Storie di topi

Silvia Sai

C’è un papà topo, baffuto, con pigiama e pantofole, e ci sono sette topolini stretti l’uno all’altro in un grande lettone, rischiarato dal lume di candela.
C’è una casetta col camino acceso immersa nel bosco ammantato di neve.
C’è un papà topo che si accinge a raccontare una storia, e ci sono sette topolini che reclamano una storia della buonanotte.
Ci sono sette brevi deliziose storie di topi che quando giungono alla fine, lasciano un sorriso sulle labbra. Un sorriso, ora di divertimento, ora di tenerezza.
Sette storie originali, fantasiose, un po’ surreali, un po’ buffe, un po’ intime.
Tutte inducono stupore e incanto.
Poi ci sono tanti piccoli disegni che impreziosiscono con tocco gentile il testo.
Infine, alla fine, ci sono sette topolini addormentati, un papà topo in poltrona accanto alla moglie, un camino acceso, una porta socchiusa affacciata sulla stanza dei piccoli.

Storie di topi | Arnold Lobel | Kalandraka - Galline Volanti

Storie di topi, uscito in edizione originale per HarperCollins nel 1972, può tranquillamente definirsi un classico contemporaneo. Nel 2013 arriva finalmente in Italia questo piccolo gioiello, grazie alla casa editrice Kalandraka spesso porta a nuova vita tesori del passato più recente, come lo splendido Oh, com’è bella Panama! di cui abbiamo già scritto.
L’autore, Arnold Lobel, è scrittore americano del secolo scorso, piuttosto sconosciuto in Italia, insignito della prestigiosa Caldecott Medal.

Pur nella sua evidente classicità, in particolare nella struttura del testo e nelle illustrazioni, questo libro trasmette una freschezza e una capacità comunicativa davvero rare e preziose. E questo per la lievità con cui le storie veicolano anche temi profondi (la fantasia, l’altruismo, l’amicizia nella diversità, la paura…), agendo su un vasto immaginario emotivo: piccoli accenni, minuscoli pensieri, rapidi affondi nell’animo. Il tutto è avvolto in una piacevolissima nuvola di fantasia e divertimento, cosicché i lampi di incanto passeranno veloci ma saranno destinati a restare e a germogliare.

-Papà, siamo tutti a letto -dissero i topolini-. Dai raccontaci una storia-
-Farò qualcosa di meglio -disse Papà-. Vi racconterò sette storie, una per ciascuno, se promettete di addormentarvi subito, appena avrò finito.
-Sì, promesso- dissero i topolini.
E Papà cominciò…

Ogni storia vede protagonisti dei topi, come si può intuire, e ogni storia ha una sua identità ben precisa, nel contenuto – tutte molto diverse -, nei personaggi – ora una mamma con il piccolo, ora una topolina curiosa, ora due buffi amici, ora un vecchio topo… – e infine nella composizione delle illustrazioni. Quest’ultimo aspetto conferisce originalità e ritmo alle pagine nelle quali possiamo scoprire le illustrazioni ora incorniciate in perfetta simmetria con la parte testuale, ora in cornici inframezzate a parti di testo, ora a spezzarlo in modo libero da contorni, ora in minuscole miniature a incastrarsi perfettamente nelle righe scritte.
La capacità narrativa dei disegni è efficace, cosicché testo e immagini si trovano a raccontare insieme, arricchendosi a vicenda, una stessa storia. La scelta dei colori, tenui e delicatissimi, si accorda alle gentilezza di un linguaggio semplice e lineare, ricco di ripetizioni e dialoghi.

Ciò che più mi fa apprezzare Storie di topi, e che credo sin anche la sua forza attrattiva con i bambini, è il suo continuo sconfinare tra realtà e fantasia, tra quotidianità e straordinarietà. L’impossibile qui è possibile, proprio come nei pensieri dei bambini!

Una storia inizia con un topolino pronto a godersi un bel bagno – già, perché è molto sporco, ma molto molto sporco – e prosegue con il medesimo topolino che, sentendosi ancora sporco, continua a lavarsi, e a lasciar scorrere l’acqua, che bagna il pavimento, e poi arriva in tutta la casa, e poi esce per strada fino a sommergere tutto il villaggio…!
Un’altra storia racconta di una mamma e un topolino che escono a fare una passeggiata, e si fermano in cima a una collina per ammirare il cielo, e poi iniziano a giocare riconoscendo nelle nuvole tante forme diverse… chi non ha mai fatto questo gioco? Ma poi la mamma si allontana e il topolino vede una nuvola trasformarsi in un temibile gatto, uno davvero vero!, che se lo vuol mangiare…
E poi c’è il topo che si mette in viaggio per andare a trovare la mamma e vive una incredibile avventura perché la macchina con cui parte si rompe, e trova dei pattini ma poi si rompono pure quelli, e meno male che ci sono degli stivali…peccato che si buchino le suole e così via finché, cosa gli resterà da cambiare per poter proseguire il viaggio se non i piedi?
Sempre avventuroso è ciò che capita al topo che, salendo in barca per fare un giretto, si trova a essere sospinto da un vento dopo l’altro, in un accumularsi di esilaranti accadimenti (che Oliver Jeffers si sia ispirato a questo storia per il suo bellissimo Nei guai?).
La storia del vecchio topo, invece, è quella più simile a una parabola morale poiché vi si trova la trasformazione della superbia e dell’arroganza, soprattutto indirizzata ai bambini, in generosità e amicizia.
La mia storia preferita – Ilde le ama tutte! – è quella dedicata alla tenera amicizia tra Topo Altissimo e Topo Bassissimo, alle loro diverse visioni del mondo e al loro sapersi ritrovare in questa diversità.

Consiglio questo libro a tutti i bambini curiosi che potranno trovare l’incanto in queste storie della buonanotte da leggere tutte d’un fiato, o da gustare sera dopo sera.

STORIE DI TOPI
Arnold Lobel
Traduzione di Gabriella Manna e Elena Rolla

Kalandraka
Anno di pubblicazione: 2013
72 pp. | 15 x 21,5 cm.

Prezzo di copertina: 15 euro
Età di lettura: dai 4 anni

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