Pop Up Van: piccole storie su ruote!

Galline Volanti
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Tutto è iniziato quando Ada ha comprato un pulmino, per sé e per la sua famiglia. Doveva essere un mezzo di trasporto familiare…
Poi sono arrivate le Galline Volanti a sognare quel pulmino trasformato in un carro magico pieno di libri, uno scrigno di storie ambulante.

Lo immaginavamo luminoso, colorato, versatile, accogliente, divertente.

Da quando abbiamo dato vita all’Associazione, covavamo l’idea di portare letture di qualità ai bambini e alle famiglie dall’orecchio più acerbo, a quei bambini che non sono mai entrati in biblioteca, e nemmeno in libreria.
Quei bambini che trascorrono le giornate a giocare nei parchi e tra i portici sotto casa.
Quei bambini cui non è mai stata letta una storia, e mai ne hanno letta una in autonomia.
Quei bambini che le storie… che noia, che fatica.
Quei bambini che magari inciampano nell’italiano.

Nonostante Reggio Emilia, la nostra città, sia un’eccellenza nella cura e nelle offerte culturali pubbliche per l’infanzia, questi bambini esistono, vivono accanto a noi, pure a 200 metri da una meravigliosa biblioteca.

E così, grazie al bando Restate del Comune di Reggio Emilia, alla preziosa collaborazione di molti e alla cena narrante da noi organizzata come fundraising, il nostro piccolo sogno ha iniziato a prendere forma.

Il pulmino è diventato il Pop Up Van, da cui fioriscono storie come per magia; è comparso un delizioso carretto artigianale in legno, le tendine gialle, i cuscini rossi, una veranda, una colorata insegna, le librerie e ovviamente tanti, tanti libri.

Abbiamo scelto due parchi cittadini in cui sapevamo avremmo trovato “quei” bambini e ragazzini.

Abbiamo condiviso il progetto con i volontari dell’associazione che sono saliti sul carro in modo entusiasta.

Abbiamo deciso di proporre non delle narrazioni a grande gruppo, come spesso facciamo, ma letture a piccoli gruppetti liberamente accomodati nel parco, in cui adulto e bambino potessero godere di un momento prezioso e unico. I bambini potevano spostarsi liberamente da una lettura all’altra, sfogliare un libro in autonomia, salire sul Pop Up Van, arrampicarsi su un albero, fare due chiacchiere con gli amici, seguire un piccolo laboratorio…

Tra giugno e settembre otto sono stati gli appuntamenti che hanno visto il Pop Up Van sostare in quei due parchi, ogni pomeriggio segnato da un tema diverso che caratterizzava sia la scelta delle letture che le attività laboratoriali di volta in volta proposte con la collaborazione di esperti.

Abbiamo anche lasciato spazi di libertà per poter trovare altro oltre ai libri. Importante il momento della merenda che è diventato calamita per i bambini meno propensi all’ascolto o i piccoli laboratori manuali o esperienziali che sempre accompagnavano il tema dell’incontro.

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 La veterinaria Francesca ed il suo cane Ines che ci hanno parlato di accudimento e relazione con gli amici a quattro zampe.

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Due guardie giurate ecologiche volontarie che ci hanno accompagnato ad esplorare il mondo degli insetti.

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Un volontario dell’associazione Fiab che ha raccontato ai bambini come usare in sicurezza la bicicletta e aggiustato insieme a loro biciclette a più non posso.

Grazie anche alle nostre volontarie che ci sanno fare con le mani e che hanno aiutato i bambini a costruire biciclette con carta e bottoni o a coltivare piccoli semenzai realizzati con materiale di riciclo.

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Ma torniamo al cuore del progetto: le storie, i libri, la biblioteca che viene caricata sul Pop Up Van e va in cerca di ascoltatori.
Iniziamo col dire che volevamo raccontare le storie, e invece ogni volta eravamo noi ad ascoltarle, le loro storie di vita. Accennate, frammentate, sussurrate tra una lettura e l’altra.
Avendo sempre la disponibilità di 4 o 5 lettori volontari, è capitato che si leggesse per un po’ anche ad un bambino solo o a gruppi di tre o quattro. Ogni lettore si posizionava in libertà e i bambini si muovevano e spostavano da uno all’altro!

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A volte i bambini li dovevi andare a stanare nei cortili e sotto i portici, richiamare durante la partitella a calcio, scovare dietro un albero o su un balcone.

A volte, dopo i primi appuntamenti, ci aspettavano già. I bambini del quartiere, che come sentinelle si accorgono subito se c’è un insolito trambusto nel “loro” parco.
Tornare nello stesso luogo ci ha permesso di conoscere e riconoscere alcuni bambini: quelli che in un nano secondo svuotano il vassoio della merenda, quelli come Elvis, bimbo africano di poche parole ma occhi e orecchie enormi, quelli come Ines, timida ma sempre presente, quelli come Dario che ascoltava storie mangiando quattro pezzi di pizza insieme.

C’erano i più piccoli, che ancora non camminavano.

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E poi c’erano loro, i dodicenni, su per giù.
Difficili da richiamare e trattenere, un mondo da scoprire. C’era Ayub che è salito sul Pop Up Van ad ascoltare storie con bambini di quattro o cinque anni mentre i suoi coetanei se la sghignazzavano fuori.
“A me non importa” – diceva – “perché le storie mi piacciono”.

C’erano i calciatori incalliti che fra il primo e il secondo tempo si avvicinavano per una merenda e alla fine si fermavano ad ascoltare storie di albi illustrati per i più grandi, libri di cui è ricco il panorama editoriale. E andava a finire che le storie le leggevano loro agli altri, un po’ per uno, a volte incespicando.

Molte sono le scene che rimarranno impresse nella memoria, come le bambine sarawi, appena arrivate per un soggiorno estivo e che non capivano una parola di italiano, a cui abbiamo letto dei silent book (libri senza parole), oppure il racconto della principessa sul pisello che abbiamo fatto, insieme ad una piccola partecipante, al fratello diciottenne che non ha mai letto un libro e ad uno zio di origini caraibiche!

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C’erano i gruppetti di ragazzine, che dovevi proprio fermare perché da sole non si sarebbero avvicinate. E si iniziava a chiacchierarci insieme e ti dicevano che a loro non piace leggere libri, ma sì, uno l’hanno letto, solo uno è piaciuto, di quelli che non riesci a staccarti nemmeno mentre fai colazione. E quando gli chiedi che libro è e scopri che è uno dei tuoi preferiti, Wonder di R.J.Palacio, ti scappa di abbracciarle e di dir loro entusiasticamente che ci sono numerosi libri che costituiscono il seguito!

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E ancora, le lacrime di una bambina che voleva leggere una storia agli amici; faticava in un italiano zoppicante, forse dislessica, gli amici si distraevano. E allora la storia abbiamo iniziato a inventarla insieme, senza leggere le parole ma leggendo ciò che ci passava per la testa, noi insieme a lei.

E che dire di quando un pomeriggio avevamo adocchiato in una parte diversa del parco un gruppo nutrito di bambini, tra i tre e gli otto anni, sotto la sorveglianza di un papà intento a bere birra e fare altro su una panchina.
Li abbiamo timidamente invitati, ma il papà accampava scuse per non schiodarsi dalla panchina. Si sa però che le storie prendono strade imprevedibili e allora siamo andati noi da loro: un paio di volontari si sono spostati, si sono seduti in mezzo a loro, sul ghiaino, a leggere storie.
Piano piano anche quel papà si è alzato dalla panchina e si è spostato, sì sempre su una panchina, ma vicina al Pop Up Van, permettendo così ai bambini di partecipare insieme agli altri alle storie, alla merenda, ai giochi.

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I pomeriggi del Pop Up Van sono però diventati momento di incontro anche tra persone diverse, grazie alla biblioteca e alla nostra attività di promozione, hanno attirando infatti anche residenti in altri quartieri, ben diversi. In questo modo si è creato un pubblico molto variegato, un melting pot in cui l’attivazione di eventi culturali è divenuto elemento di relazione e conoscenza reciproca, possibilità di visita di luoghi altri in cui difficilmente ci si reca altrimenti.

Condivisione e umanità.
Questo il tesoro più grande che ci siamo portate a casa da questa esperienza.

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Molte sono le persone che hanno reso possibile tutto ciò. Desideriamo ringraziare tutti, uno a uno:

Il Comune di Reggio Emilia per aver reso possibile la realizzazione di questo progetto grazie al finanziamento concesso.

La Biblioteca San Pellegrino / Gerra, per la preziosa collaborazione, in particolare la direttrice Monica, Chiara e la mitica Chiaretta del servizio civile.

Il supermercato Conad/Le Querce, per averci donato merende sostanziose e abbondanti per tutti gli otto incontri.

Mika, artigiano dalle mani sapienti e dalla mente aperta, perché con il suo carretto di legno ha dato forma alle nostre idee.

I nostri volontari: Anna, Arianna, Chiara, Claudia, Caterina, Elisa,  Daniela, le Francesche (F. – B. -R.), Matteo, Patrizia, Stefania, Sara,  Sabrina e tutti gli amici che hanno partecipato e supportato!

Gli esperti che volontariamente hanno messo a disposizione dei bambini il loro tempo e la loro passione.

L’associazione Perdiqua, per il proficuo scambio di vedute e la collaborazione.

E ovviamente, tutti i bambini!

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2 risposte a “Pop Up Van: piccole storie su ruote!”

  1. Gomitoliamo Blog ha detto:

    Stupenda iniziativa! Complimenti 🙂

  2. M.Carlotta ha detto:

    Una delle più belle storie di intraprendenza e meraviglia, stupore e condivisione, coraggio e lungimiranza e prodonda passione! Grazie per questa bellissima emozione