Ma addentriamoci un po’ nel mondo di Viola e della sua bizzarra famiglia di circensi.
Sveglia e sognatrice, Viola è una simpatica testa riccia e bionda. E’ curiosa, riflessiva, intraprendente. Alle soglie dei 12 anni, è una ragazzina come le altre, vive le insofferenze, le domande e gli entusiasmi con l’intensità tipica dell’età. Ma Viola Vermeer è figlia di una donna cannone e di un entomologo domatore di insetti, la sua famiglia è il Cirque de la Lune, il mondo è la sua città, la sua casa una carrozza del circo.
Gli aspetti più interessanti che a mio avviso caratterizzano la storia sono l’avventura e il fascino di una vita itinerante e la ricchezza di relazioni umane e di incontri, non solo quelli che compongono la famiglia allargata, ma anche quelli che costellano il cammino del circo: persone tra le più bizzarre che offrono a Viola un modo diverso di guardare al mondo facendole apprezzare non solo una straordinaria varietà di vite ma anche scoprire cose nuove di se stessa.
E di questo Viola non sembra essere mai sazia.
Curioso e intrigante come accanto a un tono esistenziale e lirico, puntellato su dialoghi profondi, pillole di saggezza e scorci poetici, conviva un tono frizzante e frenetico, cosparso di scorribande, segreti, corse mozzafiato e guazzabugli.
Viola Giramondo si costituisce di 4 storie suddivise in capitoli che narrano avventure in luoghi diversi. Si inizia con Parigi e l’incontro fortuito con Henri de Toulouse-Lautrec e il suo pittoresco mondo. Si prosegue on the road, tra Stati Uniti e Canada, dove si incontreranno addirittura un nativo americano in fuga e il noto compositore Dvorak. La terza storia, quella più intima e commovente, racconta di un viaggio sulle montagne dell’Himalaya, un cammino per accompagnare l’anziano maestro/nonno Tenzin in una nuova fase della vita, un viaggio collettivo nei ricordi e nel mistero della vita. L’ultima storia, quella inedita e meno incisiva delle altre, vede protagonista la scimmia Sindbad in una rocambolesca fuga con un violino a Parigi…
Una costante del narrare è la presenza dei personaggi che compongono la famiglia/compagnia del circo: la mamma e il papà, l’amico trapezista che gira con Sindbad in spalla, lo zio con un brutto caratteraccio ma il cuore dolce, la nonnina Noce Moscata, Toussant il venditore di zucchero filato, il lanciatore di coltelli, il fachiro… e come nelle migliori tradizioni circensi, ognuno proviene da un luogo diverso ma è ora riunito sotto un’unica grande tenda.
Credo sia proprio questa colorata e allegra varietà umana ad attirare il lettore tra le righe e i disegni freschi e vitali, accanto a Viola. Non importa se Viola a 12 anni: ogni lettore, dal suo punto di vista, potrà sintonizzarsi con la sua contagiosa vitalità.
Teresa Radice e Stefano Turconi si confermano coppia autorale che non delude le aspettative.
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