Peter e Petra

Silvia Sai

Arrivarono in classe ad anno scolastico già iniziato, Samantha e suo fratello (c’era davvero un fratello? o la memoria mi inganna?). Erano diversi da noi, questo è stato chiaro fin da subito. Il moccio perenne al naso, lo ricordo bene. La nostra maestra era a disagio, li accolse in classe ma li trattava come diversi, con una leggera nota di disgusto. Anche quello ricordo bene. Inoltre, non erano stati mai, o quasi, a scuola.

Erano arrivati i nomadi.

Tutto il paese, di quella scuola elementare di campagna, ne parlava. Per me erano fonte di grande curiosità, mi incantavo a osservarli. Ma amavo anche la mia maestra, e lei, si capiva, pensava che davvero fossero tanto, troppo, diversi.

Peter e Petra, creati dalla penna di Astrid Lindgren, hanno risvegliato in me questo ricordo. Ma chissà se anche a voi, o ai vostri bambini, sarà capitato di veder aprirsi un giorno la porta della classe e guardare con occhi sgranati degli strani bambini, appena arrivati.
Samantha e suo fratello sono i miei Peter e Petra. Arrivano, scombussolano un po’ le vite con la loro presenza, e poi scompaiono, così come sono arrivati.
Samantha e suo fratello scomparvero, un giorno, da quella scuola di campagna.

Peter e Petra

Peter e Petra appartengono al popolo dei Piccoli. Due fratelli piccoli come due bambole, di tutto punto vestiti. Una mattina bussano alla porta di una scuola elementare di Stoccolma, vicino al parco in cui abitano sotto a una zolla di terra accanto a un grande abete. Gunnar, il protagonista del racconto, un bambino gentile e curioso, apre la porta e tutta la classe, maestra compresa, resta a bocca aperta. Chi saranno mai quei piccoli esserini così diversi da loro? Da dove vengono? E, soprattutto, davvero vogliono, come dicono, andare a scuola?

Non c’è diffidenza nell’aria, solo stupore.

Gunnar si propone di accogliere sul banco Peter e Petra, cosicché a fine giornata hanno già imparato alcune cose: “mamma e papà dicono che il nostro popolo ha bisogno di un po’ di istruzione”.

Peter e Petra
Peter e Petra

Nei giorni successivi la maestra si adopera per rendere accessibile la scuola ai due studenti: fa costruire banchi della giusta misura e attaccapanni per le loro giacche. Nel frattempo Gunnar intesse una delicata amicizia, dettata dalla curiosità e dal rispetto. Il primo giorno di scuola li aiuta ad attraversare la strada, un passaggio decisamente pericoloso per i due minuscoli fratelli!
Con l’arrivo dell’inverno, e del freddo, Gunnar frequenta assiduamente il parco dove si è formata una pista di ghiaccio e comincia a domandarsi dove si trovi la casa dei due fratelli. Una sera, cerca, cerca, cerca… scorge un raggio di luce proveniente da una finestrella sotto terra. Deliziosa è l’immagine dell’interno della casa dei piccoli, con il grande volto di Gunnar dietro al vetro!

Kristina Digman, l’illustratrice, restituisce disegni curati e caldi, la gentilezza del racconto traspare dai colori, dai volti dei bambini e dalle prospettive un po’ sbilenche, a sottolineare la differenza di dimensioni tra il mondo dei Piccolini e quello dei Grandi.

La Lindgren sceglie di raccontarci, con la prosa asciutta e avvolgente che la contraddistingue un’amicizia affettuosa che sboccia tra bambini così diversi.
Ed è proprio nelle pagine in cui Gunnar e i due fratelli giocano a farsi boccacce attraverso il vetro della finestra, i piccoli dentro casa, e Gunnar fuori sotto i fiocchi di neve, che si esemplifica il senso della loro amicizia.

Peter e Petra
Peter e Petra

Siamo diversi, molto. Non possiamo, forse, mai conoscerci fino in fondo, non possiamo, forse entrare nelle case e nelle vite altrui. Non possiamo pattinare insieme, sarebbe troppo pericoloso per i Piccoli. Possiamo però guardarci, osservarci, aiutarci a fare i compiti, giocare e ridere insieme, farci boccacce, possiamo scrivere un biglietto da mostrare attraverso il vetro: “SEI PROPIO UN RAGAZO SIMPATICO GUNAR”.

E Gunnar li guarda.

Kristina Digman sceglie di ritrarre il grande bambino sempre silenzioso, con un’espressione contemplativa pressochè invariata in tutto l’albo, perché lui osserva molto, affascinato, curioso e sorridente. Felice. Li osserva incantato anche quando volteggiano nel buio e nel silenzio della notte, abbracciati in una danza elegante sui pattini.

Gunnar trattenne il respiro. Era lo spettacolo più bello a cui avesse mai assistito, e pensò che ne avrebbe custodito il ricordo per tutta la vita.

Peter e Petra

Peter e Petra si rivelano degli ottimi studenti, ottengono bei voti scritti su minuscoli fogli dalla maestra e così, felici, salutano i compagni e il loro amico Gunnar per le vacanze natalizie.

Ma Peter e Petra non tornarono più. Quando la scuola ricominciò, dopo le vacanze natalizie, loro non c’erano più. Tutti i compagni di classe aspettavano e speravano di risentire la loro leggera bussatina alla porta. Soprattutto Gunnar. Ma loro non tornarono. I loro minuscoli banchi erano lì, vicino alla cattedra della maestra. Ma loro non c’erano. Anche i loro piccoli attaccapanni nel corridoio erano vuoti.

Il colpo di scena fa calare una certa malinconia nel racconto. Si intuisce la tristezza di Gunnar per l’interruzione di quella amicizia così strana e profonda che aveva senz’altro animato le sue giornate. Dove saranno andati?
La risposta arriva in una minuscola lettera, scritta in una lingua ancora sgrammaticata. Si sono trasferiti a Uppsala, in una casa più bella, accanto a un laghetto dove i due fratelli possono continuare a pattinare. Andranno a scuola? Conosceranno altri bambini Grandi? Desteranno stupore e curiosità in altre classi, e altre vite?

Riusciranno, con la loro dolcezza, a tirar fuori il meglio delle persone Grandi?

La Lindgren decide di fermare qui il racconto, con Gunnar, trasformato da questo incontro, felice e forse un po’ meno solo, che ogni tanto, ci dice, sofferma lo sguardo nel parco, in mezzo alla neve, dove gli sembra di vedere i due piccoli amici danzare sul ghiaccio al suono di una musica lontana.

Peter e Petra

Mi sarebbe piaciuto essere come Gunnar per i due nomadi. Mi sarebbe piaciuto che avessero avuto una maestra gentile che gli preparasse dei banchi della giusta misura.
Di fronte al diverso e all’inaspettato possiamo scegliere di meravigliarci e accoglierlo nelle nostre vite, permettendogli di sentirsi a proprio agio. Possiamo scegliere di guardare, osservare, sbirciare nelle case altrui e, pur non riuscendo a entrare, giocare insieme.
Oppure possiamo scegliere di aprire la porta e restare nel silenzio, nella paura, nel pregiudizio, nell’indifferenza.

P.S. Questo splendido albo illustrato l’ho scoperto grazie al gruppo facebook “I SEMInari” che si ripropone di approfondire la conoscenza, la lettura e il confronto sui libri per bambini e ragazzi, in particolare i classici. È guidato dalla libraia Alessandra Starace. Chiedete di entrare nel gruppo se vi interessa!

PETER E PETRA
Astrid Lindgren (testo), Kristina Digman (illustrazioni)
Il Gioco di Leggere Edizioni
32 pp. | Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo di copertina: 14 euro.

Peter e Petra
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2 risposte a “Peter e Petra”

  1. Mica ha detto:

    Bellissimo il libro e bellissimo il tuo scritto Silvia!
    Continuo a seguire le Galline.

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