Il punto

Ada

A volte scompaiono, semplicemente. Non ti accorgi più che ci sono tanto rimpiccioliscono e ammutoliscono. Altre volte sono prepotentemente ingombranti, sfiniscono, ti mettono perennemente alla prova. Se li guardi negli occhi, dentro, a fondo, VEDI e ti manca il fiato, perchè spesso trovi fatica, difficoltà nel riconoscersi per quello che si è e accettarsi con i propri limiti e risorse. A volte vedi adulti di riferimento che non riconoscono, sminuiscono, sviliscono.

I bambini hanno bisogno di essere visti e “vederli” è una delle esperienze più belle e complesse in cui un adulto possa imbarcarsi. Ma non basta vederli, bisogna passare al piano del fare. Bisogna riconoscerli, prendere in mano le parti belle e buone di loro, anche se a volte sono così nascoste da doverle cercarle a lungo e riscoprirle ogni volta. Quella parte buona, quel bambino competente che c’è in ogni bambino al mondo va illuminato e portato a galla, non per esibirlo ma per dargli il coraggio di essere e di vivere.

L’autostima è una brutta bestia. Ci abbiamo fatto i conti tutti. Io li faccio ancora a 40 anni tutti i giorni. Sono brava, sono sempre stata brava da bambina, responsabile, rispondevo alle richieste, ero accudente. Non so se quella bambina ero davvero io. In larga parte penso di sì ma ho ancora il dubbio che, in fondo in fondo, c’era qualcosa di altro, un qualcosa di potente e incontrollabile che non è mai uscito e che poteva liberarsi se solo mia madre mi avesse detto, guardandomi negli occhi, come e quanto era contenta di me. Me lo sono sempre detta da sola, per 40 anni. Anche oggi quando invece mi redarguisce per il mio modo di essere mamma, profondamente diverso dal suo. Forse anche lei aveva bisogno di qualcuno che la vedesse e non lo ha avuto. Le è mancato un padre e forse non ha incontrato mai un insegnante di quelli con la I maiuscola, forse neanche io.

Perchè essere visti dai propri genitori è la cosa fondamentale, ma, subito dopo, sono convinta che il ruolo degli insegnanti sia quello più delicato e importante perchè è proprio a scuola che ci si confronta più spesso con la valutazione, con il gruppo, con il mostrare competenze. Un insegnante può essere il più attivo coltivatore di speranze e di prospettive così come il peggior demolitore di autostima al mondo.

Il punto di Peter Reynolds pubblicato in Italia da Ape Junior è un libro che dovrebbe troneggiare nelle aule di scuola, un libro che mette al centro, che rende così terribilmente semplice il valorizzare competenze da farci pensare che ce la possiamo fare anche noi.

Vashti quel giorno a scuola deve disegnare. Non sappiamo cosa ma sappiamo che lei non lo fa. Non lo vuole fare. Il foglio è bianco, vuoto, spiazzante. Intorno a Vashti nessuno. Gli altri hanno già finito.

Il punto - Peter Reynolds - APE Junior

Si aprono, nel nostro immaginario collettivo, finali possibili di fronte a questa situazione.

Finale 1 (insegnante borbottante e recriminante)

Vashti non hai ancora finito? Ma insomma non è possibile che in un’ora tu non abbia disegnato nulla. Guarda i tuoi compagni cosa sono riusciti a fare…ora te ne stai in classe fino a che non hai finito!

Finale 2 (insegnante svilente e demolitrice)

Vashti sei proprio la solita. Non ti impegni e mi prendi in giro. Vai a fare l’intervallo tanto non ci saltiamo fuori qui!

Finale 3  (insegnante di Vashti)

Il punto - Peter Reynolds - APE Junior
Il punto - P.H.Reynolds - APE Junior
Il punto - P.H. Reynolds - APE Junior

Ecco una insegnante come questa è merce rara e va tenuta stretta. Ha saputo trovare il bello nel poco, riuscendo a dare valore e prospettive a un semplice punto che però a Vashti è costato tanta fatica.

Il libro ci racconta di come il gesto dell’insegnante apra nella mente di Vashti prospettive, le dia una decisa iniezione di fiducia. Reynolds sta con i piedi per terra quando prosegue nel racconto. Avrebbe potuto trasformare Vashti in una moderna Pollock ma si limita a farle disegnare ciò che sa fare, altri pallini. Pallini che cambiano dimensione e colore, che si distribuiscono nel foglio in modo artistico. Alla fine Vashti allestirà una vera e propria mostra d’arte.

Il punto - P.H.Reynolds - APE Junior
Il punto - P.H.Reynolds - APE Junior

L’autore chiude il libro lasciandoci con uno sguardo aperto al futuro…perchè l’autostima è contagiosa e chi è riuscito piano piano a costruirsela faticosamente poi si trasforma in un donatore di prospettive. Vashti lo fa!

Come sarebbe bello che ogni bambino potesse incontrare sulla sua strada una insegnante come quella di Vashti, sentendosi libero semplicemente di essere quello che è, di poter dare in base alle proprie attitudini e competenze sentendole accolte e valorizzate….per fortuna di insegnanti così ce ne sono.

Dedico questo post alle insegnanti di mia figlia Thi Ly, perchè sanno donarle spazi e possibilità, perchè lasciano porte aperte e ascoltano il suo cuore profondo, perchè con lormmo può sentirsi libera di dire

“Io coloro bene quando sono felice!”

Grazie!

P.S. Questo libro l’ho conosciuto e apprezzato grazie a Monica Nobile e Marina Zulian di Barchetta Blu che lo portano in giro per l’Italia durante le loro formazioni per insegnanti su scuola e adozione.

Sul sito dell’autore, potete trovare interessanti attività e proposte didattiche collegate al libro.

L’immagine di apertura è tratta dal sito http://vividlayers.blogspot.it/ ove sono riportati i lavori fatti con alcuni bambini e ragazzi a partire dal libro Il punto.

Condividi questo articolo sui social

4 risposte a “Il punto”

  1. Simona ha detto:

    Che bel post e che bel libro. Lo cerco subito.
    Grazie Gallina Ada!!! Parole commuoventi e tenere, che toccano il cuore.
    Dicono che i bravi insegnanti oggi siano rari. Io ho dei ricordi speciali della “mia”scuola: porto sempre nel cuore la maestra della scuola materna e una delle insegnanti delle elementari. Poi ho incontrato buoni insegnanti anche dopo, al liceo … Ma credo che le prime figure di riferimento siano quelle più importanti, che ti rimangono dentro.
    Così spero che anche le mie bimbe possano trovare alle primarie delle valide insegnanti. Per ora, fra nido e scuola dell’infanzia, ci sta andando benissimo. Del resto Reggio 0-6 è una garanzia

  2. Francesca ha detto:

    Grazie Ada per l’ispirazione che mi regali con questo e altri post. Penso proprio che acquistero’ questo libro da aggiungere alla biblioteca dei miei figli.

Rispondi a Simona Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *