Ugo Canguro

Silvia Sai

Contrariamente ad ogni mia aspettativa, o per meglio dire, speranza, anche Ilde si è trasformata in Ugo Canguro. Improvvisamente, allo scoccare dei 24 mesi esatti.

UGO CANGURO è l’ultimo albo scritto e illustrato da Eric Battut per la collana I Bohemini che con semplicità ma efficacia racconta la terribile sindrome del “E’ MIO! E’ MIO! E’ MIO!” che, ormai mi è chiaro, non risparmia alcun bambino (Se vuoi conoscere meglio la collana leggi qui ciò che ne ho scritto alla fine del post).

E pensare che quando mi recavo al parco con Ilde gattonante rimanevo allibita di fronte alle crisi isteriche di possesso nei bimbi appena più grandi, alle affermazioni spietate di proprietà privata e alle lotte all’ultimo sangue per palla altalena scivolo bicicletta margherita bastoncino carta di gelato formica!

Trovavo tale sindrome decisamente fastidiosa ancor più perché la ritengo espressione della nostra opulenta società basata sull’individualità e sul possesso. E va bene dire che è un passaggio evolutivo fondamentale nell’affermazione della propria identità individuale individualissima. Ma, mi chiedevo, deve necessariamente passare attraverso l’affermazione del possesso? Perché non attraverso la relazione con l’altro? [Queste, e altre, erano le elucubrazioni mentali di una mamma antropologa, sempre pronta a leggere i comportamenti umani attraverso la lente della cultura].

Morale: ero convinta (o illusa) che mia figlia sarebbe stata immune alla sindrome del possesso. E invece, come da manuale, sta seguendo alla lettera le tappe evolutive (lezione numero 1: frequentare il più possibile spazi neutri, evitare di invitare amichetti a casa “così mostri loro i tuoi giochi”, e viceversa).

Chi è Ugo Canguro

Apprezzo molto la casa editrice Bohem Press e trovo deliziosi gli albi illustrati di forma quadrata, interamente cartonati, proposti nella collana de I Boemini, ma ciò l’ho già raccontato altrove. Trovo che siano oggetti editoriali preziosi nonché di rara qualità per la fascia 1-3 anni. L’uscita di Ugo Canguro è stata una piacevole sorpresa. Come i suoi fratelli di collana, Ugo Canguro si distingue per il perfetto equilibrio tra immagine e testo, quest’ultimo ricco di onomatopee che rendono la lettura più partecipata e divertente. L’uso del colore netto e uniforme nello sfondo, in questo caso particolarmente sgargiante (l’arancio), crea un contrasto accattivante con le figure dei protagonisti, rese in nero o in bianco. Il tratto un po’ impreciso, così come il riempimento dei colori, trasmette un’idea piacevole di essenzialità e non finitezza, vicina all’espressività grafica dei bimbi di quell’età.

Tutto è molto SEMPLICE, in questo libro. Ma allo stesso tempo INTENSO e ricco.

La storia presenta una sfumatura leggeremente didascalica dato il tema e l’happy ending, e narra di Ugo Canguro che, dopo avere raccolto un bellissimo fiore profumato, vede avvicinarsi a lui, uno alla volta, i suoi amici (protagonisti degli altri albi della collana: Lupo Baldo, Lindo Porcello, Cocco Ranocchio). Tutti interessati al bel fiore, vengono cacciati in malo modo al grido indispettito di “E’ MIO!!”. Inutile dire che i bambini vi si riconoscono immediatamente! Il nostro Ugo Canguro resta così solo, ma il finale è ovviamente felice: la generosità (attenzione però, non la condivisione!) ripara la tristezza degli amici e permette di giocare nuovamente insieme.

UGO CANGURO
di Eric Battut
Ed. Bohem Press | Collana I Bohemini
24 pp. | 18 x 18 cm. | Cartonato con angoli arrotondati
Anno di pubblicazione 2014 | ISBN 978889518580
Prezzo di copertina: 13,90
Età di lettura consigliata: dai 2 anni

 

Ugo Canguro
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Se vuoi svolazzare ancora un po’…

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