Il grande libro delle Storie della fattoria

Silvia Sai

Quando Ilde ha compiuto due anni, avevo un’idea precisa del libro che le sarebbe potuto piacere. Cercavo un testo con le seguenti caratteristiche: presenza di una storia, possibilmente un’avventura, temi legati al vissuto quotidiano dei bambini, protagonisti umani, semplicità ma non banalità di linguaggio, età di riferimento tra i due e i tre anni. Non ero interessata a principi e principesse, a orsi e balene, o a viaggi nello spazio e al Polo Nord. Desideravo storie che narrassero il quotidiano con stupore. Storie in grado di richiamare quella luce che Ilde ha negli occhi  quando le racconto le piccole, grandi avventure della nostra famiglia. Ebbene, non è stata una ricerca facile (lo sarebbe stata per voi?).

La casa editrice inglese Usborne mi ha dato ciò che cercavo con “Il grande libro delle storie della fattoria”.

Il corposo volume (320 pagine!) contiene storie piccole. Piccole perchè brevi, semplici – di quella semplicità la cui essenza mai è banale – piccole perché vicine al punto di vista dei bambini. E i bambini si entusiasmano nel quotidiano, ai loro occhi così intriso di avventura, scoperte, curiosità ed emozioni! Già, quello stesso quotidiano che allo sguardo adulto appare vestito di noia e banale ordinarietà. Usborne ci offre un libro che sublima il quotidiano nella sua essenza. Non lo innalza in chiave poetica, lo rappresenta nella sua concretezza ed efficacia, perché è sufficiente guardarlo con occhi bambini per riscoprirne la magia.

Leggendo il libro appaiono perciò credibili le affermazioni di Peter Usborne in un’intervista:

Sai qual è il mio segreto? Io, dentro di me, sento di avere 7 anni. La mia testa, il mio entusiasmo, la mia energia si sono fermati lì. Per questo percepisco cosa pensano e cosa vogliono i bambini: sono uno di loro.

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Il grande libro delle storie della fattoria

“Il grande libro delle storie della fattoria” è una raccolta di 20 storie ambientate nella Fattoria del Melo. I personaggi umani sono la famiglia Fattori: la mamma, i due bambini Maria e Carlo, il cane Pippo, il papà, figura molto assente che si palesa in pochissimi storie, e Teo, il garzone tuttofare, curiosamente ben più presente del papà. Accanto alla famiglia compaiono numerose altre figure come vicini di casa, paesani, avventori.

Coprotagonista è il mondo animale, rappresentato con caratteri individuali: il maialino Ricciolo ribelle, Patty il pony forte, Renata la pecora birbona, Mimi l’asinello goloso, Cinzia la capra dispettosa, sono i più ricorrenti.

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Lungi dall’essere rappresentati immobili o isolati nel mondo in cui vivono, i bambini sono partecipi delle avventure. Corrono alla ricerca di Ricciolo che si è perduto, accompagnano la mamma alla fiera di paese inseguiti dalla pecora Renata, si entusiasmano per un viaggio in treno, difendono un cavallo maltrattato, investigano su uno spaventapasseri che misteriosamente si muove al vento, e così via. I bambini non sono necessariamente al centro delle storie, piuttosto le vivono. A volte si pongono come spettatori (ad esempio nella storia che vede il fienile della fattoria andare, apparentemente, in fiamme), a volte come veri protagonisti (ad esempio quando una mongolfiera atterra  inaspettatamente davanti alla fattoria, o quando sperimentano il campeggio notturno nel prato di casa).

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E poi sono bambini ritratti sempre in movimento e all’aria aperta, con qualsiasi stagione. Lo si nota già dalla pagina introduttiva di presentazione della Fattoria del Melo, pagina che  si ripete in tutte le storie con le medesime frasi (e alla quarta storia che legge dietro fila, l’adulto lettore, ma non il bambino, potrebbe risultarne un po’ annoiato!)   Ciò che varia è l’illustrazione che “fotografa” i bambini e la mamma indaffarati nelle più svariate faccende: raccolgono le mele sull’albero, ammucchiano legna, camminano attentamente con uova fresche in mano, raccolgono fiori o carote, portano il mangime agli animali, passeggiano, giocano.

Questa è la Fattoria del Melo.
Questa è la signora Fattori, la padrona, con i suoi bambini Carlo e Maria e il loro cane, Pippo.

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Le illustrazioni sono molto graziose, fresche, spontanee, colorate. In esse le figure emergono con tratto chiaro e lineare. Certo, i volti non si differenziano granché nei dettagli somatici (cosicchè la mamma risulta quasi uguale alla figlia), ma tutto sommato è un dettaglio su cui si può soprassedere. E per gli amanti dei cerca-trova, si può giocare con una paperella gialla nascosta in ogni pagina.

La stessa semplicità non banale delle illustrazioni la troviamo nel lessico e nella struttura del testo, chiara e lineare: una frase nella parte alta della pagina, quasi un titolo, e due righe in basso incorniciano l’illustrazione. L’alternanza di frasi descrittive e narrative con brevi dialoghi rende la lettura molto scorrevole e movimentata.

“Il grande libro delle storie della fattoria” accompagna le nostre letture serali da mesi e mesi. Ilde adora in particolare le storie ambientate in inverno, i personaggi di Ricciolo e Patty. Come già accaduto per altri libri e personaggi, le storie entrano nella vita di Ilde. E così, ad esempio, quando sente il suono di una sirena esclama “Forse c’è un fienile in fiamme!”, oppure un giorno in un bagno un po’ scalcagnato ha ritrovato quella che per lei è la pompa dei pompieri!

 

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In perfetta sintonia con le proposte editoriali della casa editrice, gli stessi personaggi della Fattoria del Melo si trovano anche in diversi libri gioco e in libri con adesivi.

IL GRANDE LIBRO DELLE STORIE DELLA FATTORIA
Heather Amery (testo) e Stephen Cartwright (illustrazioni)
Traduzione a cura di Giovanni Guarnieri e Enrico Ranzoni
Edizioni Usborne
38 pp. | 21 x 21cm | Anno di pubblicazione
Prezzo di copertina: 19 euro

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Animali, ancora animali…

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6 risposte a “Il grande libro delle Storie della fattoria”

  1. lacasadifra ha detto:

    Fantastica la pompa dei pompieri! Stessi personaggi per una versione che abbiamo nella nostra libreria. Si chiama Scopriamo la natura… l’avresti mai detto?!

  2. Laura ha detto:

    E’ stato il primo libro che abbiamo comprato per Emma. Lo leggiamo da quando aveva solo pochi mesi. Forse era un po’ presto e non so come arriverà ai suoi 2 anni visto che adesso che ha 1 anno e lo sfoglia da sola abbiamo già dovuto riattaccare con lo scotch alcune pagine ma le piace così tanto!!!

  3. scaffalebasso ha detto:

    ahahahha è incredibile Silvia! È stato uno dei libri preferiti di Saverio: io lo presi perché ho ancora qui sullo scaffale una serie di libretti dello stesso autore che leggevo da piccina, sono stupendi. Non ne ho mai parlato solo perché, con gli occhi adulti, li ho trovati un po’ monotoni. E poi davvero: ma questo papà che scompare e riappare lavora in un’altra fattoria?! aahahah
    Grazie!

    • Silvia Sai Silvia Sai ha detto:

      Incredibile davvero! Ma Saverio è mooooolto fortunato ad avere uno scaffale così ? Monotoni…può essere, ma solo per un occhio adulto! È il papà, già, un mistero che prima o poi andrà risolto!

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