Todos fazemos tudo

Silvia Sai

Ognuno è come gli pare.

Ognuno dovrebbe poter essere come gli pare.

Possiamo dire che le combinazioni offerte dalla vita sono infinite? Alcune determinate fin dalla nascita, come l’appartenenza di genere o di razza, altre frutto di scelte personali, altre ancora, molte, sono un miscuglio di propensioni individuali e condizionamenti derivanti dalle culture di appartenenza in determinati contesti storico/sociali (come le abitudini, i comportamenti, le professioni).

Infiniti sono i modi di mostrarsi, infinite le attività cui amiamo dedicarci, infinite le identità che scegliamo di indossare. L’esistenza umana è così ricca e inaspettata che molti di noi possono trovarsi, un giorno, a fare cose cui mai avrebbero pensato, e non necessariamente le più strambe. Forse proprio le più quotidiane. Come spingere una carrozzina, fare una torta, costruire un tavolo, annaffiare i fiori.

Ognuno dovrebbe poter immaginare di essere come gli pare.

Ma la vera, prima, libertà, io credo, consiste nel poter immaginare se stessi, e gli altri, in un modo diverso da come attualmente si è.

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Questo è ciò di cui ci parla Todos fazemos tudo (Tutti facciamo tutto), un brillante libro senza parole originariamente edito da Éditions Notari nel 2011 con il titolo Et pourquoi pas toi? (E perché non tu?). L’autrice è Madalena Matoso, un’artista portoghese, co-fondatrice della casa editrice Planeta Tangerina, che già abbiamo imparato ad apprezzare grazie ad alcuni suoi libri editi in Italia (per Topipittori, La Nuova Frontiera Junior, Logos).
Et pourquoi pas toi è frutto di una precisa volontà politica. E’ stato infatti edito in collaborazione con il Service de la petite enfance della città di Ginevra con il preciso intento di sensibilizzare i bambini in età prescolare circa l’uguaglianza tra uomini e donne (e una copia del libro è stata donata a tutti i bambini frequentanti nidi e scuole dell’infanzia!). 
In realtà, a mio avviso, questo libro è molto di più.

È un’opera che coniuga intelligenza e divertimento. Attraverso le pagine ad alette divise in due metà indipendenti, mobili poichè unite al centro da una spirale, il lettore è invitato a sfogliare un vasto campionario di umanità: nelle alette superiori troviamo personaggi maschili o femminili (a mezzobusto), in quelle inferiori vediamo raffigurate invece le attività svolte (oltre che la parte inferiore del corpo del personaggio!).

Semplice. Concreto. Una modalità accattivante che al contempo diverte, stimola la fantasia, attiva meccanismi di immedesimazione o presa di distanza da situazioni quotidiane e/o stereotipiche, lasciando spazio a quante più storie possibili. Il tutto condito dallo stile grafico caratterizzante l’autrice, nei disegni brillanti e nei colori uniformi, prevalentemente blu, rosso, giallo, verde.

Ciò che qui ho apprezzato è che non vengono proposte situazioni strane o insolite. Le azioni sono tra le più consuete e il bambino potrà riconoscerle e in esse riconoscersi: giocare a calcio, spingere una carrozzina, cucinare una torta, scrivere al computer, bagnarsi i piedi nell’acqua di un fiume, leggere una storia, bere il caffè, curare un cane, fare ginnastica, spazzolare i capelli di una bimba…
Similmente, l’umanità rappresentata, pur essendo altrettanto variegata, è familiare al vissuto dei lettori: vi sono uomini e donne, con capelli neri, biondi, lunghi, corti, calvi, coi baffi o barba, con la pelle nera, blu, rosa, persone giovani, anziane, bambini….

Il passaggio successivo è la combinazione. Ed è proprio l’associazione di un personaggio a un’azione svolta che può rendere alcune situazioni molto insolite. Qui risiede la forza del libro.

Stiamo parlando di un libro contro gli stereotipi? Sì, certamente. Le domande potrebbero arrivare spontanee: solo la mamma spinge una carrozzina, o cuce? Solo gli uomini lavorano al computer? Un uomo può pettinare i capelli a una bimba? E una donna può giocare a calcio? Ma, attenzione, la critica qui non avviene in modo didascalico. Innanzitutto perché il bambino è libero di girare le pagine come più gli piace scegliendo le combinazioni, inoltre è un silent book e, come tutti i silent, non propone una storia precostituita, quindi…massima libertà!
L’approccio è giocoso perché ci si diverte a ricomporre i personaggi: un ottimo modo per entrare in confidenza con l’umanità e i suoi preconcetti senza pesantezza.

La decostruzione di schemi culturali legati al genere, ma anche alla razza o all’età, avviene in modo sottile e silenzioso. Infatti, non è detto che sia colta in modo consapevole da un bambino (anche se potranno facilmente sorgere domande). E’ piuttosto l’adulto che accompagna la lettura e gioca con i piccoli lettori che potrà, se lo desidera, sostenere una decostruzione dello stereotipo, o semplicemente dare ascolto a un pensiero.
Mi piacciono molto i libri che allenano la mente a un pensiero aperto e possibilista, esercitando gli occhi a vedere oltre le apparenze. È solo nelle storie, e nella fantasia, che si può vedere l’Altro diverso da come lo si vede, e vedere se stessi diversi da come ci si immagina, magari in un futuro in divenire. Questo esercizio mi sembra molto prezioso.

Ora voi vi chiederete forse: come si può leggere un libro del genere?
Per certi aspetti può essere spiazzante. Non solo non c’è una storia, non c’è neppure un testo e le pagine sono addirittura mobili! Ebbene, anche nella lettura del libro occorre chiamare in causa la fantasia. Io ho sperimentato con Ilde (3 anni e mezzo) alcune possibilità (anche suggerite da lei), altre le trovate sul sito di Planeta Tangerina come pdf (ahimè in portoghese ma un po’ si capisce), altre ancora le potrete inventare voi!

Durante le letture del libro ho proposto ogni volta diversi fili conduttori che seguissero certe domande:
– Chi vorresti essere? Io vorrei essere…
– Cerchiamo la mamma e il papà e la nonna etc…
– Chi assomiglia a chi?
– Raccontiamo una storia seguendo un personaggio fisso (cambiando solo le alette inferiori, come nelle foto seguenti)
– Cerchiamo tutti gli uomini/donne con gli occhiali/capelli biondi etc. e vediamo cosa fanno…
– La lettura preferita di Ilde, in ogni caso, non segue queste domande perché lei inventa delle storie legate alla sua quotidianità nominando i vari personaggi con i nomi delle persone della nostra famiglia e della sua cerchia di amici.
– Per i suoi colori vivaci e le figure nette e essenziali, oltre che per le alette mobili, il libro è amato anche da Tina (12 mesi) che ama sfogliarlo e sfogliarlo (non è un caso che sia stato donato ai bambini frequentanti i nidi!).

Sarebbe bello che si potesse davvero giocare, in modo consapevole ma libero, con le proprie e altrui identità. Dovrebbe essere un diritto innanzitutto allenato nell’infanzia, in un tempo in cui tutto dovrebbe essere immaginato come possibile.

E allora, alleniamoci a dire… perché non tu?

P.S. Desidero ringraziare Sonia Basilico, è a lei che devo la mia curiosità verso questo libro nata durante un incontro formativo presso la Libreria Radice-Labirinto di Carpi. Il libro può essere acquistato direttamente sul sito della casa editrice o, come ho fatto io, chiedendo alla propria libreria di fiducia che, se possibile, ve lo farà arrivare.

TODOS FAZEMOS TUDO
di Madalena Matoso
Planeta Tangerina
32 pp. | 20×20 cm. | Anno di pubblicazione: 2012
Prezzo di copertina: 12,90 euro

ET POURQUOI PAS TOI?
Editions Notari
Anno di pubblicazione: 2011

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