C’è un luogo magico a Reggio Emilia dove si narrano storie. In una viuzza accanto alla più suggestiva piazza della città, c’è la piccola Casa Museo dei Burattini del grande maestro burattinaio Otello Sarzi e della sua famiglia.
Un luogo in cui la tradizione e i saperi costruiti con fatica e passione, di generazione in generazione, trovano respiro, protezione, e riposo. E rivivono.
Lui le marionette le fa non solo per farle muovere ma anche per cuocerle e mangiarsele… e seppellirne i resti. Perchè è roba che nasce e muore – razza umana non robot o mutanti (Dario Fo).
Nella parte museale i burattini sono immobili, illuminati con maestria dalle luci, appesi a pannelli e muri. E ti osservano, con sguardo fisso.







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