The Memory Tree

Silvia Sai

The Memory Tree è un libro che racconta la morte e celebra la vita. 

Parlare di morte ai bambini non è facile. Nella cultura e nella società attuale è argomento coperto da tabù che mette a disagio noi adulti molto più di quanto, spesso, metta i nostri bambini.

I libri e le storie possono offrire un vocabolario e un immaginario sulla morte da discutere e condividere ben prima che ciò diventi un’urgenza impellente di fronte ad una morte reale.

Parlare della morte significa andare oltre la contingenza del momento   presente aprendo un ponte tra passato (ciò che non c’è più) e futuro (ciò che continuerà ad esserci). In sostanza, rielaborare un lutto attraverso la memoria. Difficile anche questo processo, laddove il dolore e il ricordo assumono sempre più forme decollettivizzate e silenziose.

Di tutto ciò, nella forma di un racconto con protagonisti gli animali del bosco, parla The Memory Tree. Del dolore di una perdita, certo. Ma anche di come un’assenza possa trasformarsi in presenza attraverso i ricordi. Non quelli privati, intimi, sussurrati. Ma i ricordi condivisi, narrati, dialogati (non erano così i funerali di un tempo?).

Volpe ha vissuto una lunga e serena vita, ora è stanca e sente che è giunto il momento di chiudere gli occhi, per sempre. Si accuccia in una radura, il manto arancione spicca nel paesaggio innevato. Il primo ad arrivare è gufo, amico di vecchia data, che abbraccia volpe coprendola con la sua ala in un’immagine insieme struggente e confortante.

Uno schiaffo e una carezza. Tutta la storia è un pugno nello stomaco di emozioni.

Memory Tree_gallinevolanti.com
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Aleggia una tristezza malinconica e diffusa, come una nebbiolina densa tra le pagine. Una tristezza che si intreccia a un profondo senso di pace, di calma, come la neve che protegge e ovatta, come il silenzio della natura. Non è un silenzio di disagio, ma carico di rispetto, un silenzio a cui lentamente si aggiungono parole, frasi, racconti, sussurrati con dolcezza e poi man mano in modo più deciso.

Sono le parole degli amici di Volpe.

Memory Tree_gallinevolanti.com
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Si sollevano le parole, scompare Volpe e, del suo stesso colore, spunta una piccola pianta. Come le memorie, si intessono i rami dell’albero. Trascorrono i giorni, le settimane, i mesi. Crescono i ricordi, cresce la pianta che si fa albero.

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Volpe continua a vivere, alla fine, eccome! Il suo colore arancio domina il bosco, inonda le pagine di chiusura, trionfa sulla tristezza. L’inverno ha lasciato gradualmente spazio alla primavera, e con lui i toni chiari e sommessi delle prime pagine virano verso tinte sempre più accese e vibranti man mano che scorrono i ricordi.

I ricordi condivisi di Volpe confortano gli amici sconsolati.

Allo stesso modo  l’albero offre riparo e protezione agli amici di sempre.

I cuori si alleggeriscono, e Volpe sorride.

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THE MEMORY TREE

di Britta Teckentrup

Orchard Books

Anno di pubblicazione: 2013

Attualmente non tradotto in lingua italiana

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BREVE DIGRESSIONE FAMILIARE:

Il primo dialogo sulla morte in casa nostra è arrivato quando Ilde aveva 24 mesi.

Io: Ilde domani andiamo in montagna… dalla zia..

Ilde: Mamma c’è la Kira in montagna? (cane della zia)

Io: No, Ilde la Kira non ci sarà.

Ilde: E dov’èèèè?

Io: Ehm, la Kira… [dorme? non si sveglia più più? ha chiuso gli occhi? è in vacanza? che cosa le dico???] …la Kira è morta, tesoro.

Ilde: E’ morta?? [prima volta che sente questa parola]… Dov’èèèèè?

Io: Ehm… [In cielo? Troppo religioso. Sotto terra? Troppo crudo… Sii è reincarnata? Troppo complesso… Non lo so! Ma, esige una risposta] La Kira è in cielo [capitolo in 3 secondi sul versante biblico].

Ilde: In cielo? [guarda fuori dalla finestra] …… Con sua mamma?

Io: Sì, sì con la sua mamma, certo! [Evviva! Sta già rielaborando il fatto raccontandosi una storia]

Ilde: ……. Anche io voglio andare!!

Io: …………….

Perchè non svolazzare ancora un po’ nel pollaio?

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8 risposte a “The Memory Tree”

  1. Anna ha detto:

    Sembra l’illustrazione del metodo che applichiamo io e i miei bimbi quando muore qualcuno di caro (uomo o animale in effetti!!) = ripercorriamo qualche ricordo e concludiamo con “Bhe ha avuto una bella vita!”

    • Silvia Sai Silvia Sai ha detto:

      Che bel modo che avete costruito, Anna, in famiglia per affrontare la perdita di qualcuno… prenderò spunto

  2. Caterina ha detto:

    Sai cosa mi ha fatto venire in mente il commento di Ilde? Un paradiso per il piccolo orso, di Wolf Elbruch, anche lui avrebbe voluto andare… che tenerezza!

  3. Marina ha detto:

    libreria Internazionale Pad.22…la lista si allunga.
    Non è facile parlar di morte nè ai bambini nè ai grandi mai troppo grandi, lo guarderò con attenzione.
    Grazie Silvia!

    • Silvia Sai Silvia Sai ha detto:

      Grazie a te Marina di averci letto e commentato. Questo albo affronta la morte davvero in modo intelligente e naturale. Io lo consiglio moltissimo. Speriamo anche in una traduzione!

  4. scaffalebasso ha detto:

    Bellissimo, davvero bellissimo, credo il più leggero e significativo sulla morte!

    • Silvia Sai Silvia Sai ha detto:

      Hai ragione Maria, finalmente un libro che parla di morte in modo diretto e chiaro ma allo steso tempo naturale e delicato. E, soprattutto, senza la pretesa di voler ‘spiegare’ cosa è la morte (in fondo, come si fa a pensare di spiegarla?), ma solo di offrire scenari futuri e luminosi.

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