel momento inizi ad essere il mondo per tua figlia, sei la lente attraverso la quale vede e conosce la realtà, sei ciò che cerca attraverso il vetro appannato. E questo, a ben pensarci, è straordinario.foto3

Nella poesia del testo sfoto4i respira qualcosa che accade ogni giorno, qualcosa che io vivo ogni giorno.

Eppure è eccezionale. Rigenerante. Proprio come l’abbraccio di mia figlia dopo una giornata di lavoro e magari una notte insonne passata a maledirla, e poi quando è a letto finalmente tranquilla, mi manca già. Le emozioni che mi dà, mi mancano già.

 

Attualmente il libro purtroppo è fuori catalogo, ma non vi scoraggiate, qualche libreria potrebbe averne una copia, e in alternativa una visita in biblioteca è sempre una bellissima cosa!

 

Per chi vuole svolazzare ancora un po’:

Lasciatevi incantare dalle splendide illustrazioni del libro accompagnate dalla poesia del testo recitato in lingua originale spagnola nel video pubblicato dall’autore stesso, gentilmente segnalatomi dalla casa editrice.

Tarde de invierno

Infine, con un piccolo volo nel sito di Bohem Press, curiosando tra le novità editoriali, troverete “Nelle mie mani”, l’ultimo libro della coppia Luján-Sadat!

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4 risposte a “E arrivi qui, nella mia luna”

  1. lisa ha detto:

    che bello silvia! che emozione!
    quando volevo scegliere un libro per te e la tua pancia in divenire ho pensato che questo fosse il più semplice ma nella sua semplicità il più intenso. un po’ come dev’essere diventare madre: semplice ma talmente intenso che descriverlo è una parola…
    la genialità dei capolavori è questa: riuscire a coniugare la semplicità e la pazzesca immensità (ad esempio di un abbraccio tra una mamma e la sua bimba) in un libro perfetto!
    speriamo che l’editoria italiana se ne renda conto e lo ristampi presto!!

    un abbraccio
    lisa

  2. Simo ha detto:

    Silvia, mi hai fatto venire la pelle d’oca … Sei riuscita a trasmettermi le tue emozioni. Grazie!!!

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