Olga e Olaf

Ada

Ultimamente Ilde entra nei libri. O fa uscire i personaggi dai libri.

Parla e interagisce con la realtà narrata e modifica così quella vissuta. E viceversa. Dando vita a ben più di un fascinoso intreccio. Ma soprattutto, le ricadute sul quotidiano non sono irrisorie. Accade cioè che diventi molto complesso aprire il portone del garage perché, per chi non lo sapesse, lì vi abita il DRAGO. Non un drago qualsiasi, ma il bestione rosso con gli occhi verdi del bellissimo silent book Oltre l’alberodrago che, per la precisione, lì sta svernando in attesa della primavera. Cioè, ci vogliono delle accortezze, del tipo attendere l’attimo in cui lo sguardo di Ilde sia concentrato altrove, girare velocemente la chiave nella toppa e sgusciare all’interno in un battibaleno.

L’alternativa è sopportare grida furibonde

Ma mammaaaaaaa cosa faaaaai??????!!! C’è il daaaaaagoooo!!!!!!!!

cui seguono 10 minuti di rimproveri durante i quali ti sforzi di capire dove stia esattamente il problema. Il drago dorme in garage e se apri il garage il drago si sveglia e viene disturbato. Ecco. Semplice.

Ma, anzitutti, ci sono Olga e Olaf, ovvero: Ilde e Spritz (il cocker dei nonni).

“Olga e Olaf” è un libro pensato per quei bambini che iniziano a chiedere brevi storie. Scritto e illustrato da Tonka Uzu e edito da Bacchilega racconta la tenera amicizia tra una bimba (Olga) e il suo cagnolino (Olaf) nella cornice di una divertente avventura quotidiana. Olga e Olaf sono grandi amici e condividono tutto, anche il gelato (!), così inizia il libro, poi la bimba va a a scuola e Olaf è triste perchè resta solo, ma al ritorno a casa Olga, impaziente di abbracciare il suo amico, non riesce a trovarlo… dove sarà? Cerca e cerca, alla fine sente russare… dove si sarà nascosto?

Un albo illustrato adatto ai più piccoli, finalmente con una bella STORIA. Una rarità nel panorama editoriale italiano contemporaneo in cui abbondano libri per piccolissimi popolati di azioni, situazioni e immagini statiche, aspetti che sottendono un intento didattico. Disegno di una giraffa con a lato la scritta G I R A F F A, ergo: ti insegno che quella è una giraffa (che poi un bimbo quando mai ha visto o vedrà una giraffa?). Il tutto a scapito del semplice piacere di raccontare una storia.

Io credo che l’aderenza di un libro al mondo dei bambini rappresenti un punto di valore del libro stesso. Non mi riferisco a un racconto necessariamente realistico, in quanto la realtà vissuta dai bimbi è anche realtà di fantasia. Mi riferisco a quei libri che sanno davvero parlare ai bambini perché li vogliono semplicemente divertire (nel senso letterale della parola). Di questa funzione di “divertimento” dei libri e delle storie ho avuto modo di scriverne in un altro post, raccontando due splendidi albi.

“Olga e Olaf” è un libro che parla ai bambini. I disegni sono resi con tratto apparentemente frettoloso e un incompiuto nel riempimento dei colori, restituendo leggerezza, spontaneità e un vivo senso di realtà e movimento. Racconta una storia semplice ma densa di emozioni concentrate in poche pagine: la gioia della condivisione di un’amicizia – la tristezza per la separazione – l’impazienza per l’attesa – l’entusiasmo per l’incontro – la curiosità (dov’è Olaf? mi starà facendo uno scherzo?) – la delusione perché proprio Olaf non si trova – l’allegria nell’abbraccio finale.

Mentre scrivo ho davanti agli occhi l’immagine di Ilde che a casa dei nonni si aggira perlustrando ogni angolo mettendo in scena Olga e Olaf: “non ha mangiato le crocchette, non è nella cuccia, ma dove sarà??” (accanto a lei, e lei lo vede benissimo). Sorrido pensando alle letture serali durante le quali normalmente Olga e Olaf conservano i loro nomi originari fino alla scena in cui la bimba torna a casa da scuola e inizia a chiamare Olaf. In quella pagina mia figlia pretende imperiosamente che la narrazione prosegua con i nomi di Ilde e Spritz. La storia narrata si modifica in base a quella vissuta. Cambiano i nomi, così come la storia perché “non è vero che Olaf resta a casa da solo, perché a casa c’è il nonno!”

Auguro buoni Olaf e Olga a tutti, qualunque nomi nelle vostre realtà assumano…

Mentre scrivo ho davanti agli occhi l’immagine di Ilde che a casa dei nonni si aggira perlustrando ogni angolo mettendo in scena Olga e Olaf: “non ha mangiato le crocchette, non è nella cuccia, ma dove sarà??” (accanto a lei, e lei lo vede benissimo). Sorrido pensando alle letture serali durante le quali normalmente Olga e Olaf conservano i loro nomi originari fino alla scena in cui la bimba torna a casa da scuola e inizia a chiamare Olaf. In quella pagina mia figlia pretende che la narrazione prosegua con i nomi di Ilde e Spritz. La storia narrata si modifica in base a quella vissuta. Non solo cambiano i nomi, ma “non è vero che Olaf resta a casa da solo, perché a casa c’è il nonno!”

Auguro buoni Olaf e Olga a tutti, qualunque nomi nelle vostre realtà assumano…

OLGA E OLAF
Testo e illustrazioni di Tonka Uzu
Bacchilega Junior
32 pp. | 16 x 16 cm.
Anno di pubblicazione: 2014
Prezzo di copertina: 8,00 €
Età di lettura: dai 18 mesi
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Con questa foto Ilde ha vinto il concorso Tipi da copertina proposto dalla Libreria Radice-Labirinto di Carpi, un bellissimo e divertente concorso che, se non conoscete, vi invitiamo a tenere d’occhio!

Olga e Olaf - Concorso

Perché non svolazzare ancora un po’ tra i libri del pollaio?

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2 risposte a “Olga e Olaf”

  1. Donatella ha detto:

    Ora non solo non vedo l’ora di conoscere le due galline ma anche quel pulcino di Ilde !!!!
    Passerei il giorno qui sul blog a leggere le vostre recensioni per poi correre a comprarli tutti (o quasi tutti .. dai .. ce ne sarà qualcuno che non mi piace :))

    Un saluto da Genova

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