La balena della tempesta

Silvia Sai

La balena della tempesta | Benji Davies | Giralangolo

Una storia potente e delicata che con poche parole e meravigliose illustrazioni contiene temi profondi dell’animo. Albo illustrato dai 3 anni.

Empatia, solitudine, amore, tristezza, felicità, amicizia, egoismo.
Difficile far entrare questi temi dell’animo, così profondi, in un albo illustrato senza scadere nella retorica.
Benji Davies ci riesce, e benissimo, scrivendo e illustrando una storia che parla ai bambini con infinita dolcezza e leggerezza.
Nico e la balena è una di quelle storie che ti entra dentro, scavando delicatamente nei cuori e nelle menti, di quelle che facilmente affiorano nella esperienza di quotidianità dei bambini.
L’anno scorso eravamo in vacanza in Francia, al mare. Ilde già conosceva e amava Nico e la balena. Un mattino abbiamo trovato un paguro sugli scogli e gli abbiamo dato una casa temporanea in un secchiello, osservandolo per tutto il giorno. Per Ilde il paguro era proprio la balena, e lei era come Nico. Questo mi disse, sorridendo, quasi a sorprendersi che le storie, in fondo, sono proprio vere.

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Nico è un bimbetto con la maglia a righe che vive in una casa “in riva al mare con il suo papà e sei gatti”. È un bimbo che sa badare a se stesso, lo intuiamo perché ci viene detto che il papà trascorre le intere giornate a lavorare sulla barca da pesca. Nico è solo, e un po’ di questa solitudine soffre, anche se non viene mai esplicitata in modo plateale. Lo intuiamo perché appena trova per caso una balena spiaggiata a riva, dopo una notte di temporale, Nico la porta a casa con sé. “Sapeva che per una balena stare fuori dall’acqua non era una cosa buona”, ma invece di spingerla nelle acque del mare, la carica su un carretto e sceglie di prendersene cura. La bagna, la immerge nella vasca da bagno, le racconta molte storie.
Chi si prende cura di chi? Chi è più bisognoso di aiuto? Chi desidera compagnia e conforto? Sottile è la linea tra soggetto e oggetto di cure in una relazione empatica un po’ mascherata.

Poi arriva la notte e con lei il papà, la cui fame e la stanchezza non gli fanno scoprire subito il nuovo inquilino in bagno, così Nico riesce a portare di nascosto qualche pesce per nutrire la balena. Quando poi il papà vede la balena, non si arrabbia, come temeva Nico, anzi, “era stato così occupato da non accorgersi che Nico si sentiva solo”.
Ecco svelata, in un commovente abbraccio tra papà e figlio, la funzione narrativa della balena.
Segue una meravigliosa tavola in cui Nico e il papà, entrambi luminosi nel loro impermeabile giallo acceso, cavalcano le onde del mare in tempesta, per riportare la balena nella sua casa. Un giorno forse, la rivedranno, magari proprio mentre bimbo e papà sono impegnati in un bel pic nic in riva al mare, come ci mostra l’ultima illustrazione, a chiudere la storia con estrema serenità.

I disegni di Davies sono davvero un incanto, così caldi nei colori, potenti nei contrasti (quanto è bravo a rendere la luce??), e morbidi nelle forme, profumano di mare, sale, sole. Con un tratto semplice, in tavole ricche di deliziosi dettagli e gesti umani, l’autore riesce a comunicare un’estrema vitalità, calma e presente.

LA BALENA DELLA TEMPESTA
Benji Davies
Traduzione di Anselmo Roveda
Giralangolo
Anno di pubblicazione: 2015
28 pp. 
Prezzo di copertina: 13,50 euro

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